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Cultura & Business della Sardegna. I giganti di Mont'e Prama ambasciatori dell'isola. Il tour partir da Pechino
Pasquale Porcu
Nuova Sardegna 6/8/2010

Il direttore generale del Ministero dei Beni Culturali, Mario Resca ieri in visita a Sassari e Cagliari.
La sfilata di gigantesche statue in pietra nel centro Restauri della Soprintendenza a Li Punti


SASSARI. I giganti di Mont'e Prama in piazza Tiananmen? E' una ipotesi alla quale sta lavorando il direttore generale del Ministero dei Beni Culturali, Mario Resca, ex manager McDonald in questi giorni al centro di polemiche per le azioni di marketing sul patrimonio culturale. Queste statue in pietra sono un esempio straordinario della cultura sarda e mediterranea - commentava ieri sera Resca, in visita al centro di Restauro della soprintendenza a Li Punti. Un esempio che dobbiamo far conoscere al mondo. Cominciando da Pechino? Perch no? Nella capitale cinese il ministero dei beni culturali inaugurer un proprio centro a ottobre. E proprio a ottobre a Li Punti verr inaugurata la mostra dei Giganti restaurati. E allora perch non pensare a uno scambio: a Roma l'esercito di terracotta cinese e a Pechino delle statue ritrovate a Cabras nel 1974. Mario Resca non riesce a trattenere l'emozione di fronte ai 5000 reperti e alle statue ricostruite di pugilatori, arcieri e guerrieri. Il direttore generale del Mibac, si sofferma sui particolari delle statue e sulla grandiosa struttura espositiva illustrata dai progettisti Vanni Maciocco e Alberto Luciano. Resca osserva i particolari delle statue: le geometrie protocubiste del volto e la possente stabilit dei piedi o l'agile guizzare dei muscoli delle gambe. E poi i modelli di nuraghe. Quei modelli - spiegano gli archeologi Maria Antonietta Boninu e Alessandro Usai ricordano i nuraghi costruiti nel passato. Un richiamo nostalgico, quasi una mitizzazione per una civilt che stava scomparendo. Una manifestazione di orgoglio delle proprie radici, chiosa Resca. Ma qual era la societ nella quale si costruito un pantheon cos straordinario? Quali rapporti avevano stabilito con le altre popolazioni a oriente e a occidente quei sardi che qualcuno credeva culturalmente gretti, artisticamente inetti, socialmente poco evoluti? Non solo, quelle statue venivano costruite per essere osservate dal basso verso l'alto. Dovevano impressionare, creare soggezione, far capire che esiste una gerarchia sociale e, forse, religiosa. Statue di dimensioni talmente grandi da far sentire piccoli piccoli gli antenati della brevilinea genia che popola la Valle del Tirso. Quel ritrovamento - commenta l'archeologo Marcello Madau - l'episodio pi straordinario della statuaria antica. Che fare di quelle statue? Sarebbe bello poterle esporre a Cabras se venisse garantita una fruizione la pi vasta possibile. Se cos non fosse, meglio destinarle a una struttura che potesse valorizzare al meglio quelle opere. Pensavo di mandare due statue di Mont'e Prama a rimpiazzare i bronzi di Riace ora in restauro - dice Resca Ma guardando questa moltitudine di figure sarebbe bene farle girare tutte. Magari con una potente campagna di comunicazione e promozione del patrimonio culturale, con veri e propri eventi di musica ed enogastronomia. La Sardegna, insomma, non pi quella della Sir e dell'Enichem.
La provocazione.
E se sostituissero i Bronzi di Riace?
Se non saranno i Bronzi di Riace, ancora troppo bisognosi di cure, potrebbero essere i giganti di Mont'e Prama, gli incredibili colossi nuragici scoperti a met degli anni Settanta vicino a Cabras e praticamente mai esposti al pubblico, ad andare in tourne per valorizzare il patrimonio culturale italiano e promuovere al contempo il turismo culturale sull'isola. A lanciare la provocazione di nuovo Mario Resca, il direttore generale del ministero dei beni culturali. Che per i Giganti ipotizza anche una trasferta a Reggio Calabria: Se i Bronzi non possono essere spostati - dice - perch non portare da loro i colossi sardi per un incontro dibattito sulla tutela?. Affiancarli idealmente ai Bronzi di Riace come capolavori di un modo di concepire la scultura legittimo, commenta il direttore archeologia del ministero Stefano De Caro. Che raccoglie la palla e ipotizza una mostra, magari a Roma, che metta a confronto i modelli dell'arte greca e l'impressione che queste sculture hanno fatto su mondi non greci'. Scoperte nel 1974 da due agricoltori che trovarono centinaia di frammenti nei loro campi, i Giganti di Mont'e Prama, sono colossali statue in pietra alte anche due metri. Secondo gli studiosi, risalgono all'ultima fase dell'et del bronzo o alla prima dell'et del ferro e sarebbero in qualche modo coevi, anche questo ritenuto eccezionale, ai celeberrimi bronzetti in bronzo. I Giganti, nota De Caro sono una delle grandi scoperte archeologiche degli ultimi decenni e sono anche una occasione di valorizzazione per la Sardegna.

Istituto di ricerca su Atlantide
Nuraghe e il mito di Atlante il tema della proposta di legge del gruppo dei Riformatori in consiglio regionale per valorizzare la Sardegna attraverso lo studio delle antiche civilt e la ricerca di eventuali conferme all'ipotesi del giornalista Sergio Frau sull'identit fra l'isola e Atlantide. I Riformatori prospettano la nascita dell'istituto Nurat per canalizzare importanti risorse economiche indirizzate allo studio delle antiche civilt sarde.



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