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Gallarate. Maghi e Premio Giovani, così riparte
Silvestro Pascarella
Prealpina 3/9/2010

A ottobre nasce il circolo che radunerà finanziatori e collezionisti. Crespi: «Milano non decolla, è Gallarate il centro

L'attività politica si era chiusa a luglio con l'allarme per Palazzo Minoletti: riuscirà il Comune a reggere l'investimento di due milioni per rimetterlo a nuovo e ospitare la biblioteca, senza trasgredire ai ferrei principi del patto di stabilità? Una preoccupazione che si ripropone a settembre, tanto che la giunta (prima riunione settimana prossima) dovrà prendere una decisione. Insomma, non è più tempo di vacche grasse. Questo si era capito ed è normale che, in un contesto del genere, prenda sempre più sostanza un interrogativo che è rimbombato più volte nell'aula di Palazzo Broletto (e non solo): Gallarate può reggere un lusso come il Maga, il museo d'arte che ha portato in questi mesi la città alla ribalta nazionale ma che - come tutte le cose belle - non è a costo zero? Fidelizzazione - Per rispondere a questa domanda più delle nude cifre di bilancio valgono le prospettive. Nel senso che bisogna comprendere il significato dell'investimento con tutte le sue ricadute e soprattutto capire quanto può incidere il museo sulle casse del Comune. Chi meglio del presidente Angelo Crespi può chiarire il quadro? «Per noi sono stati mesi intensissimi - esordisce - ma non possiamo ancora tirare il fiato. Mio obiettivo è di dare la giusta sostenibilità al Maga in tre anni». Ciò significa che l'intenzione - più volte proclamata - è di andare ben oltre i fondi garantiti dagli enti istituzionali. Ma come si fa a passare dal dire al fare? Crespi indica il percorso di fidelizzazione, un tassello fondamentale nel futuro del museo. «A ottobre costituiremo il Circolo dei Maghi, un gruppo selezionato di collezionisti e personalità, strutturato con presidente e direttore, che servirà da motore per le nostre iniziative». Cifre di adesione indicative dovrebbero essere 10mila euro per le aziende e mille per i privati. Ciò darà luogo a una serie di benefit e soprattutto creerà un canale di collegamento con tutti gli istituti artistici nazionali e internazionali.
Serenità - Ma non ci sarà solo il Circolo dei Maghi che qualcuno potrebbe interpretare solo come un club in cui i ricchi fanno sfoggio della loro livrea. L'intento di Crespi è ben diverso. In tempi come questi il suo scopo è di convogliare risorse sulla cultura, vero volano per la crescita della città. Accanto ai Maghi, infatti, si saranno fidelity board di prezzo inferiore e gratuite per far sì che venga individuata una piattaforma di riferimento. Prima di Natale tutte queste iniziative andranno in porto. Unite alla risposta ai vari bandi di finanziamento regionale e nazionale, dovrebbero dare più serenità sul futuro economico della struttura.
Attività - intanto è ripresa l'attività in via De Magri dopo lo stop per ferie dal 9 al 30 agosto. Per quasi tutto il mese (fino al 26 settembre) sarà possibile visitare la mostra Flash 80, sull'universo camaleontico dell'arte e della cultura di quel periodo. Contestualmente alla rassegna è in programma la proiezione di numerosi film di quegli anni. L'attività espositiva continuerà da novembre a gennaio con la mostra di artisti italiani degli anni Cinquanta. Poi ci sarà il grande evento del 2011, cioè l'esposizione delle opere di Alberto Giacometti, artista svizzero per il quale è già iniziata la caccia ai capolavori da portare a Gallarate. Non a caso settimana prossima Crespi sarà a Ginevra per incontrare esperti e collezionisti delle opere dello scultore, le cui quotazioni stanno salendo in questi anni a livelli vertiginosi. Ma la vera novità è la nascita del Premio Giovani che, chiarisce il presidente, non è in concorrenza con il Città di Gallarate ma vuole piuttosto valorizzare chi frequenta l'accademia e l'ultimo anno del liceo artistico. Largo alla creatività, sarà lo slogan. Così il Maga opzionerà i migliori talenti visto che i vincitori potranno esporre nelle sale di via De Magri e le opere più qualificate saranno acquisite dalla fondazione Zanella. Insomma, dopo il Magaestate, il museo riparte di slancio. Con una convinzione che è un dato di fatto. «A Milano il museo contemporaneo non si farà o sarà molto ridotto. Sarà il Maga il punto di riferirnento». Con l'Expo 2015 che si avvicina, questa è una bella garanzia.



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