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Voilà, les Antiquaires
Marina Mojana



di Marina Mojana

La sera del 13 settembre il Grand Palais (Avenue Winston Churchill; www.bdafrance.eu) aprirà i battenti ai primi invitati del galà con cui ogni due anni il Syndicat National des Antiquaires (Sna) – che dal 1956 organizza l'evento – inaugurerà ufficialmente la Biennale des Antiquaires: il rito più esclusivo della rentrée parigina dopo la pausa estiva. Un appuntamento che ha ben poco della "fiera" e al contrario rappresenta una delle esposizioni più prestigiose al mondo per l'arte antica e moderna, l'antiquariato, il design e l'altissima gioielleria di Dior, Chanel, Cartier, Vuitton.
Per la XXV edizione sono poco più di 80 i selezionatissimi professionisti che dal 15 al 22 settembre espongono il meglio della loro ricerca antiquariale e la loro offerta è di una qualità talmente superba e museale che a molti visitatori farà girare la testa, oltre che la carta di credito.
Ma non è obbligatorio fare acquisti, a eccezione del biglietto d'ingresso di 25 €: varcata la soglia, infatti, tra le ore 11 e le 20 (giovedì 16 e martedì 21 fino alle ore 22), si potranno anche soltanto ammirare i capolavori dell'arte di ogni tempo: dall'archeologia all'arte moderna, dalle ceramiche agli oggetti decorativi, con un'attenzione speciale per il design, rappresentato quest'anno da opere firmate da eccellenti autori attivi tra gli anni Trenta e gli anni Sessanta come André Sornay, Ado Chale, Max Ernst, Charlotte Perriand, Eugène Printz. Le loro creazioni sono in vendita da Down Town, Yves Gastou (fra i primi a portare nel 2008 un intero arredamento firmato Carlo Scarpa), Alain Marcelpoil, Vallois, Michel Giraud, Jousse Entreprise, Franck Laigneau, Marcilhac, Yves Macaux e dal danese Dansk Mobel Kunst. Mentre c'è molta attesa per il ritorno del gallerista belga Axel Vervoord, arredatore e collezionista, raffinato interprete nel fondere con gusto installazioni d'arte contemporanea e sculture d'epoca romana, oggetti d'archeologia e sedie anni 30.
Sotto le cupole del Grand Palais non mancano gli abbinamenti suggestivi e così capita di vedere il roccocò abbinato al moderno; un Canapé à joues manufatto in Germania verso il 1750 su disegno di Johann Michael II Hoppenhuupt (quota 260.000 € da Galerie Didier Aaron & Cie) non stonerebbe affatto sotto a una Mappa di Alighiero Boetti ricamata su tessuto (1979) e proposta a 5 milioni di euro dalla Galleria Tornabuoni Art.
L'offerta degli operatori italiani è piuttosto significativa; oltre a Tornabuoni di Roberto Casamonti, nata a Firenze e da un anno aperta anche a Parigi, espone Giovanni Sarti – fra i grandi protagonisti dell'arte antica attivo tra Parigi e Londra – che nel suo stand presenta fondi oro del XV secolo e una preziosissima tempera di Francesco Traini raffigurante la Vergine col Bambino (1325). Fabrizio Moretti, con galleria a Firenze, Londra e New York, propone tra gli altri una Natività (1369) di Scolaio di Giovanni e una delicata Madonna e il bambino di Neri di Bicci (1414-1492) stimata 380.000 €, mentre Cesare Lampronti (botteghe a Roma e Milano), specializzato nelle vedute del Settecento, a Parigi porta uno splendido olio su tela con vista del Tevere dal Porto di Ripa Grande, di Gasper Van Wittel detto il Vanvitelli. Robilant+Voena (Londra e Milano), storica galleria nata dall'incontro di due collezionisti, offre a Parigi un omaggio alla pittura francese: dal caravaggesco Nicolas Regnier (1590 - 1667), a Louis Gauffier protagonista della grande pittura neoclassica di ispirazione storica, fino ai maestri dell'Impressionismo come Pierre Auguste Renoir con il Ritratto di Madamoiselle Marthe Le Cour, figlia dell'architetto Charles Le Coeur, collezionista e amico personale del pittore.
Merita una visita anche lo stand di Bernheimer-Colnaghi, storica ditta fondata a Londra in Old Bond Street nel 1760 e rilevata da Konrad O. Bernheimer nel 2002. Tra i dipinti si segnala The Oyster Eater del tedesco Henri Stresor (1613?-1679), stimato 1,75 milioni di euro. L'opera ha una storia affascinante perché apparteneva alla collezione del cardinal Joseph Fesch (1763-1839), fratellastro di Letizia Ramolino Bonaparte, mamma di Napoleone. Grande collezionista, il cardinale raccolse agli inizi del XIX secolo più di 16mila opere d'arte e le migliori erano esposte in Palazzo Falconieri, sua residenza romana, prima di confluire nel museo di Ajaccio. Tra gli altri capolavori si segnalano The Ill-Matched Lovers di Lucas Cranach il Vecchio e bottega, quotato 680.000 €, il Ritratto di James Byres di Anton Von Maron (1733-1808), stimato 510.000 € e due Paesaggi in pendant di Jean-BaptistePillement (1728-1808) valutati 545.000 euro.




Pezzi forti & quotazioni

5milioni €
Boetti, ritratto del mondo La Galleria Tornabuoni Art è presente a Parigi con l'opera di Alighiero e Boetti «Mappa» del 1979. Il prezzo richiesto è di 5 milioni di euro.


380mila €
Preziosissimo fondo oro La Galleria Moretti (Firenze, Londra, New York) vende a Parigi una «Madonna col Bambino» (particolare) di Neri di Bicci (1414-1492) a 380.000 euro

260mila€
Accomodatevi sul canapé Galerie Didier Aaron & Cie propone un «canapé à joues» su disegno di Johann Michael II Hoppenhuupt, Germania, 1750 circa per 260mila €

http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2010-09-05/voila-antiquaires-080457_PRN.shtml


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