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Zeffirelli fa pace con Renzi: «La mia arte a Firenze»
Federica Sanna
Corriere Fiorentino 3/9/2010

Dopo il botta e risposta degli ultimi giorni l'eredità del regista rientra in città

Il maestro: sulla strada giusta per la scuola alle Cascine. Non voglio che sia una semplice esposizione Sogno un centro per lo spettacolo che incoraggi chi vuoi fare questo mestiere
«Bene, allora lo chiameremo l'accordo del 2 settembre». Franco Zeffirelli saluta col sorriso il sindaco Matteo Renzi e l'assessore Rosa Maria Di Giorgi, quando i due vanno via dalla sua casa di Roma. E dopo un tè delle cinque, ieri pomeriggio, l'eredità del Maestro torna alla sua Firenze. Proprio alle ex Scuderie alle Cascine, come previsto nel progetto che Zeffirelli era intenzionato ad abbandonare. Ma la futura scuola internazionale per le arti dello spettacolo si prepara a ingrandirsi quanto merita. E non avrà più accanto il tiro a segno. «Non sarà un compito facile ma siamo sulla buona strada», dice il Maestro. E il sindaco assicura: «Ci sono tutte le condizioni per portare il grande patrimonio a Firenze». La missione romana sembrava impossibile, dopo le dure parole della lettera del regista in cui annunciava di abbandonare l'idea di far nascere in città il luogo dove conservare le sue opere e metterle a disposizione per trasmettere i suoi insegnamenti. Il Maestro aveva avuto qualche problema con la progettazione insieme agli uffici comunali, in particolare gli spazi erano sembrati insufficienti. E a guastare ancora l'entusiasmo mostrato fin dall'inizio da Zeffirelli, era stata la presenza di un tiro a segno accanto al centro dedicato al suo patrimonio. Un fulmine a ciel sereno per il sindaco Renzi che, non appena ha saputo della decisione del Maestro di portare via il suo patrimonio da Firenze, ha dato subito la sua disponibilità a incontrarlo per parlare e chiarirsi. E in meno di 24 ore, grazie all'aiuto dell'assessore Rosa Maria Di Giorgi che ha lavorato in passato con Zeffirelli per una mostra sulla sua vita, il sindaco è andato a trovare il Maestro nella sua villa a Roma. Con lui c'erano l'assessora e il capo segreteria Luca Lotti. Appena entrati nello splendido giardino della villa, l'atmosfera tesa si è completamente trasformata. E’ subito sintonia: «Ma che bel ragazzo...», dice Zeffirelli al sindaco Renzi, con tono amichevole e rilassato. Il regista, accompagnato dal figlio Pippo, ha riservato per i suoi ospiti un'accoglienza speciale. Ha deciso di riceverli proprio nel suo studio, pieno di disegni e ricordi, parte di quell'archivio che arriverà proprio a Firenze. E come se in quel momento il Maestro abbia voluto già donare loro, con la mente, un pezzo della sua storia. Non ci sono state discussioni sul passato, sulle offerte di Roma, New York e le altre città che volevano «portare via» a Firenze il patrimonio del Maestro. La volontà di Zeffirelli non è mai cambiata in cuor suo, ed è proprio questo quello che ha voluto dire per prima cosa al sindaco, fra qualche battuta sulla Fiorentina e sui fiorentini. Il progetto alle Cascine è molto di più di un semplice luogo, per lui. La magia del parco è legata ai suoi ricordi familiari, a uno zio e ai suoi cavalli. Mai barattabile con uno spazio dentro il futuro Parco della Musica, come gli fu proposto come alternativa dai tecnici del Comune. E il sindaco ha ribadito tutta la disponibilità a concretizzare il suo progetto, che è già finanziato per 1,8 milioni di euro e andrà in appalto molto presto. Ma non solo, fra il 18 e il 20 settembre Zeffirelli arriverà a Firenze per un sopralluogo alle ex Scuderie e lì sarà affrontata anche la questione degli spazi. Non ci saranno problemi per Palazzo Vecchio ad ampliare lo spazio, anche perché i terreni e le strutture dell'area sono di sua proprietà. E il tiro a segno, che proprio non si addice accanto al patrimonio del Maestro, sarà spostato. Parte da subito una corsa contro il tempo per Palazzo Vecchio: realizzare la scuola entro il 2011, per festeggiare la sua apertura insieme a quella del nuovo teatro del Maggio musicale. Il progetto non sarà archivio: «Non voglio che sia un'esposizione e basta, spiega Zeffirelli, ma voglio che sia una scuola internazionale che serva a chi verrà, che sia di incoraggiamento per tutti coloro che prenderanno quella strada». E vista la rilevanza internazionale della scuola saranno coinvolti, oltre alla Regione, anche la Provincia e i ministeri dei Beni culturali e dell'Istruzione. Il sindaco Renzi è rimasto colpito dall'incontro: «Positivo e con un'accoglienza calorosa. Abbiamo affrontato tutte le questioni che ci ha chiesto e ci sono tutte le condizioni per far tornare a Firenze il suo patrimonio». «Ero convinta che l'amore per Firenze e la volontà di lasciare un segno importante nella sua città avrebbero prevalso commenta Di Giorgi A Roma ci siamo sentiti accompagnati da tutta la città e si crea così un altro grande centro di formazione internazionale». E alla fine il Maestro saluta Renzi regalandogli un libro, Zeffirelli in arena, per lui questa dedica: «Al magnifico condottiero della mia città di Firenze, con affetto e animo grato».



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