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VENEZIA — Venicemarathon, un indotto da sette milioni
Andrea Saule
corriere del Veneto 17 giu 2010 Venezia




Tremila richieste in più all’anno, ogni iscritto porta un valore sul territorio di 763 euro



Lamaratona di Venezia corre, da tutti i punti di vista: l’indotto generato dalla manifestazione nel 2009, secondo uno studio realizzato da Venicemarathon e dalla Camera di commercio, è stato di oltre 7milioni di euro, di cui quasi 6 nel solo territorio veneziano.

Dati in crescita (+32,6% rispetto al 2001), soprattutto in un momento di congiuntura internazionale, che non possono che fare piacere a tutto il territorio. Nello studio— curato dal vicepresidente di Venicemarathon, Stefano Fornasier— molte le variabili prese in considerazione, a partire dal numero di iscritti, settemila. Un numero purtroppo chiuso per necessità logistiche: gli organizzatori, che ogni anno ricevono circa 3.000 richieste in più, stanno studiando il modo di accontentare tutti nei prossimi anni. Al vaglio delle proposte, un cambio radicale del percorso o lo sdoppiamento della partenza, ipotesi che tuttavia fa storcere il naso ai maratoneti. Sempre per aumentare ricavi e soprattutto indotto, è allo studio un sistema per premiare nella corsa all’iscrizione chi viene da più lontano e assicura la propria presenza, a costo di scontentare qualche amatore del nordest.

Intanto, nonostante le iscrizioni per la prossima edizione (la 25esima, il 24 ottobre) siano già chiuse, c’è ancora qualche possibilità di partecipare: i posti di chi rinuncerà entro luglio saranno messi a sorte. Nell’ultima edizione, che aveva visto tra gli uomini la vittoria del keniota John Komen con tanto di record della manifestazione, gli italiani iscritti sono stati 5.524, 1.441 invece gli stranieri. Considerando anche gli accompagnatori, calcolati in 12.885 persone, sono stati calcolati i dati economici: la maggior propensione alla spesa, come è logico che sia, è degli stranieri. Si stima che tra trasporti (in terra veneta), strutture alberghiere, ristorazione e visite mussali, abbiano speso complessivamente 3 milioni e 699 mila euro; ogni persona giunta a Venezia per Venicemarathon quindi ha speso in media 267,84 euro, il che fa considerare che ogni iscritto alla maratona porta un valore pro capite sul territorio di 763,32 euro.

Sempre guardando le statistiche degli stranieri (la maggior parte viene da Francia e Regno Unito), chi viene da fuori dai confini nazionali tende a fermarsi di più (3/4 giorni), in strutture prevalentemente a tre stelle ma non soltanto in centro storico o in terraferma: è infatti in aumento il numero di persone che nei giorni immediatamente precedenti la gara soggiorna in Riviera del Brenta o addirittura nel padovano, prevalentemente ad Abano Terme. L’indotto economico totale della manifestazione risulta pari a 7 milioni e tre mila euro, di cui 5milioni 316 mila euro di spese dei partecipanti e unmilione 686mila euro di spese organizzative dirette: si tratta peraltro di un valore sottostimato, da cui non è compreso, ad esempio, essendo difficilmente stimabile, l’enorme ritorno di immagine. Una buona fetta (5 milioni e 797mila euro) riguardano la sola provincia di Venezia: tutto questo, a fronte di un investimento di denaro pubblico a vari livelli di circa 200mila euro complessivi. «Per ogni euro che il pubblico investe in Venice Marathon— ha dichiarato il direttore di Venice Marathon, Lorenzo Cortesi— ne ritornano sul territorio 35». E pensare che la cifra stanziata è laminore di tutte le 24 edizioni.




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