LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

Beni culturali riconosciuti ope legis o con provvedimento
Gian paolo Bulla, direttore Archivio di Stato di Piacenza
LIBERT 17 AGO 2004

Mentre nell'articolo 2 si riconoscono i beni culturali come "testimonianze aventi valore di civilt", all'articolo 10 se ne elencano le categorie materiali.
Vi sono beni culturali ope legis, vale a dire le raccolte, museali e librarie, e gli archivi di tutti gli enti pubblici; si parla di raccolte, secondo la definizione introdotta nelle leggi del 1917, e non di collezioni giacch solo le prime sono sottoposte a processi di valutazione e schedatura ossia a verifica.

Al di fuori di questo quadro occorre uno specifico riconoscimento, cio un formale prowedimento (previsto all'articolo 13) equivalente alla vecchia notifica del 1939 e alla dichiarazione del Testo Unico.

SI riscontrano due novit: ai beni culturali viene assegnato un valore identitario, oltre che culturale, se le cose Immobili e mobili sono "testimonianze dell'identit e della storia delle istituzioni pubbliche, collettive o religiose" (art. 10, e. 3, lett. d); sono inoltre assimilate al beni culturali tout court talune tipologie, come gli edifici rurali, le ville, i parchi e 1 giardini, le pubbliche piazze, vie, strade e altri spazi aperti urbani di interesse artistico o storico, fino ai siti mlnerari che rappresentano per ora gli unici spazi etichettabil, secondo una definizione In voga, come ecomusei (art. 10, e. 4).
L'Intento evidente quello di scoraggiare comportamenti trppo disinvolti, in sede di trasformazione urbanistica e paesaggistica, da parte dei privati o delle amministrazioni locali.
Nell'articolo 11 si aggiungono particolari categorie, menzionate in altre parti del Codice, soggette a tutela ma non a vincolo: ad esempio le fotografie, i ftlm, gli audiovisivi, ecc. prodotti da oltre 25 anni, le opere d'arte di autore vivente o realizzate negli ultimi 50 anni, le opere dell'architettura contemporanea di particolare valore artistico.
E con l'articolo 12 si entra nel vivo della "verifica dell'interesse culturale", laddove si prende atto in pratica del fallimento del censimento dei beni culturali previsto nelle precedenti leggi, della mancanza di un supporto conoscitivo attendibile, cosa che, oltre a pregiudicare una vera attivit di tutela, ha autorizzato qualcuno a parlare di beni culturali in termini solo economici.

Negligenza e crisi di bilancio hanno creato la divaricazione, impensabile fino a qualche anno fa, fra demanialit e invendibitit: dopo oltre 50 anni, alla fine degli anni Novanta e in particolare con il DPR 283/2000, lo Stato ha ammesso di essere padrone inefficiente, didver fare cassa tramite l'alienazione di parte del proprio patrimonio immobiliare.
E se fino a quel momento non era riuscito a conoscere entit e qualit dei beni posseduti attraverso acconci cataloghi, il Codice cerca di farlo puntando sulla fase della verifica, al termine della quale saranno beni culturali solo i beni dichiarati tali su cui 11 Ministero per i Beni e le Attivit Culturali abbia veriflcato "la sussistenza dell'interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologieo", Se questo interesse non sar espiicitato, non si potr parlare di beni bens di cose escluse dalla normativa di tutela del Codice; e "le cose appartenenti al demanio dello Stato, delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali" saranno sdemanializzate a meno che "non vi ostino altre ragioni di pubblico interesse".

In teoria all'operazione s'accompagna una certa cautela, cos che un decreto intermedio fra le Amministrazioni delle Finanze e dei Beni Culturali a disporre i criteri per l'accertamento dei beni demaniali: dopo una verifica sostanziale i beni che non possiedono le caratteristiche di beni culturali possono restare, per pubblico interesse, demaniali oppure no, e in quest'ultimo caso possono essere dismessi.

Insomma, l'esito della verifica equivale al procedimento di dichiarazione del valore culturale e i dati ottenuti risiederanno in una banca dati accessibile da ogni pubblica amministrazione,
Un ultimo nodo, che ha suscitato molto allarme, costituito dai tempi assegnati al procedimento di verifica. In effetti, per la verifica vera e propria non mi sembra si possa parlare di un termine cogente, considerata anche la massa di informazioni che il proprietario pubblico deve fornire alle Soprintendenze.
Per, in merito al procedimento per la dichiarazione dell'interesse culturale avviato dal competente soprintendente, u-na tempistica, in base alla legge 241/1990 sulla trasparenza, e dovuta ed pari a 120 giorni, U perodo che nel 1994 era stato indicato in verit per il vincolo sui beni mobili (quello sul beni immobili era di 210 giorni).

Bisogna ricordare che i cataloghi gi in possesso delle Soprintendenze e le relative dichiarazioni di vincolo di molti beni demaniali sono comunque validi; sul rimanente non censito,"che in molte Regioni non poco, che l'attenzione e l'impegno dei pochi funzionali dovr concentrarsi. E qui, spero che, troppo oberato, non caschi l'asino!



news

06-12-2019
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 6 DICEMBRE 2019

04-12-2019
Libero riuso delle riproduzioni di beni culturali: articolo di Daniele Manacorda sul "Giornale dell'arte"

14-11-2019
Cosa succederà alla Biblioteca Guarneriana di S. Daniele del Friuli? Un appello dei cittadini al sindaco

04-10-2019
Unicredit mette all'asta da Christie's capolavori della sua collezione

14-09-2019
Da Artribune: Franceschini sospende i decreti Bonisoli

05-09-2019
Franceschini, il primo appuntamento al Museo della Liberazione di via Tasso

02-09-2019
Giuliano Volpe: Ci piacerebbe un ministro più educato

29-08-2019
Da Finestre sull'arte vi segnaliamo...

25-08-2019
Sul Financial Times si parla dei provvedimenti Bonisoli

22-08-2019
Trasferito il Soprintendente di Pisa che si era opposto alle bancarelle in piazza dei Miracoli

20-08-2019
In Finestre sull'arte: Gli accorpamenti della riforma Bonisoli affosseranno definitivamente i musei piccoli?

20-08-2019
Caos musei. Nel sito Emergenza Cultura vi segnaliamo...

16-08-2019
Da Finestre sull'arte: Musei, tutti gli accorpamenti decisi da Bonisoli

14-08-2019
Bonisoli firma decreto musei, ecco cosa prevede

01-07-2019
APPELLO - Per il parco archeologico dell'Appia Antica

30-06-2019
Documento dell'API sulla riforma del Ministero: riorganizzazioni perenni

27-06-2019
La FCdA per il Museo Etrusco di Villa Giulia e il Parco Archeologico dell'Appia Antica

26-06-2019
Firenze, l'annuncio di Bonisoli: "Accademia formerà polo unico con gli Uffizi"

21-06-2019
Lorenzo Casini sulla riforma del Ministero: Linsostenibile leggerezza ovvero la nuova riorganizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali (Mibac)

05-06-2019
Alinari. Quale destino per la più grande raccolta museale di fotografie in Italia? Un comunicato della SISF

30-05-2019
Bando per il premio Silvia Dell'Orso 2019: scadenza 30 settembre

07-05-2019
Dal blog di Carlo Pavolini: Luca Nannipieri e l'abolizione delle Soprintendenze

25-03-2019
Pisa. Bonisoli: Sarà trovata soluzione per ambulanti ma non in piazza Miracoli

25-03-2019
E' mancato questa mattina Andrea Emiliani

28-02-2019
Associazione culturale Silvia Dell'Orso: VIII edizione di Visioni d'arte

26-02-2019
Mai più bancarelle in piazza dei Miracoli. Firmate l'appello

14-02-2019
Appello. Contro lo smantellamento dello Stato Italiano

13-01-2019
Per unarcheologia fuori dallimpasse. Lettera al Ministro Bonisoli di API (Archeologi Pubblico Impiego)

11-01-2019
Sulla riforma delle Soprintendenze e dei musei di archeologia. Dichiarazione di archeologi accademici Lincei

29-12-2018
Per un rafforzamento delle soprintendenze uniche

Archivio news