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Utilizzatori finali
Stefano Deliperi
Manifesto Sardo, 1 giugno 2010

«Ancorché fossero vere le indicazioni di questa ragazza, e vere non sono, il premier sarebbe, secondo la ricostruzione, l’utilizzatore finale e quindi mai penalmente punibile…» (Il Corriere della Sera, 18 giugno 2009). Così parlò Niccolò Ghedini, deputato e, soprattutto, gran stratega giuridico del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Nell’occasione si riferiva alle grazie di Patrizia D’Addario (e di chissà chi altre), ma la logica è la medesima: “colui che riceve è l’utilizzatore finale” . E il nostro premier Silvio Berlusconi riceve ed è abituato a ricevere dalla sua Giunta regionale collocata a gestir le sorti della sua Sardegna. Ed è proprio Lui il primo utilizzatore finale del c.d. piano per l’edilizia (legge regionale n. 4/2009): la sua Villa Certosa ha bisogno di qualche stanza in più, pare una manciata di bungalows nel grande parco della villa, come avrebbe chiesto la Idra Immobiliare s.p.a., la società immobiliar-tentacolare che gestisce la residenza smeraldina di cui il Nostro è l’unico utilizzatore finale. Proprietà già teatro, a dir la verità, di abusi edilizi condonati a suo tempo denunciati dalle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra e oggetto di un duro scontro finito anche davanti alla Corte costituzionale con la Procura della Repubblica di Tempio Pausania per l’apposizione del segreto di Stato. Ma, in ogni caso, l’utilizzatore finale non è “mai penalmente punibile”, chiosa solenne l’avvocato-deputato Niccolò Ghedini. Quindi esser utilizzatori finali conviene, anche se costa un po’ e i comuni cittadini han le tasche vuote per poterne approfittare anche loro. Infatti, sarebbero soltanto 22 finora le richieste pervenute alla Commissione regionale per il paesaggio e la qualità architettonica, presieduta dall’artista delle pietre Pinuccio Sciola, per usufruire del c.d. piano per l’edilizia sardo entro la fascia costiera dei 300 metri dalla battigia marina, la più ambita. Oltre Villa Certosa, fra gli altri (pochi), vi sarebbero il complesso Tanka Village del Gruppo Ligresti, la Colony Capital di Tom Barrack per il restyling degli alberghi della Costa Smeralda, il resort Pullman (già Timi Ama) del Gruppo Mazzella, la villa nella pineta di S. Margherita di Pula del leader dei Riformatori Sardi Massimo Fantola. Come nelle previsioni ecologiste, insomma: un piano per le esigenze del popolo. Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra e oltre 150 cittadini hanno inoltrato ricorsi nel novembre 2009 al Governo e alla Commissione europea avverso l’incostituzionalità e la violazione delle normative comunitarie: silenzio da parte del Governo Berlusconi, ma avvìo degli opportuni accertamenti da parte della Commissione europea. E la Regione autonoma della Sardegna? Con la deliberazione Giunta regionale n. 18/8 del 12 maggio 2010 (tuttora non visibile sul sito web istituzionale: http://www.regione.sardegna.it/j/v/66?v=9&c=27&c1=&n=10&s=1&p=4) ha addirittura predisposto un disegno di legge relativo a “Interpretazione autentica delle disposizioni relative allo Sportello Unico per le Attività produttive (SUAP)”, perché il T.A.R. Sardegna, con sentenza della Sezione II, 5 marzo 2010, n. 246, ha annullato la circolare interpretativa della legge regionale n. 3/2008 (art. 1, commi 16°-32°) istitutiva dello sportello unico delle attività produttive – S.U.A.P. che ha esteso illegittimamente anche alle attività edilizie l’autocertificazione (D.U.U.A.P.) per avviare i lavori. Nulla di nuovo, come il proprio leader nazionale: quando le leggi non piacciono, si cambiano e si mette una pietra (di Pinuccio Sciola, of course) sopra. Tanto, anche in caso di mancato rispetto delle normative comunitarie e/o di illegittimità costituzionale, l’utilizzatore finale non è “mai penalmente punibile”.

http://www.manifestosardo.org/?p=4047


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