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MILAZZO - Castello restaurato ma inaccessibile
Messina (08/09/2010) GAZZETTA DEL SUD




Il sindaco dispone un'indagine e spunta una variante. Contenzioso in vista



Castello ristrutturato, inaugurato, ma largamente inaccessibile. Un'"anomalia" da quasi dieci milioni di euro. Tanti quanto i soldi finanziati per il restauro. Con in arrivo un nuovo contenzioso. Perché la situazione è tutt'altro che chiarita tra Comune e impresa appaltatrice. Insomma una situazione tutta da chiarire, visto che lo scorso 23 maggio la precedente Amministrazione con una megamanifestazione ha proceduto all'inaugurazione, esaltando i lavori di restauro eseguiti.
A distanza di meno di cento giorni l'amara realtà, con la progressiva riduzione degli spazi di accesso dei visitatori, sino ad annullare ogni possibilità di visita. Si apprende infatti che gli operai del Consorzio Aedars scarl e Ares, dopo aver provveduto alcune settimane fa ad inibire ai visitatori il Mastio e tutta la vasta superficie collocata alle spalle del teatro all´aperto, hanno transennato nei giorni scorsi pure l'area posta dirimpetto al Duomo antico, precludendo di conseguenza la visita al sito archeologico ubicato di fronte al bastione delle isole e, tra l´altro, agli esterni del monastero delle benedettine.
Una decisione che ha sorpreso tutti nel Palazzo. Al pari di quella di non installare ancora gli infissi in alcuni immobili realizzati anche nella zona del Mastio. Una carenza questa che si è notata proprio nell'ultimo fine settimana quando il violento temporale ha determinato le ovvie infiltrazioni di acqua all'interno di alcuni edifici.
L'Amministrazione Pino fa sapere che sta cercando di far luce sulla voluminosa documentazione e ha, in tal senso, dato mandato al nuovo responsabile del procedimento, l'architetto Ferdinando Torre, di verificare lo stato di avanzamento dei lavori e di chiedere alla stessa ditta di provvedere a sistemare gli infissi di alcuni immobili per evitare che le piogge invernali creino problemi. Ma soprattutto l'amministrazione ritiene che i lavori non possano considerarsi ancora conclusi «perché ci sono degli interventi, soprattutto sotto il profilo della messa in sicurezza che vanno fatti». In buona sostanza non si può accettare una spesa di quasi dieci milioni di euro per ritrovarsi con un castello non del tutto funzionale e off limits per i visitatori. L'impresa da parte sua avrebbe invece ribadito all'Amministrazione di aver esaurito i fondi per la realizzazione delle opere previste e che tutto il resto sarebbe collegato ad una variante già approvata dalla precedente Amministrazione in attesa di essere finanziata dalla Regione.
Le associazioni culturali cittadine, che hanno avanzato una serie di riserve, denunciano la mancanza di chiarezza e di informazione su questo appalto. Ovvero non è mai stato reso noto il programma degli interventi che si sarebbero effettuati e si è andati avanti alla giornata. «Il Castello avrebbe dovuto essere il volano di sviluppo della città – afferma Massimo Tricamo di "Storia Patria" – ed invece oggi, oltre ad una serie di interventi che dovevano essere fatti, anche per ragioni di sicurezza di strutture importanti, ci ritroviamo con l'impresa che ha transennato tutto. Un fatto dettato soltanto da cautela per evitare di incorrere in spiacevoli responsabilità? Oppure ha transennato l'area di cantiere perché è intenzionata (come ci auguriamo) a terminare al più presto i lavori di manutenzione? A tal proposito conviene ricordare che mancano ancora numerosissimi dettagli, per esempio nella sala attigua a quella cosiddetta del Parlamento non è stato ancora montato un finestrone, consentendo così ai volatili, alla polvere, alla pioggia ed al vento di deturpare quotidianamente costosissimi componenti elettrici; mancano poi, per citare un altro esempio, i monitor dell´impianto di videosorveglianza che pare sia stato installato all´interno del complesso fortificato». Questioni sulle quali quali il sindaco Pino ha chiesto una relazione al nuovo responsabile del procedimento che ha sostituito l'ing. Francesco Clemente.



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