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Mehta: ministro vergogna E Bondi: offese infondate
Federica Sanna
CORRIERE FIORENTINO 4 set 2010 Firenze




Botta e risposta sul Maggio Musicale. Da Roma: noi vicini a Firenze
Il maestro: nuovi tagli, e non ha il coraggio di incontrarci

Da pagina 1 Uno a Mantova, l’altro a Roma. Si consuma a distanza il duello fra il Maestro Zubin Mehta e il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi. Ma i toni sono furiosi. Ci sono in gioco altri due milioni di euro di taglio per il Maggio musicale e un’incognita sulle spese per la tournée in Giappone. In una situazione già non rosea per l’ente lirico-sinfonico fiorentino, che rischia ora di chiudere il suo bilancio con quattro milioni di deficit.
In foto Zubin Mehta a Firenze, durante la manifestazione contro i tagli. Ieri il Maestro si è infuriato dopo aver saputo di un altra sforbiciata de due milioni di euro. Sandro Bondi da Roma, replica secco e chiede le scuse

L’ira del direttore d’orchestra si scatena da Mantova, dove oggi e domani dirigerà il Rigoletto. È arrabbiato, molto, e come lui stesso ammette, in queste occasioni sa essere anche «cattivo». E lo dimostrano le sue parole pungenti verso il Ministro: «È senza vergogna — tuona — e non ha il coraggio di venire a Firenze a parlare con noi. Anche con i sindacati di tutta Italia è rimasto a parlare dieci minuti e poi è andato via». Il problema rimangono i finanziamenti che arrivano da Roma per il Maggio musicale: «Il mese scorso abbiamo avuto la conferma di un ulteriore taglio di 2milioni di euro». C’è di più: «Lo Stato non pagherà gli appuntamenti del teatro in Giappone — annuncia il Maestro — anche se avevano detto che avrebbero pagato i viaggi per le iniziative in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia».

Una situazione drammatica a fronte di un preventivo di perdita nel bilancio del Maggio che era già di circa 1,9 milioni di euro e i numerosi tagli avvenuti già a inizio anno: «Firenze — ricorda Mehta— è la città dove è nata l’opera e si taglia dove non ci sono grandi industrie come a Torino e Milano. Ma anche noi abbiamo Gucci e Ferragamo».

Trascorrono due ore e mezza e il ministro Bondi ribatte con toni altrettanto accesi: «Il Maestro non sa di cosa sta parlando», premette. E aggiunge lapidario: «Conto sul fatto che il Maestro riveda i suoi frettolosi e infondati giudizi offensivi che non merito in alcun modo». Bondi replica alle accuse di disattenzione per Firenze: «In questi anni il Ministero è stato particolarmente vicino al Maggio, così come a tutte le altre fondazioni in difficoltà». In generale i conti che non tornano nei bilanci «non sono imputabili a questo governo, che si è adoperato per varare una rifoma ampiamente condivisa in Parlamento e capace di risanare e rilanciare i teatri d’opera nazionale. La situazione è dovuta piuttosto a un quindicennio di dissesti e malagestione». Sul finanziamento della trasferta in Giappone non conferma, ma neppure smentisce questa possibilità: « Riguarda il 2011, anno per il quale non è stato ancora definito il riparto del Fus, né tanto meno preso in considerazione alcun progetto». La sovrintendente del Maggio, Francesca Colombo, è al corrente della situazione, ma preferisce non commentare lo scontro.

Anche il sindaco Matteo Renzi rimane vago: «Ci incontreremo presto con il ministro e ne discuteremo». E presto si dovrà discutere anche dell’eventuale deficit del maggio nel prossimo consiglio di amministrazione. La preoccupazione degli orchestrali è tanta: «Noi siamo al minimo vitale — afferma Massimo Vagaggini della Cgil— rischiamo di chiudere il bilancio con 4milioni di euro di perdite e l’annus horribilis deve ancora arrivare: nel 2011 avremo un ulteriore taglio ancora del finanziamenti. Condivido quello che ha detto Mehta al cento per cento, Bondi aldilà delle esternazioni si è sempre limitato a non essere nemmeno una controparte. E non si può pensare di promuovere così il made in Italy». Da Roma anche il responsabile cultura del Pd Matteo Orfini è solidale con Mehta: «L’intolleranza di chi ci governa di fronte alle critiche di artisti e intellettuali è davvero impressionante». Si schiera, invece, in difesa di Bondi il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Maria Giro: «Abbiamo sempre avuto stima per il Maestro ma le dichiarazioni di oggi (ieri, ndr) sono fuori misura e immotivate".



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