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Città della Scienza di Napoli. Così si uccide il miglior museo scientifico d'Europa
Pietro Greco
L’Unità 3/9/2010

Gioiello a Bagnoli ma la Regione non paga i debiti

La «Città della Scienza» a Bagnoli, il più grande museo scientifico di nuova generazione d'Italia e uno dei maggiori d'Europa, rischia di chiudere. Nonostante i suoi 500.000 visitatori. Nonostante un patrimonio di quasi 100 milioni di euro. Nonostante un bilancio di 10 milioni, coperti al 65% caso unico nel continente non da fondi pubblici ma operando sul mercato. E così i suoi 79 dipendenti, i suoi 5 borsisti e i suoi 13 collaboratori a progetto che da quattro mesi sono senza stipendio rischiano di dover tornare a casa. Il motivo? Perché la Città della Scienza ha un cliente che da oltre 24 mesi non riesce a onorare i suoi debiti e non la paga. Queste cliente è la Regione Campania. La Città della Scienza non è solo un museo scientifico di nuova generazione, hands/on, di quelli in cui è «vietato non toccare». Perché chiedono il coinvolgimento attivo con le mani, con la mente e anche col cuore nell'interrogare la natura e nell'apprendere un metodo, prima ancora che delle nozioni. E’ un progetto politico, economico e sociale per la costruzione di una «società democratica della conoscenza» che ha un interesse generale riguarda Napoli, il Mezzogiorno e l'Italia intera per diversi motivi. perché, con i suoi cento lavoratori, la struttura. E’ tra i maggiori musei scientifici d'Europa di nuova generazione è l'unica attività produttiva in un'area, quella di Bagnoli, che fino a quarto di secolo fa ha ospitato introno all'Italsider la più grande concentrazione industriale del Mezzogiorno. Perché è l'unico fiore nato in uno dei pochi deserti post-industriali d'Europa rimasti tali, incapaci di tornare a nuova vita. Perché da quel deserto offre un'indicazione chiara: acquisire e diffondere la cultura scientifica per entrare nell'economia (democratica) della conoscenza e far uscire Napoli, il Sud e l'Italia dalla condizione di declino in cui versano da almeno venti anni. Perché vi lavorano cento persone che sul campo hanno dimostrato di valere. La Fondazione IDIS-Città della Scienza, con un bilancio complessivo di 10 milioni, ha vinto e sta lavorando su progetti europei per 3,5 milioni di euro. Poche strutture in Italia possono vantare una simile performance. Nessuna, forse, tra le istituzioni non accademiche. Non mancano, d'altra parte, i riconoscimenti internazionali. Nel 2005 è stato premiato come miglior museo d'Europa. Vittorio Silvestrini, l'ideatore e il fondatore di Città della Scienza, è l'unico italiano ad aver vinto il Premio Descartes per la comunicazione della scienza assegnato dalla Commissione europea, battendo nel 2007 ben 56 concorrenti. Vincenzo Lipardi, cofondatore di Città della Scienza, è stato eletto sempre nel 2007 alla presidenza di Ecsite, l'organizzazione dei musei scientifici europei. L'UNESCO ha scelto Città della Scienza per realizzare musei scientifici in aree molto delicate, come Gerusalemme (nella parte palestinese, ma con l'accordo degli israeliani) e a Baghdad. Il Pontificio Consiglio della Cultura ha chiesto l'aiuto di Città della Scienza per organizzare un centro di diffusione della cultura scientifica a Owerri, in Nigeria. E’ questa realtà di produzione culturale che sta per chiudere nel deserto post-industriale di Bagnoli. Per due motivi, quasi tutti afferenti alla Regione Campania. Uno è di lungo periodo e riguarda soprattutto la passata amministrazione di centrosinistra. Che non è riuscita a stabilire un rapporto istituzionale stabile con Città della Scienza, sottraendola alle contingenze della vicenda politica. E inoltre ha maturato un debito che ammonta a circa 7,6 milioni di euro (di cui 6,9 diretti e 0,7 da un'azienda controllata). Sono due anni che l'Ente non paga, neppure i lavori portati a termine con reciproca e riconosciuta soddisfazione. A queste inadempienze pregresse si aggiunge l'operato dell'attuale amministrazione di centrodestra, che ha bloccato qualsiasi pagamento anche quelli ingiunti nelle scorse settimane dal giudice. In realtà la (non) politica della giunta Caldoro, insediata da un semestre, è più generale. Ha bloccato tutti i pagamenti in Campania. E poiché la Regione è il maggior committente campano, la giunta Caldoro sta affogando l'economia già non particolarmente brillante di una delle regioni più grandi e più povere del paese. Ieri i lavoratori della Città della Scienza hanno deciso il blocco di ogni attività. L'ultimo fiore, nel deserto di Bagnoli, è quasi appassito.

Cos'è: la futuribile cittadella della conoscenza per tutti .
Città della Scienza rappresenta una delle iniziative più avanzate in Italia per quanto attiene alla creazione di un sistema organico di diffusione e trasferimento delle conoscenze scientifiche e tecnologiche alla società. Tra l'altro contiene il primo museo scientifico interattivo di nuova generazione in Italia, incentrato completamente su percorsi esperienziali (exhibit ed esperimenti scientifici, multimedialità, teatro scientifico, ecc.) con oltre 10 mila metri quadri di area espositiva, laboratori didattici, aree per mostre temporanee. Inoltre, il suo Business innovation Center rappresenta un sistema a supporto dello sviluppo locale e dell'innovazione.



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