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LIGURIA - «Impressionismo, ci sono già 25 mila prenotazioni»
07/09/2010 IL SECOLO XIX


l'assessore alla cultura svela gli appuntamenti dei prossimi mesi: la mostra al ducale aprirà il 27 novembre

Ranieri: «Grazie alla Biennale del Mediterraneo anche il Festival della Scienza avrà più visitatori dell'anno scorso»

vincenzo galiano

«LA MOSTRA DI GOLDIN sull'Impressionismo (che si svolgerà a Palazzo Ducale dal 27 novembre 2010 al primo maggio 2011, ndr) vanta già 25 mila prenotazioni e sono certo che, grazie all'inserimento nella Biennale del Mediterraneo, il Festival della Scienza supererà quota 210 mila visite registrata lo scorso anno».
Andrea Ranieri, assessore comunale alla Cultura, butta lì un paio di dati per corroborare il ragionamento sulla Biennale del Mediterraneo accompagnato da una certezza: la manifestazione sarà un successo e uno straordinario veicolo di promozione, non solo culturale, per Genova e per tutto il Nord Ovest.
Assessore Ranieri, che cos'è la Biennale?
«Non è un semplice evento, ma l'espressione di una precisa linea strategica che vogliamo imprimere alla nostra città».
Quale?
«Genova deve tornare ad essere il centro dell'attività economica, produttiva e commerciale nel bacino del Mediterraneo, l'anello di congiunzione tra il Nord Ovest industriale e i Paesi del Sud, dove il Pil cresce a ritmi del 3-4 per cento all'anno. Quindi, l'obiettivo è essere partner dello sviluppo per battere la crisi».
Tutto ciò come si lega alla Biennale?
«Bisogna pensare che l'apertura culturale crea le condizioni per lo scambio tecnologico, commerciale e di conoscenze tra una sponda e l'altra del Mediterraneo».
In concreto?
«Nell'ambito della Biennale, oltre a mostre di grandissimo livello internazionale e al Festival della Scienza, sono previsti anche appuntamenti che riguardano il mondo imprenditoriale: ricerca, università, logistica, trasferimento tecnologico, autostrade del mare sono i grandi temi di cui Genova sarà il punto di riferimento internazionale speriamo anche per le successive edizioni della Biennale».
Qualche esempio.
«Tra le iniziative in programma, ad esempio, c'è un forum di tutte le più grandi facoltà di ingegneria del Mediterraneo che si confronteranno sui problemi del trasferimento tecnologico. Inoltre, le Camere di commercio e le imprese del Nord e del Sud del mondo discuteranno di energia e ambiente. Ma non è tutto».
Cos'altro ancora?
«La Fondazione Ansaldo organizzerà un corso sulle tematiche dell'imprenditorialità. Fondazione Garrone e Università daranno vita, proprio in occasione della Biennale, al primo master di specializzazione in economia turistica nel Mediterraneo. Ancora: l'associazione per la logistica sostenibile, la Fondazione San Paolo e il German Marshall Fund, importante istituzione internazionale nata sulla scia del piano Marshall, si ritroveranno a Genova per parlare di logistica».
E poi ci sono le iniziative più specificamente culturale.
«Sì, il fulcro della Biennale è il Festival della Scienza, che quest'anno sarà ancora più bello e avrà un'ampia sezione dedicata al Mediterraneo».
Come sarà articolata?
«Ci saranno un grande workshop su ricerca, ambiente, agricoltura nel Mediterraneo e una serie di conferenze sul mare, con particolare attenzione ai problemi dell'inquinamento e della biodiversità».
Un altro appuntamento clou è la mostra "Mediterraneo. Da Courbet a Monet a Matisse" curata da Marco Goldin e ospitata a Palazzo Ducale dal 27 novembre.
«Sono convinto che la rassegna sull'Impressionismo batterà tutti i record: Goldin ci ha detto di aver ricevuto già 25 mila prenotazioni. Ma avrà un successo straordinario anche la mostra di Studio Azzurro e museo archeologico - "Meditazioni mediterranee", - che aprirà i battenti venerdì al Ducale alla presenza del sottosegretario agli Esteri, Stefania Craxi. In quella sede presenteremo il calendario completo delle iniziative».
Come nasce la Biennale del Mediterraneo?
«L'idea è partita dal ministero degli Esteri per accompagnare il processo politico portato avanti dall'Unione per il mediterraneo che ha sede a Barcellona. Noi siamo stati i primi a raccogliere la sfida, perché eravamo già pronti, con il Festival della Scienza, ad offrire un evento di caratura internazionale su cui costruire tutto il resto».
Così il ministero ha subito riconosciuto la bontà della proposta.
«Non solo il ministero. Anche l'Unione per il Mediterraneo ci ha fatto i complimenti. Il risultato è che a Genova si svolge il numero zero della Biennale».
E le altre edizioni?
«Ritengo che, per sua natura, la Biennale non debba avere un'unica sede. Se resta in una sola città, non funziona. Perchè il concetto di fondo è lo scambio di esperienze e cultura. Spero, tuttavia, che Genova continui a rimanere il punto di riferimento sui fronti della ricerca, della logistica, della portualità , dei saperi».





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