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Dal palazzo alla citt, il potere in Cina e a Roma
MAURIZIO BETTINI
VENERD, 23 APRILE 2010 LA REPUBBLICA Cultura




Cosa unisce e cosa divide culture lontane come quella di Augusto e del primo sovrano cinese Shihuangdi? Uno studio per la prima volta le mette a confronto
Tra le differenze, anche luso della immagine degli imperatori e delle loro "Res Gestae"


Si possono comparare le culture? Certo, anzi si deve farlo, purch lo scopo sia non quello di affermare che la "mia" cultura la migliore, ovviamente, ma quello di capire come funzionano i meccanismi culturali. La comparazione pu puntare su ci che accomuna, oppure su ci che divide: meglio ancora, si pu cercar di vedere che cosa presente in una certa cultura e che cosa, a volte sorprendentemente, "manca" in unaltra. Prendiamo ad esempio listituto delleredit. Si sa che nella cultura occidentale esso modellato sulle relazioni di parentela, disciplinato da leggi specifiche, e soprattutto fonte di liti a non finire. Se a questo punto, con spirito comparativo, si va a guardare come funziona leredit nella cultura Rom, si scoprir che, semplicemente, questo istituto non esiste. Fra i Rom i beni di un defunto non sono destinati ad accrescere quelli di un vivo. Si tratta di unassenza di grande importanza, naturalmente, perch dovrebbe subito farci riflettere sul seguente problema: perch "noi" invece leredit ce labbiamo? E questo che cosa significa?
Naturalmente si possono comparare sia culture vicine che culture lontane, nel tempo e nello spazio. Per esempio, quella greca e quella romana sono state comparate varie volte. Ma che dire della Cina? C qualcuno che si dato la briga di comparare la Cina antica con le "nostre" antichit, quelle greche e romane? Geoffrey Lloyd lo sta facendo gi da tempo, mettendo a confronto pensiero greco e pensiero cinese. Adesso, per fortuna, si comincia a farlo anche con Roma. Ma perch ci accadesse, occorreva (come si dice) una storia di vita.
Ventanni fa Fritz-Heiner Mutschler, brillante latinista educato alluniversit di Heidelberg, decise di andare a insegnare in Cina. Lo stupore fu grande, almeno da parte di molti: che ci faceva un classicista tedesco prima a Changchun, Manciuria, e poi a Tientsin? Semplice, insegnava la "civilt occidentale", e intanto studiava quella cinese. Rientrato in Germania e divenuto professore (di latino) a Dresda, Mutschler non ha per dimenticato il suo antico amore. Cos Oxford University Press ha pubblicato una massiccia raccolta di saggi, edita da lui e dal sinologo Achim Mittag, dal titolo Conceiving the Empire. China and Rome Compared. Roma e la Cina vengono insomma "comparate" su un tema specifico e tuttaltro che secondario: limpero. Al centro della riflessione sta il modo in cui questo istituto politico venne concepito e realizzato in due grandi realt che ebbero vicende parallele e, talora, contemporanee, seppure separate dalla distanza geografica, dalla lingua e dalla cultura. Che cosa si scopre leggendo questi saggi? La scelta ardua, ma possiamo provare a darne almeno unidea.
Si sa che la nozione di impero fu acquisita solo faticosamente a Roma, e continu a rimanere in tensione, in qualche modo, con le istituzioni "democratiche" che lavevano preceduta. In Cina non fu cos. Lesistenza dellimpero venne data per scontata fin dallinizio, e questa istituzione non fu mai posta in rapporto di rivalit, politica o semplicemente intellettuale, con altre possibili forme di governo. Se lesistenza di "leggi" scritte inoculava nei cittadini dellimpero romano unidea di uguaglianza di fronte ad esse, in Cina prevalse invece la figura dellimperatore come figlio del cielo: e come tale portatore di un mandato celeste (tianming) che ne faceva un elemento di mediazione fra cielo e terra, destinandolo a mantenere le cose del mondo in armonia con lordine cosmico. Di conseguenza, per limperatore cinese lelemento chiave della propria sovranit non era costituito tanto dalle "leggi", quanto dal rituale e dalle offerte sacrificali.
Unaltra grande differenza fra i due imperi consiste poi nel ruolo che vi svolse la scrittura della storia. vero che a Roma questa fu unattivit aristocratica, da senatori, ma essa non fu mai connessa al governo della citt. La scrittura della storia rimase essenzialmente "privata", legata allotium di chi si era ritirato dalla politica o la praticava negli intervalli di essa. In particolare, a Roma le forme e il contesto della storiografia si modificarono nel corso dei secoli - Livio fu uno storico a tempo pieno, che non esercit alcun ufficio pubblico, pi tardi Tacito amb riprendere il modello dello storico senatore e indipendente. Al contrario, in Cina le forme della storiografia non solo mostrano unimpressionante omogeneit nel corso dei secoli, ma il contesto in cui esse si realizzarono fu sempre quello "politico" della corte imperiale.
Ancora una differenza comparativa, stavolta nel campo della concezione dello spazio. Anche se Augusto plasm progressivamente Roma in funzione del suo progetto imperiale, le architetture da lui commissionate furono comunque concepite per i cittadini - i marmi, gli oggetti, le statue trasferite in citt dai paesi conquistati erano l per tutti. In questo modo i cittadini erano in qualche modo invitati a partecipare, con il sovrano, dellorgoglio per le imprese compiute. Al contrario, nella capitale cinese la separazione fra gli spazi imperiali e quelli destinati ai cittadini rimase assoluta: la capitale cinese era "palaziale", quella romana era "civica".
Anche nella comunicazione della regalit, se cos si pu dire, le differenze appaiono sostanziali. Se a Roma il ritratto di Ottaviano fu usato, fin dallinizio, come strumento di propaganda per il nuovo assetto politico - e il volto degli imperatori mantenne una presenza stabile nei luoghi pubblici - in Cina lesposizione dellimmagine imperiale fu praticamente sconosciuta. Ma la differenza forse pi esplicita ce la forniscono le celebri Res gestae che secondo il volere di Augusto, il fondatore dellimpero, dovevano essere incise nel bronzo ed esposte di fronte al suo Mausoleo, nel mezzo di unarea destinata al pubblico. Il primo imperatore cinese, Shihuangdi, fece incidere anche lui la sua iscrizione - ma su una stele eretta in cima a una montagna remota e inaccessibile, dove nessuno lavrebbe letta. Il fatto che Augusto voleva comunicare con i cittadini, Shihuangdi si rivolgeva ai poteri cosmici.



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