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TOSCANA - PISA - Grattacielo più curvo della Torre. Abu Dhabi spodesta Pisa ed entra nel Guinness
MARCO BARABOTTI
LUNEDÌ, 07 GIUGNO 2010 IL TIRRENO Toscana



Il Capital Gate pende di 18 gradi, 4 volte più del monumento toscano


PISA. Negli Emirati arabi è scoppiata la moda di battere i record coi loro monumenti, cioè i grattacieli. Non solo in competizione coi loro “gemelli” in tutto il mondo, ma addirittura sfidando quelli che hanno fatto la storia dell’umanità, come la Torre di Pisa. Cinque mesi fa si erano aggiudicati il primato per il grattacielo più alto al mondo (lo spettacolare Burj Khalifa di Dubai, alto più di 800 metri).
Ora sono finiti sul Guinness dei primati per “la Torre più pendente al mondo”, spodestando quindi quella di Pisa.
Ecco allora che il Capital Gate di Abu Dhabi, alto 160 metri, pende di 18 gradi, più di quattro volte rispetto alla storica torre pisana. L’edificio, di 35 piani, sorge quasi sul mare, nel quartiere delle esposizioni della capitale degli Emirati.
È stato costruito a partire dal 2007 dalla Abu Dhabi National Exhibitions Company (Adnec), su progetto dello studio Rmjm di New York. La struttura esterna è stata completata all’inizio di quest’anno e sono in corso i lavori per l’allestimento interno. L’inaugurazione è prevista per la fine del 2010. L’edificio somiglia alla prua di una nave. Sale in verticale fino al 12.mo piano, poi comincia a inclinarsi, fino a 18 gradi. I piani sono sfalsati l’uno rispetto all’altro da 30 centimetri fino a un metro e 400. Grazie alla pendenza, una sala da tè sporge sul vuoto a 80 metri vista sulla moschea dello sceicco Zayed, il Golfo, la capitale e le isole di Saadiyat e Yas.
La struttura esterna è una rete diagonale di acciaio fissata a 490 pilastri piantati fino a 30 metri di profondità. Ben 12.500 pannelli di vetro chiudono le 720 aperture, nessuna delle quali uguale alle altre, a causa di inclinazione e curvatura.
Il gioiello tecnologico del Capital Gate è la sua ossatura interna curvata, primo esempio al mondo secondo i costruttori. Una struttura di 15mila metri cubi di cemento e 10mila tonnellate di acciaio sale dal suolo con una pendenza opposta a quella della struttura esterna e si raddrizza salendo, per compensare l’inclinazione della torre.
«Ci sono state numerose sfide, e sono felice di poter dire che le abbiamo superate», ha detto il direttore della Adnec, Ali Said bin Armal Al Daheri.
Sarà anche più pendente della Torre di Pisa, ma il fascino del celebre Campanile non viene scalfito di una virgola. L’opera degli ingegneri e degli architetti che hanno lavorato a Dubai non è minimamente paragonabile al genio di chi ha creato piazza dei Miracoli e neppure all’opera di coloro che hanno messo in sicurezza la Torre. Vale a dire il comitato di 14 esperti che per 11 anni, dal 1990 al 2001, ha lavorato alla messa in opera del consolidamento del monumento.
Un progetto di restauro che ha tolto al Campanile di Bonanno 47 centimetri di pendenza in cambio di altri 300 anni di vita.
«È stato lo straordinario successo di un’impresa delicatissima di salvaguardia di un monumento simbolo della nostra storia e della nostra civiltà», aveva sottolineato il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a cui il comitato nel 2007 aveva presentato il libro sul restauro presso l’Accademia dei Lincei, a palazzo Corsini. E a cui, Salvatore Settis, accademico dei Lincei e membro del comitato, aveva ribattuto: «Abbiamo conciliato la modernità delle nuove tecnologie con la necessità di salvaguardare e rispettare l’integrità della Torre. Salvare la Torre senza toccarla: è quello che abbiamo fatto agendo sul suolo».
Vadano pure orgogliosi gli arabi del “Capital Gate”, come ha fatto il presidente di Adnec, lo sceicco Sultan bin Tahnun Al Nahyan: la Torre di Pisa penderà anche meno, ma resta un monumeto unico e irripetibile, patrimonio dell’umanità con i suoi oltre otto secoli di storia.



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