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TOSCANA - ARGENTARIO. Niente restauro per i cannoni. I reperti da otto anni aspettano i finanziamenti statali
GABRIELE CAROTTI
MERCOLED, 28 APRILE 2010 IL TIRRENO - Grosseto



Ripescati tra Giannutri e il Giglio allinterno di un galeone spagnolo

I cannoni rinvenuti a Giannutri sono ancora in attesa di trovare un finanziamento per il restauro. Gli antichi reperti recuperati anni fa, infatti, sono attualmente a Torre delle Saline di Albinia. I cannoni furono rinvenuti nel 2002 nelle dellArgentario da un antico galeone colato a picco fra le isole del Giglio e Giannutri, del quale si erano perse le tracce. Quando torneranno agli antichi splendori?
Dopo otto anni, questi reperti, risultano ancora in attesa di una restauro completo, anche se come sottolinea la dottoressa Paola Rendini della Soprintendenza Archeologica, tutto il possibile per portare questi agli antichi splendori stato fatto con la massima professionalit dai funzionari dello Stato.
La Rendini, con rammarico sottolinea la difficolt a reperire fondi per restaurare i cannoni, ricorda che questi allepoca del ritrovamento furono desalinizzati, grazie al lavoro dei restauratori dellufficio fiorentino e alla disponibilit dimostrata da alcuni enti.
Al momento del ritrovamento, fu dichiarato in una conferenza stampa tenuta alla Guardia di Finanza di Porto Santo Stefano, che sarebbero stati restaurati ed esposti in breve tempo in una sala della fortezza spagnola di Porto Santo Stefano. Invece passati nove anni questa collocazione appare lontanissima.
Le acque delle isole maremmane sono piene di reperti che potrebbero riempire e dare lustro ad un qualsiasi museo in zona, come ricorda la Rendini, ma il budget annuale a disposizione di ogni archeologo, non permette molto.
Eppure lemozione della scoperta fu grande, come annunciato allepoca dalle autorit che sottolinearono la voglia di accelerare al massimo i tempi di recupero di altri reperti per evitare di assistere ancora una volta allopera di alcuni sub, i veri cacciatori di questi oggetti di valore storico-artistico.
Questi reperti al momento del ritrovamento, furono portati a Porto Santo Stefano e mostrati alla stampa vennero successivamente depositati davanti alla caserma della Guardia di Finanza di Porto Santo Stefano e accuratamente ricoperti con teli per non esporli alle intemperie, da circa due anni i ritrovamenti archeologici recuperati, su navi e altri relitti, sono stati trasferiti insieme ad altri materiali nella suggestiva torre delle Saline, dove esiste un nucleo della soprintendenza archeologica subacquea. Purtroppo ormai abitudine che al momento del ritrovamento di qualsiasi reperto archeologico o altro materiale storico, il clamore ed i riflettori si accendono con grande entusiasmo, gli stessi subito dopo si spengono, come in questo caso, dove il problema sembrano i finanziamenti.



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