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LUnit d'Italia non in mano alla Lega. Intervista a Buttafuoco
Michele Anselmi
Il Riformista 24/4/2010

Le accuse dei colleghi ribelli del comitato capitanati da Zagrebelsky? Non capisco, non mi sono mai accorto di nulla.
La botta di vecchiaia del suo idolo Ciampi? Credibile.

Toccategli tutto e tutti, ma non il suo Ciampi, nel senso di Carlo Azeglio. A sorpresa Pietrangelo Buttafuoco, classe 1963, siciliano doc, penna sulfurea e destrorsa, respinge ogni illazione politica sulle dimissioni dell'ex capo dello Stato dalla presidenza del comitato dei garanti per le celebrazioni del l50esimo anniversario dell'Unit d'Italia. Riunione dopo riunione, Buttafuoco ha imparato a conoscere l'uomo che l'ha voluto nel gruppo ristretto, diciamo pi operativo, insieme alla giornalista Ludina Barzini, l'economista Pierluigi Ciocca, i giuristi Giovanni Conso e Gustavo Zagrebelsky. Due dei quali, Barzini e Zagrebelsky, avrebbero a loro volta deciso di mollare per via di una situazione di forte disagio, in buona misura accreditata allo scarso entusiasmo del governo nei confronti delle celebrazioni unitarie.
Ha letto le dichiarazioni sul Corriere della Sera ? Anche Ugo Gregoretti, Marta Boneschi, Dacia Maraini sarebbero sul piede di partenza.
Guardi, per abitudine io non mi aggrego al pensiero dominante. E comunque il mio interlocutore resta Ciampi. Non ho alcun motivo di credere, essendo lui un galantuomo, che la botta di vecchiaia di cui parla sia una banale scusa. Gli ho risposto salutandolo e facendogli i miei auguri. Del resto, Ciampi, nella lettera, fa un approfondito resoconto delle cose fatte e ci invita ad andare avanti.
Eppure fioccano proteste e sospetti. Per la Maraini il comitato stato svuotato dall'interno e tutte le idee di cui si era parlato sono state messe da parte. Tutto per non urtare la Lega.
Davvero non capisco. Ho partecipato alle riunioni del gruppo ristretto, non mi sono accorto di nulla. Tra l'altro c'era anche Letta, a nome del governo, e m' sembrato tutt'altro che freddo o disinteressato. Ho letto le dichiarazioni, magari alcuni dei trenta componenti del comitato ne hanno discusso a parte. Io, per, mi fido di Ciampi.
Per i dimissionari dicono che si cerca di far passare sul Risorgimento una lettura revisionista, in linea con l'ideologia della Lega.
Della Lega non saprei dire, non mi pare di aver colto preoccupazioni in proposito nelle parole di Ciampi. Vero , per, che alcune idee non sono state prese in considerazione. Le mie, ad esempio. E non credo di poter essere assimilato, per storia personale e provenienza culturale, alla Lega.
Gi: ha appena scritto su Panorama , a proposito dei sopravvalutati della cultura e dello spettacolo, che sopravvalutare anche una deriva del familismo, altrimenti non vedremmo mai uno come Umberto Bossi portarsi dietro, nei vertici politici perfino, la sua trota, quel ragazzone di Renzo, suo figlio.
Confermo. Cos come confermo il no ad alcune mie proposte sul 150 anniversario dell'Unit d'Italia. Senza nulla togliere al Risorgimento, alle sue figure, alle sue battaglie, ritenevo utile celebrare l'identit stessa dell'Italia in una chiave diversa. Diciamo anteriore ai processi storici della modernit. Pensavo, simbolicamente, a dei picchetti sulle tombe di Virgilio, Dante, lo stesso Federico II di Svevia. Non passato. Tuttavia, ripeto, non ho avvertito particolari sensibilit leghiste nel corso dei nostri incontri. Semmai qualche dubbio sulla possibilit di mettere in moto una grande mobilitazione sul tema.
Per Ciampi se ne va davvero.
Mi dispiace, perch con lui mi intendo, la sua sensibilit tocca il profondo delle nostre viscere. Per, nella lettera che ho ricevuto, ci sprona a proseguire. E questo intendo fare.
Un'altra idea bocciata dal comitato?
Mi sarebbe piaciuto coinvolgere la Rai e mobilitare i nostri migliori attori per realizzare una nuova edizione di Rinaldo in campo. Magari con Fiorello al posto di Modugno, Ficarra & Picone al posto di Franchi e Ingrassia, Eleonora Abbagnato al posto di Delia Scala. In fondo Garinei & Giovannini lo scrissero per il centenario dell'unit d'Italia. Perch non riprenderlo: una volta sola ma bene.
In compenso si sta mobilitando il cinema.
Ciampi sar contento. Era il suo chiodo fisso al Quirinale. Martone ha appena finito Noi credevamo , una Meglio giovent ambientata nel Risorgimento. Ferrario ha cominciato a girare Piazza Garibaldi , un documentario che ripercorre il percorso dei Mille.
Lo so. E mi rallegro. Anche se, insisto, i 150 anni dell'unit sono solo un pezzo di un edificio pi grande. Con tutto il rispetto. Le mie prigioni di Silvio Pellico poca cosa rispetto all'Eneide, il vero, grande racconto dell'Italia. Nella processione della storia tutti meritano un posto, ma con Cavour mi pare difficile parlare al mondo.
E con Garibaldi?
Come siciliano qualcosa da ridire ce l'ho.



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