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FIRENZE - Bookshop Uffizi & C. «Il bando avvelenato». Un cartello fiorentino contro il «modello Autogriil». con tanti sospetti.
ALESSIO GAGGIOLI
CORRIERE FIORENTINO – 15 settembre 2010

Chiediamo un giudizio imparziale e trasparente perché ci sembra che ci sia un conflitto d'interessi.

Lo spezzatino è servito. Da questa mattina alle 12, ora in cui scade l'invito a partecipare al bando, bisognerà solo aspettare per capire se il sugo è destinato a diventare acido, Se i sospetti finora solo ventilati da chi gestisce i servizi aggiuntivi agli Uffizi (bookshop, caffetteria, biglietteria, mostre, merchandising) hanno un fondamento. Lo spezzatino che non può piacere a Mario Resca, visti i suoi trascorsi in Mc Donald's Italia, vede per il supermanager come la figura chiave della scorporazione in tre bandi di gara diversi della gestione dei servizi nei musei più importanti d'Italia (uno per il bookshop, uno per il punto ristoro, il terzo per la biglietteria e le mostre), E lui che ha disegnato le regole del gioco, Una sfida che Resca, chiamato dal ministro Sandro Bondi alla direzione generale della valorizzazione del patrimonio culturale, ha intrapreso scegliendo appunto lo spezzatino. E rivoluzionando tutto. Il problema però sono i criteri scelti dal Ministero per ammettere le società che vorranno partecipare alle tre gare di appalto (solo a Firenze la base d'asta per i tre bandi, in totale, è di circa 218 milioni di euro e comprende Polo museale, Museo archeologico e Opificio delle pietre dure per una durata di sei anni), «Anticoncorrenziali, non trasparenti e talvolta non giustificati», come ha sottolineato Confcultura in una lettera spedita all'Antitrust già a giugno intervenuta consigliando modifiche e al Ministero, «Che rischiano di far diventare la caffetteria degli Uffizi una sorta di modello autogrill», dice Simone Bartolini, socio della Bartolini Sas, la società che gestisce il punto di ristoro sopra la Loggia dei Lanzi da 12 anni: «Siamo avvelenati, le regole sono troppo restrittive (un fatturato lordo di 3 milioni di euro, possedere almeno due punti ristoro e presentare due dichiarazioni bancarie che dimostrino la solida capacità finanziaria ed economica) e sembrano tagliate su misura per sbarrare la strada alle piccole aziende del territorio a vantaggio dei colossi della ristorazione. Per questo chiediamo un giudizio trasparente anche perché ci sembra che ci sia un conflitto di interessi. Resca è presidente di Confimprese e noi speriamo solo che la commissione aggiudicatrice premi il merito». Ma cos'è Confimprese? E che c'entra in questa faccenda? Confimprese, presieduta da Resca, è un'associazione che riunisce un'ottantina di colossi del commercio. Anche se Bartolini è pronto a scommettere su chi accetterà l'invito del Ministero a partecipare alla gara quattro big della ristorazione, soci di Confimprese. «Sono quelli che girano», dice Bartolini che ha accettato la sfida avendo messo in piedi un cartello tutto fiorentino: un'associazione temporanea di impresa (ati) con la Cantinetta Antinori. E se verranno ammessi alla gara dovrebbero poi entrare nell'ati anche Edoardo Robiglio (storico marchio fiorentino della pasticceria), la Galateo catering e un'importante gelateria di Firenze per sfidare i «panini Camogli» con la qualità dei prodotti locali. Bartolini e Antinori hanno già previsto l'assunzione di circa 200 persone per la gestione anche del bar di Boboli e, quando ci sarà, quello di Palazzo Pitti. Il progetto c'è, il cartello made in Florence anche, «Siamo piccoli, ma garantiamo qualità e negli anni siamo stati gli unici a rispettare i contratti con il Ministero sottolinea Bartolini nonostante un affitto da 1.500 euro al giorno e pagando, con le royalties 250 mila euro l'anno alla Soprintendenza. Speriamo solo in un giudizio imparziale», Detto della caffetteria i due capitoli ancora più spinosi sono la gestione del bookshop che è stata scorporata da quelle delle biglietterie e delle mostre. Finora agli Uffizi tutto era affidato ad un'ati composta da Giunti, Pineider, Bassilichi, Sillabe, Opera e Pineider. Da questa mattina cambierà tutto. L'ati dovrà sdoppiarsi, o spezzettarsi o comunque ricalibrare le proprie competenze su un doppio binario. Anche qui per i requisiti sono severi. Alcuni esempi: nelle gara per i servizi di biglietteria e la gestione dell'e-commerce è chiesto ai candidati la gestione di tre siti web. Per il bookshop oltre ai tre anni di esperienza la gestione in corso di una libreria e sotto un unico marchio. Qualcuno fa notare un altro possibile conflitto di interessi di Resca, che siede nel cda della Mondadori. Franco Ruggeri di Opera non commenta i sospetti: «Siamo in imbarazzo, ma mi limito a dire che la scorporazione dei servizi non gioverà all'organizzazione del sistema. Il Ministero ha scelto questa strada. Per noi non è quella giusta. Però, anche se con difficoltà, in queste ore stiamo cercando di capire come accettare la sfida».



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