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CAMPANIA - Salva-abusi, l’ira dei sindaci «Noi traditi»
corriere del Mezzogiorno 10 giu 2010 Salerno

Rivolta dei sindaci dopo la bocciatura alla Camera del decreto salva abusi. Franco Regine (Forio d’Ischia): «Parlamentari, ministri e consiglieri regionali che hanno fatto campagna elettorale promettendo il blocco delle ruspe vengano qui a parlare coi cittadini che hanno truffato». Il voto alla Camera non sarà ripetuto e Luisa Bossa, parlamentare Pd, commenta: «La decadenza del decreto è una buona notizia. L’abusivismo in Campania ha saccheggiato selvaggiamente il territorio». Proprio a Ischia, in queste stesse ore, si continua a costruire illegalmente: lo denuncia il vicesindaco Boccanfuso.

NAPOLI — «Adesso i ministri, i parlamentari e i consiglieri regionali del centrodestra, quelli che hanno fatto campagna elettorale promettendo il blocco delle ruspe, vengano qui a parlare con i cittadini che hanno truffato». È un fiume in piena Franco Regine, il sindaco di Forio d’Ischia. Sull’isola la mancata approvazione del decreto, che avrebbe dovuto bloccare gli abbattimenti delle case abusive, è stata un fulmine a ciel sereno. «L’ennesima brutta figura di un governo che non riesce a legiferare da un anno», commenta il vicesindaco di Ischia, Luigi Boccanfuso. Il quale, poi, aggiunge un particolare sconcertante: nonostante le ruspe, nonostante l’enorme attenzione che da mesi circonda il fenomeno dell’abusivismo sull’isola, proprio in questi giorni continuano ad essere realizzate case e stanze fuorilegge. «Ho notato — dice — l’intensificarsi di sbarchi di automezzi colmi di materiali per l’edilizia». Da Roma, intanto, arrivano notizie che sono destinate ad acuire lo sconforto dei paladini del cemento illegale.
Abbattimenti Una delle costruzioni abusive demolite a Casalnuovo nei mesi scorsi

Ieri, dopo una riunione dei capigruppo e dopo avere visionato i filmati della seduta di 24 ore prima, Gianfranco Fini, il presidente dell’assemblea ha detto: «Non vi sono i presupposti regolamentari perché ci sia un annullamento della votazione con ripetizione». La maggioranza lamenta che Rosy Bindi abbia chiuso la votazione dopo soli 51 secondi e perciò non abbia consentito di pigiare i tasti del voto elettronico ad una quarantina di esponenti del centro destra, che erano presenti in aula. La parlamentare del Pd replica: «Non c’erano gli estremi per annullare la votazione». Il decreto legge definitivamente bocciato ieri alla Camera, con l’approvazione di una pregiudiziale di costituzionalità dell’opposizione di centrosinistra, avrebbe sospeso le demolizioni richieste dall’autorità giudiziaria in Campania. Prevedeva lo stop alle ruspe fino al 30 giugno 2011.

Riguardava «soggetti considerati sforniti di altre abitazioni» ed era relativo ad abusi realizzati entro il 31 marzo 2003. Nella versione licenziata dal consiglio dei ministri, escludeva che la sospensione potesse riguardare immobili costruiti o ampliati illegalmente in aree sottoposte a vincolo paesaggistico. Anche questo paletto, tuttavia, era saltato in sede di approvazione al Senato, quando un emendamento proposto dal senatore Orsi aveva stabilito che queste ultime non sarebbero state demolite fino al 31 dicembre 2010. Quando, nelle intenzioni della maggioranza, sarebbe stato approvato il disegno di legge che dovrebbe riaprire i termini del condono per la Campania.

Il piano di abbattimenti era stato varato oltre un anno fa dalla Procura generale, di concerto con le Procure distrettuali. Aldo De Chiara, aggiunto della Procura di Napoli, rivela: «Se la legge fosse stata approvata, avremmo sollevato noi il dubbio di costituzionalità». A Forio, proprio in questi giorni, si sta concludendo l’abbattimento di una parte dell’albergo Villa Mattera, nella baia di Sorgeto. Nelle ultime ore, poi, è stato disposto il piantonamento di un edificio di nove piani che è al centro di una contesa giudiziaria che dura da anni. Maggioranza e opposizione, intanto, commentano in maniera diametralmente opposta l’accaduto. Dice Luisa Bossa, deputata del Partito democratico e componente della Commissione antimafia: «Chi conosce le vicende campane sa bene che sull’abusivismo edilizio si è costruito, spesso, un sistema speculativo che ha saccheggiato selvaggiamente il territorio. La decadenza del decreto è dunque una buona notizia».

Nel centrodestra si leva alto il grido di dolore degli esponenti locali, i quali temono gravi ricadute in termini di perdita di consenso, dopo che la maggioranza non è riuscita a far passare il provvedimento caro ai loro elettori. Carmine Esposito, il primo cittadino di Sant’Anastasia: «I 64 deputati del Pdl hanno mostrato mancanza di sensibilità e di responsabilità politica e civile mancando alla votazione per il decreto. Sindaci e uffici comunali si trovano ora una patata bollente tra le mani».



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