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OPPEANO. Santa Maria, l’ex chiesa acquistata dal Comune
Sabato 12 Giugno 2010 PROVINCIA Pagina 37 - L'ARENA

Compiuto il primo passo per trasformare l’edificio in un centro polifunzionale




Negli anni è stata scuola elementare, rifugio per famiglie, magazzino e anche il primo e frequentatissimo teatro e cinema del paese

Va in porto un’idea che da anni pungolava l’amministrazione: l’acquisto, per farne un centro polifunzionale con sala consiliare, dell’ex chiesa di Santa Maria degli Angeli di via Roma, ribatezzata centro giovanile San Giovanni Bosco. Il consiglio comunale ha infatti approvato all’unanimità l’atto preliminare di acquisto dell’edificio di proprietà della parrocchia di Santa Maria Addolorata e San Giovanni Battista. Lo stabile è composto da un piano terra di 160 metri quadri, un primo piano di 55 metri quadri, oltre all’area verde e alla pavimentazione esterna. Grazie alla disponibilità del parroco don Giuseppe Facci, il valore dell’edificio è stato fissato in 210 mila euro.
In esso è compresa pure la torre civica, simbolo di Oppeano, già proprietà comunale e di cui nel 2009 si sono conclusi i restauri. Ora spetta alla Soprintendenza per i beni culturali verificare e valutare consono il valore dell’ex chiesa e l’uso che si intende farne, per poter concedere alla parrocchia l’autorizzazione alla vendita.
L’atto preliminare è perciò il primo passo di un iter complesso che dovrebbe concludersi con l’acquisto di una struttura storica in centro paese.
«Il Comune non ha una sala civica, non c’è la sala consiliare e nemmeno una sala adatta a celebrare i matrimoni», spiega la decisione il sindaco, Alessandro Montagnoli, «ci vorranno ancora mesi prima di arrivare al rogito. Se otterremo dei finanziamenti pubblici partiremo immediatamente con i lavori, altrimenti attenderemo, ma confido che l’intervento venga realizzato nell’arco di questo mandato amministrativo».
Le prime notizie dell’«Ecclesia Sanctae Mariae in Villa Opedani» risalgono alla relazione della visita pastorale compiuta dal vescovo di Verona Gian Matteo Giberti nel 1526, ma si ritiene che l’edificio risalga almeno a un paio di secoli prima. Il centro e la torre rimasero proprietà della diocesi fino al 1867. Nonostante Napoleone Bonaparte decidesse di confiscare tutti i beni delle confraternite e degli istituti religiosi, per tutto l’Ottocento al suo interno continuò a svolgersi l’educazione religiosa dei fanciulli.
È solo nel 1882 che il Comune decide di comprare l’edificio che, da allora, fu destinato alle più svariate attività: le scuole elementari, famiglie sfrattate nonché il primo teatro-cinematografo del paese, per costruire il quale venne edificata la loggia e il vano scale esterno per raggiungerla, senza apportare modifiche sostanziali. Con il boom economico degli anni Sessanta, il teatro si riempiva di spettatori tutti i fine settimana. Ma poi il complesso venne smembrato e ceduto dal Comune, in parte a privati e in parte alla parrocchia. Nel anni Settanta, don Remo Castegini, trasformò la struttura da deposito di mobili a centro giovanile «San Giovanni Bosco».
Il recupero dello stabile prevede una spesa totale di 640 mila euro. Il centro, una volta ultimato, comprenderà una sala civica, una sala multimediale e la sede della biblioteca comunale, che attualmente è in affitto.Z.M.



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