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La Toscana è una regione di guide turistiche, parrucchieri e addetti all’assistenza di base
DOMENICA, 20 GIUGNO 2010 IL TIRRENO Toscana



La Toscana è una regione di guide turistiche, parrucchieri e addetti all’assistenza di base. ...



Molto frequentate le lezioni per addetti all’assistenza e tatuatori. Le idee bizzarre: dalle clownerie alla musicoterapia

C.B.
La Toscana è una regione di guide turistiche, parrucchieri e addetti all’assistenza di base. Questa, almeno, è l’impressione che si ha scorrendo gli elenchi dei corsi di formazione professionale organizzati dalle varie Province toscane nei quali parrebbe esserci una spropositata domanda di forza lavoro di questo tipo.
Nel catalogo dei corsi finanziati con le risorse del fondo sociale europeo c’è una forte concentrazione su queste tre figure professionali, ma anche un’esplosione di iniziative curiose, bizzarre e, in certi casi, di dubbia utilità ai fini dell’inserimento nel mondo del lavoro.
Non ce ne vogliano gli organizzatori e le partecipanti del corso fiorentino denominato «Cuoche Oltre Ogni Limite», ma l’obiettivo che lo guida, quello di combattere «lo stereotipo dello chef uomo», non sembra essere tra i più impellenti di questi tempi.
Dedicato a donne giovani e adulte, disoccupate, inoccupate e inattive, «il percorso di laboratorio - si legge nel bando - si articola in quattro momenti che si rifanno alle quattro figure femminili prese a modello per gli obiettivi formativi del progetto: 1) dieta e alimentazione; 2) da massaia a cuciniera; 3) la padrona di casa; 4) cucina etnica di magia e passione». Ma non basta, «ogni modulo - dichiarano gli organizzatori - è affrontato in maniera poliedrica: è un’integrazione fra l’approccio prettamente teorico (270 ore), che spazia dalla storia dell’arte, al cinema, alla multiculturalità, alla scienza dell’alimentazione» e quello pratico.
Lucca dal canto suo offre un bel corso di «Preparazione alle tecniche di decoupage», mentre a Pisa e in altre province ci si imbatte nel corso Mascagni dedicato a «Sicurezza, benessere, ergonomia organizzativa nel terziario avanzato». La curiosità ci spinge a leggere il bando nel quale si spiega che l’obiettivo è «formare il personale delle strutture sindacali; il piano ha come obiettivo ultimo quello di promuovere strumenti e conoscenze per funzionari della Cgil al fine di ottenere una comunicazione efficace su più livelli di intervento».
A Firenze troviamo un altro corso dal sicuro sbocco lavorativo: quello in «Tecniche della comunicazione mediatica in ambito sportivo». Altra perla riguarda il corso per lanciare «tecnici qualificati nelle arti di clownerie nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie (clown in corsia)». Per frequentarlo occorrono quasi 2mila euro, ma si possono spendere anche i voucher forniti dalla Provincia di Firenze.
Ci sono poi iniziative certamente molto serie, ma che difficilmente possono produrre un’occupazione di massa tra le giovani generazioni. Ad esempio, è il caso del corso per tecnico qualificato in gestione di musei e pinacoteche. Difficile pensare a grandi sbocchi nel momento che nei musei mancano i soldi per la carta delle fotocopie e scarseggiano pure quelli per pagare la bolletta della luce. Lo stesso può dirsi per i corsi che devono formare «tecnici qualificati in musicoterapia», oppure «esperti in restauro dei dipinti».
Analoga impressione destano le iniziative per formare più «esperti in editoria digitale nel settore dei beni culturali», oppure per «tecnici della ripresa e del montaggio di immagini per la realizzazione di programmi televisivi, documentari e riprese cinematografiche per la produzione di film».
Più gettonato, invece, fino a che la moda resiste, quello per «tecnico qualificato in tatuaggio» dal costo di 3mila euro e per il quale possono essere usati i voucher provinciali. E che sbocchi può avere il corso per «tecnico delle produzioni sonore dal vivo, registrazioni musicali, composizione e mixaggio di musiche ed effetti sonori utilizzati nei prodotti multimediali» il cui costo, 4.500 euro, può essere pagato con i soliti voucher?
Interessante è anche l’elenco dei corsi finanziati in Provincia di Pisa. Si parte con «Utopia del buongusto», per passare al «Gas Gas (Gestire, assistere e sostenere i gruppi di acquisto solidali)», oppure all’«esperto di video documentazione sociale». Per non parlare del «La tv la faccio io».
Il corso di 55 ore sarà replicato in 3 aree diverse della provincia «per poter in futuro progettare la creazione di una redazione diffusa sul territorio di operatori di informazione e comunicazione con la tecnologia digitale».



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