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in difesa dei beni culturali e ambientali

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FEDERALISMO DEMANIALE - «Fate attenzione, il lago non ha prezzo»
Pierfranco Mastalli*
LA PROVINCIA DI COMO, 30 GIUGNO 2010

l'intervento

Le accuse di Legambiente: basta a ciclopiste, strutture fisse, parcheggi sulle sponde



Con il recente decreto sul federalismo demaniale gli Enti Locali (Regione, Province e Comuni ) si troveranno ad essere titolari di beni ambientali e immobili che prima erano in capo esclusivamente allo Stato.
Se le prime informazione sono esatte,i laghi maggiori faranno capo alla Regione e i laghi minori alle Province. Se per quanto riguarda gli immobili il problema è meno complicato ed è auspicabile un uso corretto di quegli edifici lasciati in abbandono, i rischi che si corrono riguardano i beni ambientali e paesaggistici rappresentati dai laghi e dalle rive, dove già attualmente i Comuni o i loro Consorzi provvedono attraverso il rilascio delle concessioni demaniali alla loro gestione, dal momento che si praticano politiche troppo tese all'uso speculativo di ciò che è di tutti a favore di interessi particolari giustificati dall'interesse pubblico, vanificando il concetto stesso di demanio, che per sua natura è riservato ad un uso generalizzato ed indiscriminato.
Il concetto di federalismo e di sussidiarietà è condivisibile ma non è a nostro giudizio applicabile al paesaggio e all'ambiente che hanno un valore e un ambito di valutazione e salvaguardia che supera il confine amministrativo ed il localismo. D'altra parte un serio federalismo deve avere sempre come terreno di cultura e praticabilità il funzionamento di un efficace strumento di controllo amministrativo, oggi inesistente, per evitare che con lagiustificazione dell' autonomia decisionale si cada nell'illegalità.
C'è anche da aggiungere come l'effetto annuncio del federalismo distolga l'attenzione dalle inadempienze degli Enti nello svolgimento del loro ruolo, come nel caso della praticabilità già possibile da tempo per il Consorzio Lario e laghi minori di gestione diretta del servizio di navigazione pubblica sul Lario: ovviamente tale decisione presuppone una oculata programmazione degli introiti da concessioni demaniali, da investire in parte sul trasporto pubblico lacuale, limitando gli interventi strutturali a quelli più urgenti e necessari, evitando costi maggiori per il fare, disfare e rifare come è avvenuto per l'attracco al molo di Varenna o per il completamento della pista ciclopedonale in riva al lago di Garlate..
Per quanto riguarda gli interventi sulle rive demaniali, è evidente come il concetto di valorizzazione, in campo edilizio ed urbanistico diventa ambiguo al punto da diventare lo specchietto per le allodole quando si vuole giustificare trasformazioni pesanti spinte dalla vorace rendita speculativa.
Malgrado i proclami per lo sviluppo sostenibile un grido di allarme deve alzarsi per i pericoli che stanno correndo i nostri laghi. Se già oggi con la gestione delle aree demaniali lacuali qui notiamo pesanti interventi modificanti lo stato naturale dei luoghi e il paesaggio, temiamo che con l'entrata in funzione del federalismo demaniale questa tendenza trovi minori resistenze e scarse occasioni di controllo.
Segnaliamo come prevalga una concezione di circondare con abbraccio quasi soffocante i laghi (in particolare i piccoli laghi) con ciclopiste che lambiscono, quando non entrano nelle stesse acque e nei canneti, o di effettuare invasioni di alveo o di spiaggia con strutture fisse, inamovibili e quasi inacessibili ( vedi a Bellano con Lido di Bellano, con l'altra struttura sulla destra del Pioverna e con il porto "La Stupenda", nella foto). Un altro grave pericolo che si sta materializzando è la tendenza da parte di alcuni comuni a costruire parcheggi per auto sulle aree demaniali in riva ai laghi o persino nell'acqua con piattaforme artificiali prodotte da immissione di materiale (vedi progetto Fiumelatte di Varenna per fortuna bloccato) oppure coprendo le darsene esistenti (vedi caso Bellano).
Le difficoltà finanziarie in cui versano i Comuni saranno poi un ulteriore incentivo per interventi di monetizzazione del demanio idrico lacuale, con peggioramento dell'equilibrio ecologico delle rive e delle acque e con pesanti trasformazioni che snaturano il tradizionale paesaggio lariano.

*Presidente Legambiente onlus Lecco



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