LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

PIEMONTE - "La mia trilogia di musei in Piemonte"
MARINA PAGLIERI
DOMENICA, 12 SETTEMBRE 2010 LA REPUBBLICA - Torino



Lo scenografo franco-svizzero: "Continuo a credere che i musei siano un luogo conviviale in cui si creano relazioni e dove si provano sentimenti"

Confino inaugura a Barolo l´ultima creatura: quella dedicata al vino


Entro il 2014 al Cinema daremo spazio ai film dei paesi emergenti: dalla Thailandia all´India di Bollywood
Per l´auto servono altri otto mesi, ma nel 2011 si riapre: proprio domani definiremo la parte degli audiovisivi


Scenografie ed effetti speciali, diorami e installazioni multimediali da azionare con un semplice pulsante. Ricostruzioni storiche e accostamenti emozionali, tra realtà e mito, tra rigore e divertissement, tra giochi di luce e di ombre. E, a fare da sfondo, il paesaggio di Langa. Si inaugura oggi nel Castello di Barolo Wine Museum, o meglio Wi Mu, il museo sul vino progettato dal 2004 dallo scenografo franco svizzero Francois Confino, immaginifico "regista" anche dei musei torinesi del Cinema e dell´Auto e di altri siti nel mondo.
Francois Confino, perché un museo del vino?
«Guardi, è un po´ paradossale, ma al momento non esistono musei sul tema soddisfacenti, penso a Vinopolis a Londra, un disastro. All´inizio ero preda del mio sciovinismo, pensavo che il vino migliore fosse francese. Poi ha prevalso la seconda natura svizzera e ho scelto di aprirmi al mondo. Non era però tanto importante citare la storia del Barolo, quanto scoprire i vini nell´insieme, o meglio "l´esprit du vin", lo spirito del vino».
Ovvero?
«La maggior parte delle culture del mondo ha avuto a che fare con il vino, da un punto di vista sociale, ma anche religioso. All´inizio del percorso, al terzo piano, nel "Bar delle divinità" si incontrano raffigurazioni da Apollo a Bacco, da Cristo a Maometto. Il vino è universale in quel senso. La storia della mitica bevanda insomma è affrontata anche simbolicamente. Ecco allora i riferimenti alla notte dei tempi e ai tempi del vino, tenendo conto dei cicli lunari, del sole, della terra, delle radici. Poi si entra in altri campi».
Quali?
«C´è un piano dedicato ai rapporti con l´arte, la letteratura, la musica, il cinema. Il vino in particolare è presente in tanti film del secolo scorso, che mostreremo. Un altro piano è legato alla parte più propriamente storica, relativa ai proprietari del castello, con la marchesa Giulia Falletti che si occupava delle donne in difficoltà, ma era anche interessata al vino, il Barolo appunto. Infine nel sotterraneo si entra in una sorta di classe in cui un maestro virtuale insegna da uno schermo a fare il vino. Una pratica complessa, che richiede tempi lunghi, nel rispetto delle stagioni, non si parla certo di fast food».
Un museo questo in sintonia con lo Slow food di Carlo Petrini, nato a pochi chilometri di distanza?
«Non conosco Petrini di persona, ma sono sicuro che verrà a visitare il museo e ci sarà occasione di incontrarci. Comunque amo lo Slow food, lo spirito che mi ha animato è simile».
Che tipo di pubblico verrà a visitare il museo di Barolo?
«Intanto spero che vengano in tanti e poi ne parlino agli amici. Ci saranno comunque prevalentemente due pubblici, uno piemontese e un altro di turisti che frequentano le Langhe, provenienti da Svizzera, Germania, Giappone e Cina. Non dalla Francia, perché come ho già detto i francesi non prendono in considerazione i vini degli altri».
Anche qui, come negli altri musei, ha messo al centro le emozioni?
«Continuo a credere che il museo sia un luogo conviviale in cui si creano relazioni e dove si provano sentimenti. Oggi però ci sono ancora tanti musei che non tengono conto di questi aspetti e pretendono di essere interattivi solo perché mettono nel percorso qualche schermo multimediale. Ma il museo non è la televisione».
A proposito di emozioni, ci saranno novità per il Museo del Cinema alla Mole?
«Oggi un museo che si rispetti non può restare immobile. Entro il 2012-2014, d´accordo con il direttore Alberto Barbera, vorrei dare maggiore spazio alla produzione dei paesi emergenti, dalla Thailandia all´India di Bollywood, ora poco rappresentati. Si dovrà poi risolvere il problema delle mostre temporanee, adesso troppo sacrificate».
Arriviamo infine alla sua terza creazione piemontese, il Museo dell´Auto. Quando aprirà?
«Servono ancora otto mesi di lavoro, dopo di che si deciderà se aprire prima o dopo l´estate 2011. Domani sarò a Torino per discutere i dettagli legati alla parte audiovisiva, ci sarà occasione per parlare anche di questo».
Dopo Francia e Svizzera, il Piemonte sta diventando la sua terza patria?
«In effetti adoro il Piemonte, con cui ho un rapporto molto buono. Ci vengo da tempo almeno una volta al mese. Trai miei progetti c´è anche quello di creare un legame tra il Museo del cinema torinese e quello dedicato a Charlie Chaplin a cui sto lavorando a Vevey, vicino a Losanna».



news

24-01-2021
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 24 gennaio 2021

18-01-2021
Petizione Petizione "No alla chiusura della Biblioteca Statale di Lucca"

27-12-2020
Da API-Mibact: La tutela nel pantano. Il personale Mibact fra pensionamenti e rompicapo assunzioni

25-12-2020
CORTE CONTI: TUTELA PATRIMONIO BASATA SU LOGICA DELL’EMERGENZA

03-09-2020
Storia dell'arte cancellata, lo strano caso di un dramma inesistente, di Andrea Ragazzini

06-06-2020
Sicilia. Appello di docenti, esperti e storici dell'arte all'Ars: "Ritirate il ddl di riforma dei Beni culturali"

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto all’estero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

06-02-2020
I musei incassano, i lavoratori restano precari: la protesta dei Cobas

31-01-2020
Nona edizione di Visioni d'Arte, rassegna promossa dall'Associazione Silvia Dell'Orso

06-01-2020
Da Finestre sull'arte: Trump minaccia di colpire 52 obiettivi in Iran, tra cui siti culturali. Ma attaccare la cultura è crimine di guerra

06-01-2020
Dalla stampa estera di ieri: minacce di Trump contro siti culturali iraniani

20-12-2019
Riorganizzazione Mibact, Casini: non è ennesimo Lego, ma manutenzione amministrativa in continuità

04-12-2019
Libero riuso delle riproduzioni di beni culturali: articolo di Daniele Manacorda sul "Giornale dell'arte"

Archivio news