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LA MOSTRA D'OLTREMARE PARCO URBANO DELLA CITTÀ
NANDO MORRA
La Repubblica,15-09-10, pagina 15 sezione NAPOLI



E' da apprezzare l'articolata riflessione del professor Sergio Stenti, comparsa su queste pagine l'11 settembre, sui "lavori in corso" alla Mostra d'Oltremare. Si tratta di un contributo di valenza culturale e prospettica notevole che supera i confini delle specificità architettoniche richiamate. Un "assist" qualificato per quanti hanno la responsabilità di innescare ulteriori potenzialità e opportunità di sviluppo. È giusto partire da questo punto. Un primo nodo. Affrontare la "sfida" per affermare e rilanciare MdO quale centro pulsante della economia e dello sviluppo territoriale, rendendola non solo un avanzato "polo di attrazione fieristico-congressuale" integrato e un "parco letterario" di eccellenza, ma un autentico "motore di sviluppo" per Napoli, per la Campania e per il Mezzogiorno. Un obiettivo ambizioso e difficile ma perseguibile in rapporto alle funzioni complessive urbanistiche, produttive, socioeconomiche e produttive dell'area occidentale di Napoli. MdO si candida come uno dei "poli strategici" dello sviluppo regionale. Un ruolo propulsivo che MdO può e deve assumere nella riprogrammazione dei fondi Ue, dalle complesse realizzazioni in corso, in parte già co-finanziate dalla Regione Campania, e con le ulteriori iniziative da sviluppare. Altro punto. La MdO non può essere "chiusa", considerata e vissuta come "area museale". Urge una forte innovazione programmatica e gestionale. La primaria funzione espositiva e congressuale da rilanciare con forza, deve essere integrato con una molteplicità di "nuove qualificate opportunità produttive". Cultura, arte, spettacoli (musicali, teatrali, eventi) recuperando quali sedi attive permanenti l'Arena Flegrea e il Teatro Mediterraneo come un fulcro della vita artistica e culturale non limitato nei confini della città. Non basta. La nuova "mission", come determinato dal CdA, è incentrata sulla interdisciplinarietà e la internazionalizzazione, dunque, sulle potenzialità di MdO di interagire in rapporto al Mezzogiorno, al Mediterraneo, all'Europa. Si parte dal positivo dei risultati conseguiti, dal recupero e rinascita della MdO ma anche dalla consapevolezza dei rilevanti problemi sottesi, a partire dalle risorse disponibili. La riconversione di "Palazzo Canino" in hotel è solo uno dei nodi sul tappeto, che solleva problemi e interrogativi complessi. La sfida è misurarsi con le "strette" economico-finanziarie che investono il "sistema paese", a partire dai Comuni e dalla Regione. E il CdA di MdO è deciso a giocarla con determinazione e fino in fondo. Si apre, dunque, per MdO una "nuova fase" da condurre con autonomia culturale, politica e gestionale. Un netto punto di partenza definito dal CdA: "operazione Mostra aperta e trasparenza" programmatica, di comunicazione, gestionale. Rompere l'isolamento di una MdO lettae "vissuta" dal territorio quasi monade centralistica e autoreferenziale per aprirsi al confronto e all'apporto delle istituzioni e della "società civiUn'isola attiva con quattro cantieri aperti e centinaia di occupati Obiettivi che possono accomunare interessi privati legittimi con le strategie della impresa pubblica le". Prima tappa: aprire la Mostra ai cittadini. MdO con il suo straordinario patrimonio ambientale, architettonico e artistico, impiantistico, culturale e sportivo, non è parte "altra" ed esclusiva fuori della città. È e dovrà essere parte viva e integrale della città. È un primo, concreto impegno, insieme alla sollecitazione all'Unesco del riconoscimento di "patrimonio della umanità". Secondo obiettivo. Una "serrata campagna di ascolto", sollecitando l'apporto critico e propositivo. È prevista una convention per l'autunno, con il mondo della cultura, della università, della imprenditoria, delle forze sociali e professionali. Nel merito. Primo. Vero, gli interventi in corso e programmati porteranno a una trasformazione imponente di MdO. Dopo i cantieri della Metropolitana, MdO costituisce una isola attiva con quattro cantieri aperti e centinaia di occupati. MdO sarà altra cosa che dovrà fare altre cose. Secondo. È possibile assicurare che MdO ha riversato puntualee doverosa attenzione sia nella progettazione sia nella realizzazione, per la tutela, il recupero e la fruibilità delle straordinarie caratteristiche architettoniche, paesaggistiche e culturali delle strutture da riqualificare. Nessuna delle opere in via di realizzazione, dalle caratteristiche architettoniche di Palazzo Canino, del Ristorante della Piscina, dove sarà ripristinata la copertura della rampa esterna e ulteriori elementi del progetto originario, fino al restauro delle pavimentazioni originali, dei mosaici, degli affreschi, alle opere di Emilio Notte, di Franco Girosi e al murale di Andrea Pazienza, andrà perduta. Il peristilio di Palazzo Canino resterà com'era. In luogo di corridoi e uffici ci saranno corridoi e camere. È la sostanza e non la facciata della trasformazione. Terzo. Dalla fase progettuale al piano operativo, l'iter è stato verificato e approvato, come previsto per i beni vincolati, dalla Sovrintendenza, con la qualeè in atto una proficua collaborazione. Quarto. I parcheggi. Non sono in programma ulteriori parcheggi, né in superficie né interrati. Quinto. Per quanto riguarda il "Padiglione della Sanità Razza e Cultura", struttura fatiscente obsoleta da decenni, è stato riconvertito in centro congressuale da circa 2.000 posti, preservando le volumetrie originali. Sesto. Torre ex Pnf, ribattezzata "Torre delle Nazioni". L'osservazione di Stenti è giusta. Oggi: uno scempio che deturpa l'area. Un progetto di riqualificazione già definito e finanziato è andato "disperso" nel fiume e negli affluenti della burocrazia. La riattivazione funzionale della attuale "Torre delle Nazioni" con il recupero produttivo di altri due padiglioni, è stata riconsiderata in un progetto complesso definito "Parco del Gusto", incentrato sulla valorizzazione e proiezione internazionale delle eccellenze campane della filiera agro-alimentare. La crisi ha comportato il "congelamento" del progetto. Siamo fiduciosi e convinti che si possa pervenire a un riesame specifico dei "provvedimenti cautelativi" innescati dalla Regione Campania che, coinvolgendo molte iniziative, di fatto costituiscono un imprevisto impedimento con conseguenti pesanti ricadute sui conti economici di MdO, e sulla conclusione nei tempi previsti anche delle opere già in corso. Settimo. Un grande "parco urbano" e del "tempo libero", adeguato alla dimensione Campania. Allo stato, sia Edenlandia, sia lo Zoo sono qualitativamente sottodimensionati e obsoleti. Insieme all'ex Cinodromoe altre attività possono costituire il polo di una nuova eccellenza culturale, ricreativa, sportiva, dell'area occidentale della città e della integrazione con Bagnoli, Agnano, l'area ex Nato. Il CdA di MdO ha aperto e tracciato un percorso innovativo e positivo nel quale l'imprenditoria, che punta allo sviluppo, troverà riferimento e sostegno. Un treno da prendere in corsa, per perseguire obiettivi convergenti che possono accomunare interessi privati legittimi con le strategie, il rigore della impresa pubblica e con le aspettative delle comunità locali. L'autore è presidente della Mostra d'Oltremare



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