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Dagli Usa neanche un dollaro. L'Aquila mette in mora Obama
Miska Ruggeri
Libero 16/9/2010

Russi e tedeschi mantengono gli impegni. Il Kazakistan di Borat ha donato 1.700.000 euro. Il Governo Usa ancora nulla. E Frattini manda il sollecito

Vi ricordate i grandi della terra al G8 dell'Aquila? Barack Obama che abbraccia le autorità locali, i leader mondiali che fanno a gara per trovare le parole pi adatte davanti alla distruzione causata dal terremoto? Ecco la dichiarazione solenne del presidente Usa, che aveva promesso il restauro della Chiesa di Santa Maria Paganica (4,5 milioni di euro): «Siamo commossi dal vostro coraggio e dalla vostra resistenza. Sono certo che l'Aquila sarà ricostruita, che il suo splendore tornerà, e la sua gente servirà d'esempio per tutti noi su come si può rinascere dalla tragedia e ricominciare daccapo. Terremo questo posto e la sua gente nelle nostre preghiere e nei nostri pensieri nei mesi e negli anni a venire». Beh, dopo un anno e due mesi, magari preoccupato per la batosta che lo attende alle elezioni di midterm, sembra essersi dimenticato tutto. Lui e altri come lui. Altro che lista nozze dei 45 monumenti da adottare. Tra una dimenticanza e una promessa da marinaio, i conti non tornano. Tanto che il ministro degli Esteri Franco Frattini, stufo di aspettare invano, ha deciso di prendere di petto la situazione dando incarico a un'avvocatessa dell'Aquila, Fabrizia Aquilio, di ricordare gli impegni presi ai capi di Stato latitanti. «E’ già passato troppo tempo», annuncia lei battagliera, «è ora di far rispettare le promesse. E’ in gioco il patrimonio artistico della mia città, la seconda in Italia per edifici vincolati, e gli aiuti internazionali sono determinanti per coadiuvare il pesante impegno del governo». La Cina, che si era detta interessata a Palazzo e Torre Margherita e al Palazzetto dei Nobili; non ha stanziato nulla e nulla stanzierà. Come anche la Gran Bretagna. Mentre gli Stati Uniti, finora, si sono limitati a ospitare 52 studenti aquilani nei loro college. E Santa Maria Paganica è ancora abbandonata a se stessa. Una figuraccia, specie se confrontata con il comportamento del piccolo Kazakistan, il quale ha dato 1,7 milioni di euro per la chiesa di San Biagio di Amiternum e per l'oratorio di San Giuseppe dei Minimi. Impeccabile, invece, l'operato di Francia (3,25 milioni per le Anime Sante), Germania (3,5 milioni per la chiesa di San Pietro e Casa Onna , quest'ultima già ultimata) e Russia (7,2 milioni di euro, incrementabili fino a 9, per Palazzo Ardinghelli e la Chiesa di San Gregorio Magno a San Gregorio). In ritardo, infine, la Spagna di Zapatero, che comunque ha confermato, tramite il ministero della Cultura, la volontà di ricostruire il Castello cinquecentesco. E il Governo? Se insomma il governo, in un modo o nell'altro, cerca di darsi da fare (il ministro Bondi ha promesso, dal 2011, 25 milioni l'anno per 10 anni e il proprio sostegno alla proposta dell'Aquila città della cultura 2019), il vero dramma è rappresentato dalla latitanza delle istituzioni locali. Il Comune, infatti, o non fa nulla o fa danni. Esempi degli ultimi due giorni. Solo adesso si sono accorti dell'esistenza di decine di furbi e stanno quindi predisponendo, come annunciato dall'assessore Stefania Pezzopane (ex presidente Pd della Provincia, trombata e ricompensata dal sindaco con 12 deleghe), «un sistema informatico per scovare coloro che si sono fatti assegnare un alloggio del piano Case o un map senza averne diritto». La funivia del Gran Sasso è ferma da ben 145 giorni e difficilmente ripartirà per la stagione invernale, perché, nonostante i 3,5 milioni di euro stanziati appositamente dalla Protezione civile da settembre 2009, la revisione ventennale non è stata fatta. Costringendo così alla chiusura anche lo storico Hotel Campo Imperatore, costruito nel 1934 e prigione di Benito Mussolini nel 1943. Alla faccia della retorica sull'importanza del turismo per la rinascita della città. Infine, l'Ordine provinciale degli architetti ha bocciato il masterplan del Comune sulla nuova Piazza d'Armi in quanto caotico e «mix di funzioni difficilmente compatibili tra loro» (teatro, chiesa, impianti sportivi, aree gioco ecc.). Per questo servirebbe assolutamente un commissario per la ricostruzione. Uno solo, come chiede il chirurgo Vincenzo Vittorini della Fondazione 6 aprile facendo il nome del rimpianto Guido Bertolaso, che possa dedicarsi «al gravoso problema della ricostruzione dell'Aquila e del suo territorio con professionalità, efficacia e trasparenza, 24 ore al giorno e per 365 giorni l'anno per i prossimi 15 anni». Invece, sembra ormai fatta (manca solo la firma di Berlusconi) la nomina di un altro vicecommissario, il supermanager Antonio Cicchetti, che andrà ad affiancarsi al governatore dell'Abruzzo Gianni Chiodi e al sindaco dell'Aquila Massimo Cialente. Una persona di certo preparata, Cicchetti, ma anche assai impegnata. Direttore generale del Policlinico Gemelli di Roma, direttore amministrativo dell'Università Cattolica, manager di varie cliniche private, presidente del golf club San Donato di Preturo, dove troverà il tempo per l'Aquila?



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