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SICILIA - Il piano paesistico non si tocca. L'assessore regionale: «Non si sospende, né si revoca»
LA SICILIA Mercoledì 08 Settembre 2010 Ragusa, pagina 24






Non si sospende. Né si revoca. Sul piano paesistico l'assessore regionale ai Beni culturali, Gaetano Armao, ha le idee chiare. Lo ha ripetuto più volte nel corso della riunione tenutasi ieri pomeriggio a palazzo della Provincia e a cui hanno partecipato tutti i soggetti portatori di interesse del territorio, a cominciare dalle organizzazioni datoriali e sindacali di categoria, oltre ai parlamentari regionali dell'area iblea. Tanto convinto delle proprie idee l'assessore Armao, introdotto dal presidente della Provincia, Franco Antoci, e accompagnato dal neo soprintendente, Alessandro Ferrara, che, alla fine, qualcuno ha commentato: "Una saracinesca chiusa, inutile andare avanti". L'incontro, invece, è proseguito per parecchie ore. A palazzo di viale del Fante, nella sala convegni, i rappresentanti delle varie associazioni e i parlamentari hanno esplicitato le proprie perplessità, mettendo in chiaro, in un caso, che cosa non va, in un altro caso, accettando l'insostenibilità di un percorso procedurale ormai avviato e che non va affatto bene al mondo produttivo locale.
Ad inizio seduta Armao ha dichiarato: "Il piano paesaggistico deve accontentare i cittadini prima di tutto, e deve preservare il territorio per le future generazioni. Questo è il nostro compito e questo compito intendiamo assolvere. I sindaci hanno avuto tempi e modi per formulare le osservazioni, l'hanno fatto alcuni tempestivamente mentre altri si sono totalmente disinteressati. Alcuni aspetti sono stati recepiti, altri no. A questo punto comincia la fase della presentazione delle osservazioni. Ci saranno centoventi giorni nel corso dei quali cittadini, imprese, tutti coloro che vogliono formulare condivisioni o contrapposizioni a questo piano paesaggistico lo possono fare in piena libertà, in piena articolazioni di argomenti giuridici, argomenti tecnici, argomenti territoriali. L'Amministrazione regionale è aperta a tutte le prospettive, al confronto, a qualsiasi tipo di interlocuzione e di incontro. Certamente quello che non consentiremo è che questo territorio, che è straordinariamente bello, che i ragusani prima di tutto hanno preservato prima di tutto, possa essere compromesso. Devo dire che arrivando qui, ho trovato un numero di pale eoliche devastante. E non credo che questo sia il modo di andare avanti. Va distinta un'area del territorio dove si fanno investimenti produttivi, industriali, anche pesanti. E altre aree che vanno invece preservate perché sono straordinariamente importanti, per dare a questa provincia anche una vena di sviluppo di tipo turistico, visto che, proprio su questo aspetto, l'area iblea sta scommettendo in questi ultimi anni". L'assessore regionale Armao, insomma, non vuole sentire affatto parlare di rivisitazione di un iter procedurale che ha già preso il via e che è destinato ad andare avanti così come prescritto dalla normativa vigente. L'unica concessione, ed Armao lo ha detto nel corso dei vari interventi, è quella riguardante la possibilità di organizzare una due giorni di approfondimenti, entro la prima decade di ottobre, nel corso della quale discutere della questione con maggiore attenzione e con maggiore dovizia di particolari. Restano salve, dunque, tutte le contrapposizioni di ordine legale che alcuni enti legali, come il Comune di Ragusa (a proposito, ieri pomeriggio il sindaco Nello Dipasquale è stato tra i principali oppositori della linea adottata dall'assessore regionale), hanno già adottato. E a queste potrebbero unirsi anche altre decisioni analoghe che verranno assunte dalle associazioni imprenditoriali del territorio ibleo, rimaste chiaramente insoddisfatte dall'esito dell'incontro, nel corso di una serie di riunioni previste per le prossime ore. Il confronto tanto atteso con Armao c'è stato. Ma non è servito a cavare un ragno dal buco in ordine alle tante contrapposizioni emerse negli ultimi giorni. Il piano paesistico continuerà a rimanere presente sul territorio ibleo così com'è stato concepito.
Giorgio Liuzzo


08/09/2010



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