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LUCCA - Niente accordo su casa Puccini. Comune e Fondazione vogliono la propriet dellimmobile di corte S. Lorenzo
ILARIA BONUCCELLI
MARTED, 20 APRILE 2010 IL TIRRRNO - Lucca

Respinta la proposta del comodato decennale del museo avanzata dalla nipote del compositore



LUCCA. La casa natale di Giacomo Puccini deve tornare di propriet della citt. La Fondazione Puccini non accetter la proposta avanzata da Simonetta Puccini, nipote del compositore, per il restauro e la gestione del museo in corte San Lorenzo. Il Comune non vuole accollarsi i costi dei lavori, rinunciando alla propriet dellimmobile, assegnato dal tribunale allerede del Maestro.
Lamministrazione comunale avrebbe deciso di puntare tutto sulla procedura di vincolo dellappartamento, avviata solo di recente dalla Sovrintendenza alle Belle arti: se venisse concessa, la tutela del ministero dei Beni culturali, infatti, metterebbe la casa al riparo da trasformazioni incompatibili con la destinazione a museo o anche da vendite improvvise, come quella ventilata mesi fa a un americano.
Come sempre, lo scenario che si venuto a creare dopo la proposta di Simonetta Puccini complicato. Lerede del Maestro, infatti, chiede a Lucca di assumersi i costi del restauro della casa del nonno, da effettuare entro la fine dellanno. In cambio, sarebbe disposta a concedere per 10 anni limmobile in comodato alla Fondazione Puccini: in questo periodo la gestione della casa museo (da riaprire) dovrebbe essere congiunta e il 30% degli incassi sarebbero destinati alla Fondazione Simonetta Puccini. In tutto questo ragionamento, per, secondo la Fondazione Puccini di Lucca e il Comune c un elemento inaccettabile: il fatto che la propriet dellimmobile resti alla nipote del compositore. Tanto che lamministrazione comunale e la Fondazione lucchese non sarebbero neppure pi tanto disposte a proporre, tramite il proprio legale (lo studio dellavvocato Giuseppe Rossi di Milano), un compromesso: la propriet della casa allamministrazione comunale (o alla Fondazione Puccini), lusufrutto delledificio vita natural durante alla nipote del Maestro. Il sindaco Mauro Favilla, che anche presidente della Fondazione Puccini, vorrebbe ancora mantenere aperto qualche spiraglio di trattativa, ma in sostanza non disposto a rinunciare alla propriet della casa-museo, chiusa, ormai da quattro anni. Tuttavia puntare esclusivamente sulla trattativa con Simonetta Puccini per ottenere di nuovo la propriet dellimmobile considerato dalla Fondazione un rischio che non vale la pena di correre: in questi anni, infatti, sono state troppe le proposte che si sono susseguite, con cambiamenti in corsa di ogni tipo che non hanno portato ad alcun accordo. Proprio questo concetto era stato espresso pochi giorni fa anche dal presidente della Provincia, Stefano Baccelli, secondo il quale necessaria unazione pi decisa da parte della citt per tornare in possesso della casa natale del Maestro.
In questo contesto, tutta lattenzione del Comune e della Fondazione Puccini , oggi, concentrata sulliter attivato dalle Belle arti, per vincolare la casa di Giacomo Puccini, fino a poche settimane fa priva di ogni protezione. Lidea di ottenere in tempi rapidi la tutela dellimmobile per evitare che la struttura venga trasformata, che salti la destinazione a museo e che lappartamento venga addirittura venduto.
Certo che Simonetta Puccini potr opporsi e intervenire, in quanto proprietaria del bene, in tutte le fasi che precedono il vincolo (ammesso che venga concesso), ritardando ulteriormente la riapertura del museo. Ma, la Fondazione non intenzionata a fare retromarcia: vuole che contenitore (lappartamento) e contenuto (tutti i cimeli pucciniani, compreso il pianoforte del compositore) siano considerati inscindibili, a differenza di quanto accaduto finora. I cimeli, infatti, sono vincolati e - secondo il progetto della Sovrintendenza - inseparabili dalla casa (anche se ora sono conservati e palazzo Mansi); limmobile, al contrario, non vincolato e, quindi, in teoria potrebbe essere separato da lettere, spartiti, pianoforte che il tribunale di nuovo ha assegnato in propriet a Simonetta Puccini, nonostante che in buona parte non appartenessero alleredit del Maestro.
La patata bollente, dunque, nelle mani della Sovrintendenza. Che se decidesse di apporre il vincolo potrebbe aprire alternative allaccordo tra Fondazione Puccini e Fondazione Simonetta Puccini: infatti, per limmobile sotto tutela potrebbe scattare lingiunzione di esecuzione dei lavori o anche lesecuzione diretta dei lavori da parte del ministero, con addebito alla propriet. Oppure, potrebbe anche essere avviata la procedura di esproprio della casa, in considerazione della sua importanza storico e artistica (pi che architettonica).



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