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Demanio stila un primo elenco dei beni dello Stato.
Repubblica of the Arts, 22/08/2002

Isole, palazzi, siti archeologici. Con valutazioni anche curiose. Come per la villa romana Jovis a Capri. Proteste.

ROMA - Tra i pezzi in lista ci sono anche la località di Alba Fucens, presso cui c'è un importante sito archeologico romano. E ci sono incongruenze, con l'antica Villa Jovis di Capri che varrebbe più del carcere di San Vittore a Milano. Lo Stato mette in ordine i propri gioielli immobiliari e stila la lista dei beni ambientali e paesaggistici da vendere, come previsto dalla legge che ha istituito la Patrimonio Spa. Ma la lista suscitando già proteste e, da parte dei Verdi, un ricorso al Tar. Il primo elenco è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di pochi giorni fa: è un corposo volume allegato (oltre 800 pagine), nel quale l'Agenzia del Demanio tira le prime somme, censisce e individua alcuni immobili che potranno essere messi sul mercato. L'elenco comprende gioielli ambientali e paesaggistici, isole, sedi di uffici pubblici in palazzi storici, aree archeologiche e monumenti nazionali: tra i beni inseriti figurano l'isola di Gorgona, quella di Pianosa, con il suo carcere di massima sicurezza, Alba Fucens, l'insediamento romano abruzzese del 303 a.C., Villa Jovis, residenza dell'imperatore Tiberio a Capri, il centro urbano di Mercato Saraceno, la Certosa di San Martino a Napoli, una parte del bosco di Capodimonte, l'isola di Nitida, il carcere di San Vittore, la stazione ferroviaria di Pesaro. E ancora: varrebbe 8 milioni di euro l'isola Pianosa mentre 380 mila euro quella di Giannutri (che non è disponibile ma parco naturale). Il Lungarno della Zecca, a Firenze, è iscritto per 13 milioni di euro, il Lungomare Nazario Sauro di Bari per 5,7 milioni di euro. Non c'è nessuna vendita, è solo un inventario. E "non sono tutti i beni - avverte il sottosegretario all'Economia, Maria Teresa Armosino - Si tratta di un primo censimento che va avanti da settembre dell'anno scorso. Non è un elenco completo". Per stilare tutto l'elenco c'è però ancora tempo: "Dopo i rilievi di Eurostat - spiega il sottosegretario - abbiamo preso un po' di tempo e la seconda operazione di cartolarizzazione partirà a ottobre. Secondo i dati in mio possesso, ma stiamo ancora facendo i calcoli, dovremmo incassare oltre 8.000 miliardi di vecchie lire. Ma si lavora ancora per incrementare la cifra". Dal ministero del Tesoro confermano che la macchina per il censimento del patrimonio effettivo dello Stato è in piena attività: "la legge sulla cartolarizzazione prevede due passaggi - spiegano - il monitoraggio e l'individuazione, da parte del Demanio, del patrimonio e successivamente un decreto interministeriale (Tesoro-Lavoro) che indica quali beni potranno essere oggetto di vendita. Il Demanio sta quindi procedendo e stiamo valutando la prossima operazione". A Capri prevale lo stupore per la valutazione, di appena 89.750 euro, di Villa Jovis (qui vennero gli imperatori Tiberio e Ottaviano Augusto). La cifra è considerata "mortificante, a livelli di svendita": 89.750 euro, vale a dire poco più di 160 milioni delle vecchie lire. "Credo che l'elenco pubblicato dall'agenzia del Demanio - spiega il sindaco di Capri, Costantino Federico - sia una semplice operazione contabile per classificare il patrimonio indisponibile dello Stato". Molto più negativo invece il commento di Cesare De Seta, docente universitario, storico dell'architettura e scrittore: "E' una pura follia d'agosto, Villa Jovis è una dei beni più straordinari del nostro Paese sia sotto il profilo storico che archeologico - ricorda lo storico dell'architettura - è la più importante dimora imperiale del mondo romano. E valutarla 89.750 euro, è un'operazione contabile di pura follia". Roberto Ciuni, scrittore di cose di Capri, già direttore di quotidiani ed editorialista, spiega: "Siamo probabilmente in presenza di un grosso equivoco. Qui, forse, non si tratta di un'ipotesi di vendita ma di catalogare catastalmente un bene dello Stato. Se non fosse così mi sentirei di dire che potrebbe trattarsi di un colpo di follia d'agosto". Per la Certosa di San Martino a Napoli, secondo il consigliere regionale di Forza Italia, Fulvio Martusciello, non bisogna fare "allarmismo per la vendita della Certosa di San Martino. Anche perché l'Agenzia del Demanio si è limitata, finora, soltanto ad individuare le proprietà del patrimonio disponibile ed indisponibile dello Stato, censirle e valutarle". Per ora si tratta di una mappatura: un secondo passaggio prevede l'intervento del ministro dell'Economia Giulio Tremonti che dovrà scegliere tra i beni censiti quali potranno essere utilizzati per le operazioni di valorizzazione o venduti tramite cartolarizzazione (significa che lo Stato, per ottenere crediti dalle banche, emette delle obbligazioni dando in garanzia monumenti, spiagge e palazzi antichi in grado di risarcire eventuali mancati introiti futuri). Per acquistare i beni patrimoniali dello Stato le società interessate dovranno anticipare i soldi ricavabili dalla privatizzazione, emettendo prestiti obbligazionari garantiti dagli stessi beni in vendita. Sul sito del Demanio vengono anticipate anche le condizioni generali di partecipazione: la vendita avverrà o tramite un'asta pubblica o trattative private, dopo aver inviato tutta la documentazione necessaria per essere ammessi alla gara; la domanda dovrà essere in carta libera con dichiarazioni di non interdizione o fallimento e ricevuta della cauzione a garanzia dell'offerta, pari al 10% del prezzo dell'asta. "Un'operazione abominevole" commenta l'ex sottosegretario ai beni culturali Vittorio Sgarbi: licenziato per le critiche alla creazione delle due società (Patrimonio Spa e Infrastrutture Spa) nel decreto salva deficit che avranno il compito di gestire e vendere ai privati il nostro patrimonio artistico. "Tremonti/Attila va bloccato anche con un referendum e certamente con il ricorso al Tar": il Verde Pecoraro Scanio annuncia di avere inoltrato ricorso al Tar per la lista dell'Agenzia del demanio dei beni tra i quali si potranno scegliere quelli da privatizzare. "Il centro giuridico Verde, inoltre - informa - presenterà un esposto alla Corte dei conti e solleverà la questione di costituzionalità davanti alla Consulta". I Verdi, insomma, utilizzeranno "tutti gli strumenti giuridici e politici per bloccare la vendita del patrimonio ambientale e artistico" e a settembre proporrano un incontro con le associazioni e le forze politiche per coordinare le iniziative e preparare il referendum abrogativo della legge sulla "Patrimonio Spa". "E' gravissimo - sottolinea infine Pecoraro Scanio - che aree archeologiche e gioielli come la villa di Tiberio a Capri compaiano in un elenco insieme ad altri immobili senza un particolare valore, a dimostrazione di quanto non si tenga in alcun conto il principio della qualità".

http://www.repubblicarts.repubblica.it/reparts/ita/newsdett.jsp?idContent=267637&idCategory=1806


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