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SICILIA - Non si ferma l'abusivismo a Gela dove ogni anno sorgono 200 fabbricati
Maria Concetta Goldini
LA SICILIA Mercoledì 08 Settembre 2010 Prima Pagina, pagina 1

Non si ferma l'abusivismo a Gela dove ogni anno sorgono 200 fabbricati calpestando le leggi edilizie e le norme di sicurezza. La Procura: «Fermiamo questo fenomeno, tutelando la città e ripudiando l'economia criminale»




Gela. Anni Settanta, il periodo d'oro del petrolchimico e del boom demografico. Insieme al sogno texano, Gela cresce scriteriatamente: senza piano regolatore, nasce a nord un anello periferico abusivo fatto di ventimila vani abusivi, senza strade, fogne e servizi primari. Terzo millennio, il colosso dell'Eni oggi è in crisi e licenzia, la città è vicina al tracollo economico. Eppure «mattone selvaggio» colpisce ancora. Un fenomeno mai finito.E stavolta non si tratta di abusivismo di necessità. Della casa per i figli. Sono ville, grandi fabbricati che vengono edificati sempre in periferia anche per speculazione.
La media è di 200 fabbricati l'anno che nascono calpestando le leggi edilizie e le norme di sicurezza nei cantieri. Nel 2009 e nei primi sette mesi di quest' anno 374 immobili sono nelle condizioni di dover essere demoliti perchè totalmente illegali. Ma a Gela in trent' anni non si è mai demolito un solo scalino.
E se la Sicilia ha la palma nazionale del lavoro sommerso, a Gela una fetta consistente del lavoro illegale proviene proprio dall'edificazione abusiva. La Guardia di Finanza ha stimato un sommerso di 4 milioni di euro l'anno legato a cantieri in cui tutto avviene violando la legge, dai pagamenti della manodopera alle forniture di materiali. Sono impressionanti i dati sulla repressione degli illeciti edilizi dell'ultimo anno e mezzo presentati ieri dal capo della Procura di Gela, Lucia Lotti, con il maggiore dei carabinieri Alessando Magro, il tenente della Guardia di Finanza Luigi Sorrentino ed il tenente deivigili urbani Giampiero Occhipinti. «Quale sviluppo economico può esserci in una città che non sa governare il suo stesso territorio? Qui - ha detto la dottoressa Lotti - c'è un problema di ricostruzione basilare del contesto sociale e uno dei livelli da recuperare è quello urbanistico. L'abusivismo a Gela ha avuto radici di tipo storico, economico e politico. Oggi è un processo che deve avere fine. Gela sta per avere, sia pure in ritardo, il piano regolatore. C' è finalmente uno schema entro cui l'amministrazione comunale può fare le sue scelte di pianificazione , recuperando il controllo sul territorio. Per noi in questi anni la lotta all'abusivismo è stata una priorità. Ma oltre alla repressione, bisogna d'ora in poi non dare alibi al cittadino. Chi ha le carte in regola per costruire deve essere messo nelle condizioni di farlo senza dover attendere anni per la concessione edilizia».
L'abusivismo che dilaga ancora a Gela non solo deturpa l'ambiente ma crea gravi danni economici. Attorno a ogni abuso edilizio c'è un'economia criminale e un danno economico per quegli imprenditori che vogliono lavorare con onestà, mentre per gli operai non ci sono diritti e sicurezza. Le case che sorgono poi sono tutt'altro che sicure: vengono edificate in un mese mentre il calcestruzzo tra i piani ha bisogno di asciugare per almeno 28 giorni. Spesso poi viene usato calcestruzzo depotenziato e le fondazioni sono costruite malamente. Ma questo abusivismo - come sottolienato dal capo della Procura - non è più giustificabile con la necessità di avere un tetto sotto cui vivere.
A pochi giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del piano regolatore, le autorità hanno lanciato un chiaro monito alla politica ed ai cittadini: «Gela può crescere e sperare nello sviluppo se si taglia corto con ogni forma di abusivismo ed illegalità».



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