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LIGURIA Crolli a Nervi dopo la pioggia
10/09/2010


C'E' UN primo denunciato per i danni causati martedì notte dal nubifragio che si è abbattuto su Genova. Per il fiume di terra e argilla venuto giù dal monte Moro, a Nervi, e che si è riversato sulle case di via Bettolo, al civico 93, nel quartiere Azzurro.
Per i vigili del fuoco e i carabinieri, intervenuti tre giorni fa, la causa del fiume di fango sarebbe stato il crollo del muro di contenimento costruito alle spalle del caseggiato. Quel muro fa parte di un agriturismo in via di realizzazione, ma al centro di numerose polemiche e sequestri da parte dei vigili urbani del nucleo tutela dell'ambiente. Il proprietario è Guido Manzella, commerciante, denunciato ieri dai carabinieri per disastro colposo. Manzella, però, respinge le accuse al mittente. «Tutto quello che è successo - spiega il proprietario del terreno - non c'entra nulla con le opere che stavo costruendo. I detriti sono stati portati dal rio dalla cima del monte. Cima che viene lasciata completamente abbandonata, nonostante tutte le segnalazioni che ho mandato tramite lettera al Comune. E tutte sono rimaste senza risposta, dal 2000 fino allo scorso anno. Sono stanco di sentire cavolate dagli amministratori».
L'ultimo sequestro effettuato dai vigili risale alla prima metà di agosto quando le ruspe e le gru avevano ricominciato i lavori. Dopo una settimana di via vai, le operazioni erano state bloccate.
Per ricostruire la vicenda bisogna fare un passo indietro. I lavori iniziarono nel 2003, ma solo nel 2005, il Comune concesse, in sanatoria, l'autorizzazione a costruire relativa a una strada secondaria di piccole dimensioni e per la realizzazione un maneggio. Ottenuto il via libera, le ruspe invasero via Bettolo in piena notte, abbattendo decine di ulivi. Anche da internet era (ed è tuttora) visibile lo squarcio sul monte. Un serpentone lungo oltre 600 metri. Ma la zona, una delle più belle della città, è sottoposta a vincolo paesaggistico e tutte le opere devono essere realizzate rispettando vincoli e regole rigidissime. Due anni dopo, il Wwf e il comitato civico "Difesa di monte Moro" impugnarono le concessioni davanti al Tribunale amministrativo regionale. Ma non si era mosso nulla, a parte la terra e le rocce, spostate dalle ruspe. Fino ai primi di agosto, quando erano ripresi i movimenti.
«Questi ultimi lavori - continua Manzella - li avevo iniziati per pulire la zona dopo i danni causati dall'incendio dello scorso anno, quando le fiamme avevano devastato tutto il monte. E dopo il danno, ora la beffa. Ripeto, la frana di tre giorni fa non c'entra nulla con quei lavori».
Martedì notte, le nove famiglie di via Bettolo si sono ritrovate le case completamente invase dai detriti, fino al quarto piano del palazzo.
«Quei terreni - conclude Manzella - sono abbandonati ormai da cinquant'anni. E se nessuno li cura è logico che l'acqua va dove vuole. Il problema è che tre giorni fa nessuno è entrato dal cancello. Hanno visto solo quello che è successo».





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