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TOSCANA - «Ora vogliamo risposte»
16-09-10, 02Grosseto IL TIRRENO






GROSSETO. Prosegue il botta e risposta, con toni accesi, fra le scuole di musica cittadine e la Fondazione Grosseto Cultura. Dopo Carla Baldini, di cui abbiamo ospitato l’intervento ieri, adesso a intervenire sono le scuole: l’Accademia musicale “G.B. Viotti”; il centro della voce “Il Buon Canto”; la Cmm e la Vocal Jam. Sono loro a chiederci ospitalità per porre alcuni punti all’attenzione della gente. «Contrariamente alle parole della presidente della Fondazione Giampaola Pachetti - scrivono -, nessuna delle nostre realtà era a conoscenza o è stata interpellata per la realizzazione di questo progetto, per cui è incongruo parlare di “silenzio e disinteresse delle altre scuole di musica”. Vengano citati i documenti specifici con i quali tutte le associazioni musicali grossetane sarebbero state invitate dalla Fondazione Grosseto Cultura ad esaminare preliminarmente il progetto del polo musicale, per discuterlo, correggerlo, completarlo al fine di aderirvi o di controproporre progettualità più consone alla composita realtà della didattica musicale già da anni operante in Grosseto. Nella mancanza che già sappiamo essere assoluta di tali documenti, le parole irriguardose della presidente della fondazione non fanno che sottolineare la sua considerazione rispetto alle scuole musicali del territorio». «Riteniamo opportuno che la Fondazione Grosseto Cultura (ente pubblico) faccia chiarezza sul rapporto che la lega a Rockland (soggetto privato), rendendo noto il documento che ne stabilisce le modalità e chiarendo la reale identità della convenzione, piuttosto che parlare in un primo momento di “fusione” e a polemica scoppiata di “sperimentazione annuale”. In particolare vorremmo sapere quali sono i rapporti economici tra le due realtà: ad esempio, chi ha sostenuto l’onere della costosa pubblicità del Polo che si può stimare nell’ordine di 10.000/15.000 euro? Forse la Fondazione, utilizzando finanziamenti pubblici del Comune? Se così fosse, non esisterebbe evidente discriminazione nei confronti di tutte le altre realtà musicali private che sostengono completamente e autonomamente tutte le loro spese? Sarebbe veramente paradossale che le realtà escluse dal Polo dovessero anche sostenere, se pur in modo indiretto in quanto contribuenti del Comune, le spese pubblicitarie di una scuola concorrente». «Contrariamente a quanto sostiene Pachetti crediamo che tutta la città (e non solo chi si occupa di musica) sia molto interessata e voglia conoscere la “trasparente gestione” da parte della Fondazione che, sottolineiamo, è una struttura pubblica creata dal Comune per gestire la cultura utilizzando fondi pubblici. Quanto esattamente? “Nel bilancio di previsione il Comune aveva indicato 600.000 euro da destinare alle attività della Fondazione per la gestione anche economica di Museo di Scienze Naturali, Cedav e Scuola di Musica” (Stampa locale, 31 luglio 2010)». «Parliamo infine della qualità dei servizi. A che titolo il Polo Musicale può vantare una maggiore qualità rispetto a tutte le altre scuole? Quale parametri oggettivi può produrre per autoproclamarsi unione delle “due maggiori scuole cittadine” come ha fatto in una pubblicità che possiamo a buon titolo definire ingannevole?» «Ci sentiamo lesi nell’immagine e nella sostanza essendo tutti soggetti che nel corso degli anni, ognuno nel suo campo e spesso affrontando grosse difficoltà, hanno contribuito attivamente alla crescita culturale della città con grande competenza e professionalità, che non crediamo possano essere messe in dubbio in modo arbitrario da nessuna figura operante nella Fondazione Grosseto Cultura A conclusione, un’ultima amara considerazione: da parte nostra non c’è nessuna “guerra”, parola che crediamo fortemente non abbia nulla a che fare con la cultura e tanto meno con la musica, in tutti i suoi aspetti. Attendiamo delle risposte precise dalla Fondazione e naturalmente dal Comune e invitiamo le altre realtà musicali e associative escluse dal Polo ad esprimere la loro opinione in merito».



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