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VERONA - Lirica in rivolta, a rischio due recite
Domenica 20 Giugno 2010 CRONACA Pagina 7 l'arena



LA CITTÀ E LA MANOVRA. Sindaco e sovrintendente sereni dopo la prima e la protesta dei lavoratori al grido «No al decreto Bondi»






Sciopero all’Arena il 25 e 26 dei lavoratori della Fondazione: in forse «Aida» e «Madama Butterfly»


Il caso della Fondazione lirica è soltanto uno degli effetti della manovra finanziaria e dei tagli ad essa collegata che colpiscono Verona e il Veneto. Un altro esempio clamoroso è la sparizione dei finanziamenti per le infrastrutture e in particolare per le tratte dell’Alta velocità nel Nord est. Ieri il ministro Giancarlo Galan ha lanciato un appello al suo successore, il presidente della Regione Luca Zaia, leghista: «Mi rivolgo al presidente Luca Zaia allo scopo di fare squadra assieme per la Tav Milano- Venezia-Trieste e chiedere al ministro Tremonti una concreta apertura a favore di un più che meritato finanziamento a sostegno di una realizzazione infrastrutturale così preziosa non solo per il Veneto, ma per l’intero Nordest». Galan nega contrasti con Zaia: «Quando finirà lo sterile giochino mediatico della contrapposizione Galan-Zaia sarà finalmente un bel giorno. E non aggiungo altro - conclude Galan - perchè ognuno sa se il Veneto si merita o meno una concreta attenzione da parte dell’attuale manovra finanziaria. Facciamo squadra allora, perchè quella infrastruttura ferroviaria serve al Veneto, ma serve soprattutto all’economia italiana se vuole tornare a crescere».
È questo uno dei sacrifici che colpisce il Veneto: «Al momento per il Veneto la manovra finanziaria significa un taglio di 372 milioni di euro» ha detto nei giorni scorsi il presidente della Regione Luca Zaia. Significa quindi che la Regione dovrebbe tagliare alcuni servizi e aumentare la pressione fiscale.
«Noi - ha spiegato Zaia - siamo della partita delle Regioni e vogliamo un confronto serio, profondo, aggiungerei anche sereno con il governo, visto e considerato che il ministro Tremonti ha dato disponibilità a ragionare. La speranza è l’ultima a morire».
Per il Comune di Verona i tagli previsti dal ministro Tremonti dovrebbero portare a una riduzione di 12 milioni nei trasferimenti da Roma. «Una mazzata» ha detto il sindaco che auspica «nuove proposte per rendere la manovra, già durissima, almeno sopportabile». Cominciando dal turn over del personale: «Basterebbe costruire un paramentro in relazione al numero degli abitanti».


Domenica 20 Giugno 2010 CRONACA Pagina 7

Le lapidi, Girondini
e l’«incompiuta»


«Come sempre, alla "prima" dell’Arena, io e il mio Gino assistiamo da fuori, davanti alle vetrine del negossio de mudande e regipèti che da anni (segno che a Verona qualcosa si muove nel segno del rinnovamento) ha preso il posto del celebre bar Motta» scrive la Olga «perché con tutti quei vip ci sentiamo imbarazzati oltre che inadeguati e gavémo paura che i ne fischia, al contrario de ’na òlta quando era il popolo delle gradinate a fischiare i vip. L’imbarazzo, come dice il mio Gino, ci viene anche dal fatto che i vip non pagano mentre noaltri, se volessimo assistere alla "prima" da dentro e non da fuori, dovremmo pagare».
«Questa disparità di trattamento ci dispiace perché in questo modo i vip si sentono umiliati, fanno la figura dei pitochi che non hanno i soldi per pagarsi il biglietto e questo non è giusto. Insomma, abbiamo assistito alla Turandò da fuori e ci è piaciuta e abbiamo apprezzato anche i silenzi perché l’aria, di tanto in tanto, portava via la musica. Anche il cinese Tan detto Tano e la moglie Lin detta Wanda, erano con noaltri e sono stati più furbi perché si sono portati le careghéte pieghevoli. Al secondo atto però el Tano è stato gentile e mi ha imprestato la sua. La Wanda si era messa in borsa dei panéti imbotìi de formìghe e ha insistito perché ci dessimo un smorsegón ma abbiano detto che avevamo cenato anche se non era vero».
«Devo dire però che prima della Turandò, al coctail di benvenuto di cui ho letto il resoconto sul giornale, sono successe delle cose che, messe insieme, se si volesse interpretarle in un certo modo, ghe sarìa da tocarse le bale anca da parte de ci no ghe l’à. Al Museo Lapidario, dove si è tenuto il coctail, e che si chiama "lapidario" perché ci sono le lapidi, piére sepolcrali, il sovrintendente Girondini, vestìo de nero come un bechìn, ha detto che il festival della lirica, quest’anno diretto interamente dal vècio Zeffirelli, "sarà unico e irripetibile". Non so se el vècio Zeffirelli abbia collegato le lapidi con l’"irripetibile" e se, infilandose le man in scarsèla, abbia sfondato la fodra par tocarse i amuleti, ma se l’avesse fatto non ci sarebbe stato niente da dire. Se a questo si aggiunge il fatto che la Turandò, andata in scena poco dopo, è un’opera "incompiuta" perché Puccini ha tirato le gambe prima di finirla, c’è poco da stare allegri».



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