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TOSCANA - L´ultimo taglio all´archeologia niente più controlli nelle aree "Siamo come dei vigilantes senza pistola"
RICCARDO BIANCHI
GIOVEDÌ, 02 SETTEMBRE 2010 LA REPUBBLICA - Firenze

Stop ai sopralluoghi con la propria auto ma la soprintendenza ne ha una sola

"Niente notti fuori nè diaria. E spesso non ci rimborsano neanche il panino"

La scure del governo colpisce di nuovo e stavolta cade sulle soprintendenze ai beni archeologici. Adesso non saranno più rimborsate le missioni effettuate dai funzionari con la propria auto privata. Un taglio pesante, che rischia di bloccare il lavoro della sede toscana. La quale, data la scarsità dei fondi, ha una sola vettura di servizio, una Fiat Punto. Ed è pure in leasing.
«È come se fossimo dei vigilantes, e il direttore della banca ci dicesse: "non vi do i soldi per la pistola". Bene, ma poi non può pretendere che noi gli proteggiamo il caveau». Fulvia Lo Schiavo non è una guardia giurata, ma la soprintendente ai beni archeologici della Toscana, il tesoro che protegge sono i musei e gli scavi sparsi per tutta la regione, e la pistola di cui parla le missioni con cui lei e i suoi funzionari vanno a controllare danni, scoperte, incidenti da Arezzo a Massa. Il governo le ha colpite di nuovo con la manovra economica, stavolta vietando i rimborsi per quelle effettuate con l´auto personale. L´unica soluzione, visto che ormai la Soprintendenza toscana ha una sola macchina per gli spostamenti della responsabile, dei 30 funzionari archeologi, degli assistenti tecnici e di tutto il personale. Ed è pure in leasing.
Con la Lo Schiavo altri 18 soprintendenti e 2 dirigenti archeologi hanno scritto una lettera comune al ministro per i beni culturali, Sandro Bondi. Il provvedimento tocca tutti i dicasteri, ma loro chiedono almeno una deroga. «Per noi la condizione è insostenibile», spiega la responsabile toscana, «Le auto blu non le abbiamo mai avute, avevamo solo mezzi di servizio. Dall´anno scorso non abbiamo più neanche quelle, non potevamo mantenerle, né comprarne di nuove. Ne abbiamo solo una, in leasing. Una Fiat Punto». Usarla per recarsi in contemporanea ai vari musei archeologici, al sito etrusco di Castelsecco, a Populonia, o dove è arrivata una segnalazione di un ritrovamento, è impossibile. «Perciò prendiamo la nostra auto e andiamo a verificare». I viaggi, per legge, sono già al risparmio. «Nessuna notte fuori, niente diaria, nessun bonus per l´usura della vettura se andiamo in montagna o sulle strade sterrate», spiega Lo Schiavo, «solo un rimborso chilometrico. Per il pranzo dobbiamo presentare una fattura dettagliata, riportando cosa mangiamo. Un economico panino, invece, non ci viene rimborsato, ma spesso è l´unica cosa che puoi addentare quando sei in un cantiere di scavo. A Roma non hanno sentito discorsi: devi andare al ristorante per forza».
La settimana scorsa è caduto un trattore dentro una tomba. Ovviamente è arrivata la segnalazione e un tecnico è dovuto andare a controllare. «Stava arando ed è scivolato in una cavità. Poi si è scoperto che non era naturale. Ma ora come faremo? Non mandiamo nessuno? Non faremo mai nuove scoperte. Oppure riduciamo la manutenzione e i siti da visitare a due o tre, i meglio tenuti? Non è una prospettiva gloriosa per un paese, e una regione, che vivono di turismo».
I rimborsi troppo alti per cui il governo ha motivato la decisione ci sono stati, ma per scelta dello stesso esecutivo. Lo Schiavo in passato ha retto ad interim due sedi, Toscana e Friuli: «Per spostarmi usavo il treno, in seconda classe, e non certo la mia auto». C´era il vitto, l´albergo, le spese. La cifra era alta. «Avevamo chiesto di dare la reggenza al funzionario anziano di Trieste, sarebbe costato meno. Ma il ministero ha rifiutato». Dopo le è stato tolto il Friuli e data la Sardegna.
Le difficoltà nella gestione della soprintendenza, comunque, non si fermano alle missioni "mutilate". I fondi scarseggiano su tutti i fronti. «Stendiamo un velo pietoso, se svuotiamo il sacco non ne usciamo più», conferma la Lo Schiavo: «Questo è un problema immediato, il più urgente. Per adesso concentriamoci su uno solo».



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