LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

Ambiente & Veleni - Zone a burocrazia zero? Manna per il crimine
di Paolo Berdini
23 giugno 2010 il fatto quotidiano








Cosa sta avvenendo nelle città e nei territori? Sono venti anni che le regole urbanistiche e la tutela del paesaggio sono sottoposte ad un attacco forsennato teso a cancellarle o a renderle innocue. Con accordo pressoché unanime (con l’eccezione dei Verdi) si smantellano l’urbanistica e i piani paesistici. Padroni a casa nostra, la terribile parola d’ordine della maggioranza di governo, trionfa.

Questa offensiva è stata sostenuta da un pressione mediatica senza uguali: l’Italia è ferma perché ci sono troppi vincoli, hanno strillato per anni i grandi organi di stampa. Non era vero. A settembre dello scorso anno l’Istat ha certificato che dal 1995 a oggi erano state costruite circa tre milioni di alloggi, quantità che non corrisponde affatto alle dinamiche demografiche. L’Italia cresce poco, come noto, e se abbiamo raggiunto 60 milioni di residenti è per il contributo del mondo dell’immigrazione.

Non erano dunque i vincoli ad ostacolare il “mercato”. Il problema vero è che abbiamo uno stock abitativo che supera la domanda: c’è una evidente crisi di sovraproduzione che può essere governata solo con intelligenti misure pubbliche. In Spagna, ad esempio, dove la crisi del settore immobiliare è stata, a differenza dell’Italia, dirompente, il governo Zapatero ha finanziato l’acquisto di alloggi invenduti da parte delle amministrazioni pubbliche a valori accettabili proprio in conseguenza della crisi del mercato immobiliare. Questa mossa ha rappresentato un sostegno agli investitori privati, ma ha contemporaneamente permesso di avere un rilevante numero di alloggi da destinare alle famiglie più povere.

In Europa, insomma, le pubbliche amministrazioni dettano ancora le regole del gioco. Siamo l’unico paese in cui si crede ancora che l’unica ricetta sia quella di affidarsi al “mercato”. Viviamo una crisi economica mondiale provocata proprio dall’allentamento dei vincoli e dei controlli e mentre tutti i paesi del mondo, Stati Uniti per primi, ragionano su come reintrodurre regole, da noi continuiamo a smantellarle.

Questa filosofia è bene espressa dal ministro per l’Economia Tremonti che, intervistato dal Corriere della Sera il 31 maggio 2010, afferma: “Per la produttività, oltre ad altro, come per esempio la fiscalità di vantaggio per gli insediamenti produttivi nel Sud, ci sono le zone a “burocrazia zero”, dove tutto quel che va fatto per aprire o per far funzionare un’impresa o un laboratorio dipende esclusivamente da un commissario di governo, con il beneficio del silenzio-assenso. Quella della “burocrazia” è la questione fondamentale.

Vede, i paesi poveri soffrono per un deficit di cibo, di mezzi di sussistenza, di mezzi per lo sviluppo. I paesi ricchi, al contrario, soffrono per l’eccesso delle regole che si sono autofabbricati e da cui sono condannati. Le regole giuste sono un investimento; le regole eccessive sono prima un blocco e poi un costo. Nel Medioevo tutta l’economia era bloccata da dazi e pedaggi d’ingresso e d’uscita, alle porte delle città, nei porti, sui valichi: in Europa pensano che “accisa” sia una parola inglese, “excise”, invece è una parola che viene dal Medioevo e significa “incidere”; se portavi un tronco appunto te lo incidevano, se portavi un sacco di grano ne prelevavano un tanto, se portavi un salame te lo tagliavano.

Come il Medioevo era bloccato e fu superato d’un colpo dall’illuminismo giuridico che poi prese forma nella semplicità dei grandi codici borghesi, base dello sviluppo industriale, così il territorio attuale è popolato da un’infinità di totem giuridici o “democratici”, per cui un consiglio di quartiere blocca un Comune, un Comune blocca una Provincia, una Provincia blocca una Regione, una Regione blocca lo Stato e i Verdi o i ricorsi al Tar bloccano tutto”.

L’articolo 43 della manovre finanziaria ha per titolo “Zone a burocrazia zero”. Vi si afferma che nel meridione d’Italia verranno istituite zone in cui ogni attività di sviluppo economico dovrà essere autorizzata nel tempo massimo di trenta giorni. Le regole sono d’impaccio per gli investimenti dei capitali delle grandi organizzazioni criminali. E’ noto che ogni anno il loro volume d’affari supera i centomila miliardi di euro, cinque volte la manovra finanziaria in corso. Ed è altrettanto noto che con l’ultima operazione scudo fiscale voluta dal Governo sono rientrati in Italia novantamila miliardi di euro, molti dei quali, per unanime ammissione, di provenienza illecita. Tutte le indagini della Magistratura, infine, affermano da tempo che le mafie investono in tutte le regioni nel mattone: centri commerciali, uffici, villaggi turistici.

Le “zone a burocrazia zero” sono dunque un allettante invito rivolto a questi capitali per riciclare comodamente i proventi illeciti. Solo trenta giorni e potete cementificare l’ultimo lembo di costa calabrese rimasta integra in barba a qualsiasi regola urbanistica o vincolo paesaggistico. In quattro settimane potete costruire un centro commerciale in aperta campagna, su terreni pagati pochi euro. Lo smantellamento delle regole urbanistiche va di pari passo con il trionfo dell’economia criminale. E nessuna forza politica di opposizione sembra accorgersi del baratro in cui stiamo precipitando.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/06/23/il-partito-delledilizia-fuorilegge/


news

01-03-2021
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 01 marzo 2021

16-02-2021
Audizione del Professor Salvatore Settis presso Assemblea Regionale Siciliana

08-02-2021
Appello di Italia Nostra - sezione di Firenze: Manifesto Boboli-Belvedere, febbraio 2021

31-01-2021
La FCdA contro il nuovo attacco all’archeologia preventiva e l’estensione del silenzio-assenso

18-01-2021
Petizione Petizione "No alla chiusura della Biblioteca Statale di Lucca"

27-12-2020
Da API-Mibact: La tutela nel pantano. Il personale Mibact fra pensionamenti e rompicapo assunzioni

25-12-2020
CORTE CONTI: TUTELA PATRIMONIO BASATA SU LOGICA DELL’EMERGENZA

03-09-2020
Storia dell'arte cancellata, lo strano caso di un dramma inesistente, di Andrea Ragazzini

06-06-2020
Sicilia. Appello di docenti, esperti e storici dell'arte all'Ars: "Ritirate il ddl di riforma dei Beni culturali"

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto all’estero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

06-02-2020
I musei incassano, i lavoratori restano precari: la protesta dei Cobas

31-01-2020
Nona edizione di Visioni d'Arte, rassegna promossa dall'Associazione Silvia Dell'Orso

06-01-2020
Da Finestre sull'arte: Trump minaccia di colpire 52 obiettivi in Iran, tra cui siti culturali. Ma attaccare la cultura è crimine di guerra

Archivio news