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Sotto sequestro la villa di Murgioni
Mauro Lissia
La Nuova Sardegna, 24 giugno 2010

Il consigliere regionale Pdl avrebbe usato il granito del carcere ottocentesco. L’accusa di ricettazione contro il vicesindaco si aggiunge a quelle di falso e abuso edilizio.

CAGLIARI. Ora c’è il sospetto che Eugenio Murgioni, consigliere regionale del Pdl e vicesindaco di Castiadas, abbia usato lastroni di granito recuperati dal carcere ottocentesco del paese per abbellire la villa principesca con ventidue stanze costruita a Genna Spina su un terreno agricolo.
Per questo il pm Daniele Caria l’ha iscritto al registro degli indagati per ricettazione, ipotesi d’accusa che va ad aggiungersi a quelle già contenute nei verbali del nucleo investigativo del Corpo Forestale: falso in atti pubblici e abusi edilizi. E mentre l’indagine va avanti il gip Simone Nespoli ha accolto la richiesta della Procura e ha disposto il sequestro preventivo dell’immobile: i forestali hanno apposto i sigilli a tutti gli ingressi, da ieri Murgioni non potrà più entrare nella casa dove sostiene di abitare. Il suo difensore, l’avvocato Leonardo Filippi, ha annunciato il ricorso al tribunale del riesame dichiarandosi «certo dell’insussistenza delle accuse, soprattutto per quanto riguarda la provenienza illecita dei lastroni di granito, acquistati da Murgioni con regolare fattura». Una certezza che sembra scontrarsi con quanto è stato scoperto dal Corpo Forestale il 29 ottobre dell’anno scorso, quando venne compiuto il primo sopralluogo: i lavori all’edificio storico delle ex carceri, conclusi con l’asportazione dei lastroni, non erano stati commissionati dal comune di Castiadas. Con Murgioni sono indagati anche il progettista della villa Sandro Lobina e il responsabile dell’ufficio tecnico di Castiadas Giuseppe Farris: l’accusa è di concorso nei reati di falso e abusi edilizi, niente a che fare con la ricettazione. Eugenio Murgioni è già sotto processo per un presunto abuso d’ufficio commesso nell’approvazione del puc di Castiadas, il paese di cui è stato sindaco due volte ed è ora vicesindaco e assessore all’urbanistica. L’indagine sulla sua residenza di campagna è nata da un esposto anonimo cui è seguita una richiesta di documenti presentata dal Gruppo di Intervento giuridico, poi trasmessa anche alla Procura. Al centro dell’indagine un’autocertificazione firmata da Murgioni e documenti in base ai quali l’ufficio tecnico comunale avrebbe dato il via libera alla costruzione della casa. Non una casa qualsiasi ma un buen retiro d’alto bordo: oltre duecento metri quadrati per ognuno dei due piani, con telecamere di sicurezza a circuito chiuso, rifiniture extralusso e materiali preziosi. Stando al rapporto del Corpo Forestale per costruire la residenza Murgioni avrebbe beneficiato di norme del piano urbanistico riferite a quell’area approvate dalla sua stessa giunta comunale. Non solo: per poter godere delle agevolazioni fiscali sulla prima casa Murgioni avrebbe dichiarato in un’autocertificazione di abitarci. Nello stesso documento il consigliere regionale precisa che si tratta di un’abitazione «non di lusso». Murgioni avrebbe poi beneficiato della legge che agevola la costruzione di piccoli edifici per gli agricoltori dichiarandosi produttore vitivinicolo, malgrado la norma riguardi solo chi ricava due terzi del proprio reddito personale dall’attività agricola. Secondo il Gruppo di Intervento giuridico e gli Amici della Terra, che il 2 dicembre scorso hanno chiesto formalmente notizie alla Sovrintendenza ai beni architettonici e paesaggistici sulla villa di Murgioni, l’ultima variante in corso d’opera, per la quale il comune di Castiadas ha rilasciato una regolare concessione edilizia, non è stata preceduta dall’autorizzazione paesaggistica, che in questo caso è obbligatoria. Infatti la Sovrintendenza, con una nota del 22 dicembre scorso, ha chiesto chiarimenti al comune ed è «in attesa di riscontro». Riscontro che non è ancora arrivato.



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