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Estate al museo. I visitatori aumentano del 24%
Antonello Cherchi
Il sole 24 ore 6/9/2010

Città al top. Estate da record nei musei statali. Dalla galleria Sabauda di Torino alla pinacoteca di Brera, il week-end di ferragosto ha confermato la crescita del numero di visitatori (+24%), con punte del 70-75% in più rispetto al 2009. Buoni risultati, anche in vista delle gare per la gestione dei servizi aggiuntivi.

In crescita nel primo semestre e a Ferragosto sia il numero dei visitatori di musei e siti archeologici sia gli incassi

Il cambio di guardia nella gestione dei servizi aggiuntivi dei musei si apre sotto buoni auspici. I visitatori tornano, infatti, a frequentare i luoghi d'arte: nel primo semestre si è registrato un aumento del 12%, che nei giorni di ferragosto (gli unici dati estivi finora elaborati) è passato al 24%, con punte del 77% alla galleria sabauda di Torino e del 68% alla Pinacoteca di Brera, a Milano. Crescono, di conseguenza, anche gli introiti delle biglietterie, delle librerie, di caffè e ristoranti gestiti dai privati all'interno dei monumenti: più 6% nel primo semestre, salito a quasi il 13% nel week-end di metà agosto. E questo dopo una flessione di anni, che nel 2009 aveva toccato quota 32 milioni di visitatori (con un calo del 2,3% rispetto al 2008) e portato i ricavi dei servizi museali al di sotto dei cento milioni di euro, come nel 2005. L'inversione di tendenza dovrebbe, dunque, invogliare gli imprenditori a farsi avanti e depositare entro il 1 settembre le domande per partecipare alle 23 gare che ai Beni culturali hanno predisposto per affidare la gestione dei servizi aggiuntivi dei principali siti nazionali. Gli Uffizi, il Colosseo, il museo etrusco di Villa Giulia, l'area archeologica di Pompei: sono solo alcuni dei siti coinvolti nell'operazione di rinnovo. La si attendeva da tempo. Le concessioni tutte e non solo quelle messe a gara - sono, infatti, scadute da anni e finora si è andati avanti con le proroghe. L'ultima è stata accordata con il decreto legge mille proroghe di fine 2009, che ha spostato tutto a fine dello scorso giugno, termine entro il quale il ministero ha approntato i bandi. Ora si parte con la prima fase dell'operazione: quella che chiede agli imprenditori di comunicare la loro disponibilità a partecipare alla selezione. E questa è una prima incognita. Perché se i numeri di visitatori e incassi sono uno stimolo a non disertare le gare, sull'altro piatto della bilancia ci sono le nuove regole per le concessioni, presentate sempre a giugno dal ministero e di cui si è tenuto conto in questi primi bandi. Si passa dalle gestioni integrate praticate finora (un concessionario, o meglio un'associazione temporanea di imprese, si occupa di tutti i servizi, dalla biglietteria al ristorante) allo spezzatino, cioè più concessionari in uno stesso sito. «Abbiamo preferito - spiega Manuel Guido, dirigente dei Beni culturali che segue in prima persona il discorso dei servizi aggiuntivi - privilegiare il profilo della specializzazione e fare in modo che, per esempio, alla gara per la ristorazione partecipi chi ha i requisiti giusti. L'obiettivo è di offrire un servizio di qualità più alta». Gli imprenditori culturali, però, storcono il naso. Le nuove regole non li convincono. Temono che venendo meno le economie di scala, l'investimento diventi anti-economico. Al momento stanno cercando di capire meglio gli scenari futuri, anche alla luce delle risposte che il ministero darà entro mercoledì prossimo alle loro domande. Quella in corso, però, è solo la prima parte dell'operazione di rinnovo delle gestioni. Resta, infatti, da affrontare la questione delle concessioni nei musei minori, quelli meno remunerativi. «Ci stiamo riflettendo. Siamo consapevoli, afferma Guido, che i privati disertano alcuni siti perché mancano i margini di guadagno. Si tratta di studiare soluzioni che rendano anche quegli spazi appetibili per il mercato. In caso contrario, si valuterà se fare scendere in campo Ales, la società del ministero che può svolgere anche questo tipo di attività».

Ingresso gratuito
A Cagliari nessuno sta alla cassa
Concessionari che vengono, concessionari che vanno. O meglio, che vengono mandati via. A Cagliari, dopo un contenzioso durato oltre cinque anni e tuttora non risolto, la soprintendenza, d'accordo con il ministero dei Beni culturali, ha deciso di troncare i rapporti con Novamusa, il concessionario che dal 2001 gestiva alcuni servizi presso il museo archeologico e la pinacoteca, tra cui quello di biglietteria. Risultato: dal 29 giugno si entra gratis. Non c'è, infatti, nessuno che stacchi i biglietti. E non ci sono i mezzi per allestire il servizio in casa. Si continuerà così per un bel pezzo. Fintanto che - fanno sapere dalla soprintendenza - non si troverà una soluzione che renda i servizi di quei musei appetibili ai privati. Ecco perché i luoghi d'arte del capoluogo isolano, per quanto privi di gestore, non figurano nelle 23 gare pronte a partire. C'era infatti il forte rischio che la gara sarebbe andata deserta. I numeri, d'altra parte, non sono certo quelli degli Uffizi: il museo cagliaritano viene frequentato mediamente da 40mila visitatori l'anno e la pinacoteca da 10mila. C'è poi da considerare che una parte degli appassionati d'arte - giovani e anziani over 65 - non paga il biglietto. Un progetto di massima per aumentare i visitatori e convincere i privati a farsi avanti già esiste ed è quello di riqualificare gli spazi, prevedendo anche la caffetteria e il ristorante. Passerà del tempo, però, prima che l'idea venga tradotta in pratica. Fino ad allora, niente biglietto.
A.Che.



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