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LIGURIA - Io, contrabbassista al Carlo Felice non ho privilegi da difendere
ALESSANDRO SALVADORI *
DOMENICA, 12 SETTEMBRE 2010 LA REPUBBLICA - Genova


Se vogliamo cambiare la situazione, allora la sede giusta è Roma


Cara Repubblica, sono un contrabbassista del Carlo Felice e ho letto con interesse il vostro articolo, che percorre la strada già tracciata da molti sui "privilegi" degli orchestrali del Carlo Felice (chissà perché solo con gli orchestrali). Passo subito ai dati. Faccio riferimento al mio "cud" 2009, per i redditi 2008, perché nel 2009 ho richiesto 2 mesi di aspettativa senza stipendio, per andare a fare attività fuori dal teatro, e il reddito annuale risulterebbe falsato a mio vantaggio. Il mio reddito annuale, con 14 anni di anzianità, è stato di 40.729 euro, ovviamente allego copia della prima pagina del documento. Sempre per una completezza di informazione, vorrei ricordare che tra i nostri privilegi, regolati dal contratto collettivo nazionale e da un integrativo aziendale, la trasferta viene applicata, come ha detto la Signora Sindaco, fuori dal comune di Genova e ammonta, per la mia categoria, a 36 euro lorde giornaliere. Ma la direzione del personale del Carlo Felice ha accordato per i concerti fuori sede solo mezza giornata di trasferta, dal momento che l´impegno era per la parte pomeridiana e serale della giornata.
Ho delle indennità, è vero. La più importante è detta "indennità strumento"; viene riconosciuto l´investimento che un professore d´orchestra deve fare per esercitare al meglio il proprio lavoro. Il mio contrabbasso è databile tra la fine del ‘700 e gli inizi dell´800. Il valore commerciale non è inferiore a 25.000 euro. Vorrei precisare, perché non del tutto ovvio, che il suono e la resa di uno strumento antico è molto superiore, per qualità, ad un equivalente strumento costruito in questi anni.
Continuando con le ovvietà, gli strumenti antichi sono sempre gli stessi (falsi esclusi), per questo il loro prezzo aumenta continuamente. Un professionista non può, e non deve per l´orgoglio di fare questo mestiere, rinunciare ad avere uno strumento di ottima qualità. Tornando all´indennità strumento, nel mese di agosto, come risulta dalla busta paga, che allego è stata di 83 euro. Aggiungo l´indennità concerti, dove si riconosce il maggiore impegno per il concerto sinfonico rispetto a opera e balletto (77 euro). Per finire una voce non collettiva, una maggiorazione da «secondo contrabbasso». In parole povere si riconosce una indennità per lavorare «in prima fila» accanto al primo contrabbasso. Per semplificare, lavoro sulla stessa scrivania del capufficio e per questo percepisco 27 euro lordi al mese.
Anche questo scaturisce dal contratto collettivo nazionale, e dal fatto che il concorso (internazionale) che ho vinto nel 2005 prevedeva «l´obbligo del secondo contrabbasso». Quindi oneri e onori mi sono stati assegnati al momento dell´assunzione. Il mio stipendio di agosto è stato 2066 euro, comprensivo dell´integrativo aziendale. Detto questo rimane il dato finale dello stipendio annuale.
Per finire, vorrei ricordare il nostro curriculum scolastico professionale. Vi dico il mio, che è abbastanza nella media. Sette anni (qualcuno 10) di conservatorio, 4 anni di perfezionamento all´accademia Walter Stauffer di Cremona con docente il Maestro Franco Petracchi, vari master class e concorsi in tutta Italia prima di giungere, con gioia le assicuro, al Vostro e ora anche Mio teatro.
In poche parole, se vogliamo cambiare questi privilegi, la sede non è il Carlo Felice, ma Roma, al tavolo di contrattazione per il rinnovo del contratto nazionale. E vi assicuro che i sovrintendenti dei teatri stanno prodigandosi per cambiare quanto più possibile il contratto nazionale. Chieda una copia della bozza di rinnovo.
Non voglio dire con questo che non ci siano punti da rivedere anche nella compagine orchestrale. Sicuramente si può ottimizzare il lavoro per ottenere molto di più allo stesso costo. Vorrei invece ricordare che non è l´unico segmento da cui si può ottenere risparmio. Senza contare che gli orchestrali lavorano, come tutti gli altri, secondo un calendario stabilito dalla direzione. Da anni lamentiamo una scarsa utilizzazione di tutte le masse artistiche, e chiediamo che la forza lavoro del teatro sia coinvolta al massimo delle sue possibilità. Vi saluto con un detto dei vecchi musicisti, «se lasci lo strumento un giorno ti ci vorrà una settimana per tornare dov´eri prima». Rimango a vostra disposizione per qualsiasi precisazione e chiarimento. Credo che tutti abbiamo bisogno di chiarezza.
* contrabbassista del Carlo Felice



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