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Paesaggio, nulla osta snelli al via
Fabrizio Luces e Luisa Polli
Il Sole 24 ore – edilizia e territorio 13/9/2010

Dal 10 settembre operativa la semplificazione dei procedimenti autorizzativi per i piccoli lavori

Risposte in 60 giorni, relazioni leggere e Soprintendenze non vincolanti

Sa venerdì 10 settembre, nelle Regioni a statuto ordinario l’autorizzazione paesaggistica per piccoli interventi edilizi è diventata più snella. Tre i versanti della semplificazione: la certezza dei tempi (il procedimento deve chiudersi in sessanta giorni contro i 105 degli iter ordinari), l'efficacia immediata (il nulla osta scatta subito e non dopo 30 giorni) e la compilazione della relazione paesaggistica sulla base di una scheda tipo. A godere di questi snellimenti saranno 39 tipologie di intervento che, per la loro diffusione, costituiscono per circa il 75% dei procedimenti autorizzativi. Il Dpr 9 luglio 2010 n. 139 che regola il procedimento semplificato di autorizzazione paesaggistica per gli interventi di lieve entità («Gazzetta Ufficiale» del 26 agosto) trova immediata applicazione nelle Regioni a statuto ordinario, mentre le Regioni a statuto speciale e le Province autonome devono adottare (entro centottanta giorni) le norme necessarie a disciplinare il procedimento di autorizzazione paesaggistica semplificata nel rispetto dei criteri fissati dal Regolamento medesimo e in conformità ai relativi statuti e norme di attuazione.
La procedura semplificata prevede l'obbligo di corredare l'istanza di autorizzazione unicamente con la relazione paesaggistica semplificata, redatta sulla base di uno schema tipo da un tecnico abilitato che attesti la conformità dell'intervento alla disciplina del paesaggio e alla vigente disciplina urbanistico-edilizia. Il Regolamento conferisce infatti valenza di relazione paesaggistica semplificata alla «Scheda per la presentazione della richiesta di autorizzazione paesaggistica per le opere il cui impatto paesaggistico è valutato mediante una documentazione semplificata», a suo tempo introdotta dal Dpcm 12 dicembre 2005. La relazione va presentata all' amministrazione competente preferibilmente per via telematica o tramite lo sportello unico (se l'istanza riguarda attività industriali o artigianali).
L'Amministrazione entro 30 giorni esegue uno screening al fine di verificare se l'intervento è soggetto alla procedura autorizzativa ordinaria o semplificata ovvero sia esonerato ai sensi dell'articolo 149, Dlgs 42/2004 e ha l'obbligo di concludere il procedimento con un provvedimento espresso entro 60 giorni dal ricevimento della domanda. Il rispetto dei termini procedurali abbreviati è garantito dall'espresso rinvio agli articoli 2, comma 8 (possibilità di ricorrere avverso il silenzio anche senza necessità di diffida all'amministrazione inadempiente) e 2-bis (in materia di conseguenze per il ritardo dell'Amministrazione) della legge 241/1990.
Rispetto alla procedura ordinaria, il parere del Soprintendente non è vincolante qualora l'area interessata dall'intervento sia assoggettata a un vincolo o a un piano paesaggistico che contengano specifiche prescrizioni d'uso, mentre diviene facoltativa (e non obbligatoria) l'acquisizione del parere delle Commissioni locali per il paesaggio. L'autorizzazione semplificata è immediatamente efficace (cfr. articolo 4, comma 11, Dpr 139/2010) in quanto non si applica il termine sospensivo di 30 giorni disposto dal comma 11 dell'articolo 146, Dlgs 42/2004.
L'Allegato individua 39 tipologie di interventi che costituiscono però il 75% dei procedimenti autorizzativi in materia; il provvedimento pertanto incide in modo significativo sulla maggior parte delle opere da realizzare su aree o immobili soggetti a tutela ai sensi del Dlgs 42/2004. Analogamente alla semp1ificazione introdotta dal Dl 40/2010 convertito dalla legge 73/20l0 che ha sostituito l'originario articolo 6 del Dpr 380/2001 (estendendo di molto gli interventi realizzabili in attività edilizia libera), il Dpr 139/2010 assoggetta a procedura semplificata gran parte degli interventi di manutenzione straordinaria di edifici che incidano su aperture, infissi, balconi, terrazze, scale esterne, nonché interventi diretti a realizzare tettoie e porticati aperti su più lati e con superficie fino a 30 m2 o autorimesse pertinenziali con volume non superiore a 50 m3. Rientrano altresì nella procedura semplificata tutti gli interventi di ristrutturazione cd. fedele (rispetto di volumetria e sagoma preesistenti), gli ampliamenti fino al 10% della volumetria della costruzione originaria con il limite massimo di 100 m3, l'installazione di impianti tecnologici esterni (condizionatori, caldaie, antenne) siano essi a uso di una sola unità immobiliare o centralizzate e di pannelli solari fino a 25 m2. Restano esclusi comunque gli immobili di cui all'articolo 136, comma 1, lettere a), b) e c), Dlgs 42/2004 e gli ampliamenti di immobili situati nei centri storici, che restano soggetti conseguentemente alla procedura ordinaria di cui all'articolo 146 Dlgs 42/2004. In via generale, sono oggetto di procedura semplificata tutte le modifiche necessarie al superamento delle barriere architettoniche, all' adeguamento alla normativa antisismica ovvero finalizzate al contenimento dei consumi energetici, nonché alla realizzazione di manufatti accessori o volumi tecnici (entrambi nel limite di 10 m3) o per ricovero attrezzi (se in legno e fino a 10 m2). la riduzione di superficie boscata fino a 100 m2 in aree pertinenziali di edifici.



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