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MANTOVA - Le dimissioni di Salvatore Settis. «Elkann a Palazzo Te Così ridisegno la città della cultura»
Luca Angelini
CORRIERE DELLA SERA 12 giu 2010 Milano

Il sindaco Sodano: ho dato a Bondi la lista della spesa

MANTOVA — «Una persona di alto profilo, ma soprattutto che abbia tempo e passione da dedicare al Centro Te». L’aveva fatto così, il sindaco Nicola Sodano, l’identikit del successore di Salvatore Settis alla testa della più importante istituzione culturale di Mantova, quella che sta dietro alle grandi mostre di Palazzo Te. Un ritratto anonimo che circolava da qualche giorno.
Accompagnato da un’avvertenza: «Il nome lo sceglierò assieme al ministro Bondi, mio caro amico». Detto, fatto. Il nome adesso c’è: Alain Elkann, scrittore, saggista e presidente del Museo Egizio di Torino, che proprio Bondi, due anni fa, ha voluto al suo fianco come consigliere per gli eventi culturali e i rapporti con l'estero.

«La sua disponibilità c’è» conferma Sodano, facendo capire che, grazie alla mediazione del ministro, la designazione, anche se non ufficiale, è ormai cosa fatta. Insomma, il toto-Te, almeno per quanto riguarda il vertice del comitato scientifico, è finito. Adesso le previsioni si spostano sul futuro del centro: come cambierà, con un Elkann più ambasciatore della cultura rispetto a un Settis più addetto ai lavori? Ci saranno mostre più da grandi numeri che da grandi esperti? Sodano preferisce non precorrere i tempi. E confermare piuttosto quel che era già in cantiere. «La grande mostra su Giulio Romano, nel 2012, si farà». Però, facciamo notare, questo comporterà un maquillage per palazzo Te, capolavoro giuliesco. «Al riguardo — fa sapere Sodano — ho scritto una lettera e avuto una cordiale telefonata con Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo, sul finanziamento del progetto “Regge dei Gonzaga”. Quest’anno la Fondazione ha privilegiato l’Oltrepò Mantovano, ma per il futuro resto ottimista».

A proposito di contatti, decisivo, per sbloccare la partita del Centro Te, un faccia a faccia fra Sodano e Bondi, lunedì scorso aMilano. «Ho sottoposto al ministro una rosa di nomi — spiega il sindaco — che si è poi ristretta a tre. Bondi si è impegnato a sondare le disponibilità ed è arrivato il sì di Elkann». Ma, nella città della cultura che Sodano ha in mente, il Centro Te (del quale a ottobre dovrà essere rinnovato anche il consiglio di amministrazione, da cui si sono già dimessi sia l’ex sindaco Fiorenza Brioni che il suo vice Paolo Gianolio) sarà solo una delle due teste.

«Il secondo polo culturale, organizzato per dipartimenti, dovrebbe nascere attorno alle due fondazioni culturali già esistenti e da unificare, il Centro studi Leon Battista Alberti e la Fondazione Mantova capitale europea dello spettacolo. Questo secondo polo dovrebbe dare un imprinting all’attività culturale della città, oggi troppo disordinata».

E anche troppo dispendiosa, a partire da qualcuno dei tanti festival?

«Tutto ciò che è stato prodotto in questi anni può continuare, ma dovrà avere la capacità di sostenersi. I grandi eventi culturali devono potersi misurare con i problemi di budget. Il modello, insomma, deve essere quello del Festivaletteratura. Io sono assessore alla cultura, ma anche sindaco e vedo la necessità di ricalibrare la spesa. Il Comune non è un istituto di ricerca».

Il che non significa spegnere le luci della ribalta su Mantova. A settembre, per dire, ci sarà il «Rigoletto» televisivo di Andrea Andermann, che la Rai manderà in mondovisione.

Piuttosto, forse sarebbe il caso di accendere finalmente i riflettori sugli Amanti di Valdaro, i due scheletri neolitici che, a tre anni e mezzo dalla scoperta, aspettano ancora di essere esposti al Museo archeologico cittadino: «Anche questo fa parte della lista della spesa che ho sottoposto a Bondi, col quale voglio costruire un rapporto virtuoso — dice Sodano —. E homotivo di sperare in una soluzione a breve. Ma non azzardo date.

Una data, invece, se l’è già segnata sul calendario: 31 ottobre 2010.

«Il cubo di piazza Sordello che protegge imosaici non resterà lì un giorno di più. O si trova in tempi utili un accordo con le soprintendenze per una diversa soluzione espositiva, o rimarrà il buco. E non sarà colpa del sindaco».

Ultimo capitolo, la contestata lottizzazione Lagocastello. Sodano ha sempre detto di voler trovare un compromesso con l’immobiliare per porre fine alla contesa giudiziaria (per lo stop imposto dall’ex sindaco Fiorenza Brioni, il costruttore lamenta danni per 80 milioni di euro). Ma sulle rive dei laghi resta, sempre che il Tar non lo bocci, il vincolo di inedificabilità imposto dalla Soprintendenza nel 2008 (tre anni dopo la concessione edilizia). «Il vincolo sulle sponde è troppo esteso e va riperimetrato — dice il sindaco —. Ma questo non c’entra con la Lagocastello, riguarda la politica urbanistica in generale».
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Il Comitato scientifico di Palazzo Te, nell’ultimo anno e mezzo, era stato guidato da Salvatore Settis (a sinistra), che si è dimesso, non senza qualche polemica, ai primi di maggio. «Sento che la mia persona non è più gradita» aveva scritto il professore in una lettera inviata anche al sindaco Sodano. Quest’ultimo, esponente Pdl subentrato a Fiorenza Brioni (Pd), aveva fatto intendere già in campagna elettorale che avrebbe cambiato molti collaboratori. Sul destino di Settis ha pesato anche il «buco» lasciato dalla mostra «La forza del bello», chiusa con un passivo di tre milioni. A Settis subentrerà Elkann



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