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TORINO - "Un grattacielo con lo sconto"
STEFANO PAROLA
SABATO, 11 SETTEMBRE 2010 LA REPUBBLICA - Torino


Lo studio Ai: parcella meno cara di quella pagata dal San Paolo

I progettisti torinesi che collaborano con Fuksas: nessun costo elevato per i piemontesi

Per il presidente del Piemonte, Roberto Cota, è ormai diventata un´ossessione: della parcella da 22 milioni pagata dalla Regione all´architetto Massimiliano Fuksas il governatore parla in quasi tutti gli interventi pubblici, citandolo come esempio di spreco della giunta Bresso. E dopo le precisazioni dell´architetto, a diradare i dubbi sulla maxi-parcella, interviene anche la Ai Engineering, la società torinese che, assieme al celebre architetto, fa parte del raggruppamento che nel 2001 si è aggiudicato il concorso, bandito dalla giunta Ghigo, per la progettazione del nuovo grattacielo della Regione. Punto per punto, Ai spiega a quanto ammonta il tanto contestato compenso. E lo fa «non per polemica, ma per chiarezza».
Punto primo: quanti soldi ha preso l´architetto e quanto le società torinesi? Il raggruppamento ha ricevuto 15,9 milioni per la progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva. La Regione ha dovuto pagare il 20% di Iva, finita nelle casse dello Stato. All´interno della cordata, la somma è stata suddivisa così: 8,9 milioni a Fuksas, 3,1 ad Ai Studio, 2,6 ad Ai engineering, 0,7 a Manens-Tifs e 0,6 a Geodata. Quindi nelle tasche della "archi-star" sono finiti poco meno di 9 milioni, non di più. Il resto è andato ai torinesi.
Punto secondo: quei 15,9 milioni sono troppi? Il rappresentante legale di Ai, Florindo Bozzo, fa notare che l´edificio costerà 262 milioni e che quindi «l´incidenza sul totale è del 6,07%, in linea con le attività ordinarie di progettazione. Circa la metà di quanto viene corrisposto per opere analoghe all´estero e, in Italia, da operatori privati in Torino». Il riferimento è al grattacielo di Intesa Sanpaolo, per il quale sarebbe stata pagata ai progettisti (tra cui Renzo Piano) una parcella pari a circa il 15% del costo complessivo.
Non solo, ma Fuksas e Ai sostengono di aver fatto anche lo sconto. Perché i contratti siglati con la Regione sono tre: due a tariffa fissa, perché nel 2003 e nel 2006 non esisteva ancora il decreto Bersani che aboliva i minimi, e uno, firmato nel 2009, che prevedeva un ribasso del 25%. E una forte riduzione è stata applicata anche al piano urbanistico esecutivo per le aree Fiat-Avio e Oval. Quindi, sintetizza Fuksas, «il presidente Cota può utilizzare gli argomenti che vuole per fare campagna elettorale, ma tenga fuori me: non centro niente, faccio solo l´architetto».



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