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L'Unità? Una statua monca in un macello. Viaggio tra gli scempi italiani senza fine
Roberto Ippolito
Riformista 16/9/2010

Il Belpaese maltrattato. Esce oggi il libro-inchiesta di Roberto Ippolito. Un viaggio tra le offese, le incurie e gli orrori inflitti ai nostri tesori artistici e naturali, da Nord a Sud.

Le battaglie più aspre del Risorgimento sembrano quelle combattute dai patrioti un secolo e mezzo dopo l'unità d'Italia. Battaglie per la sopravvivenza. Nella memoria. E nel rispetto. A San Martino della Battaglia, sul lago di Garda in provincia di Brescia, la torre non ricorda quasi più i sanguinosi scontri della seconda guerra d’indipendenza. Ma, con le migliaia dì scritte sugli affreschi, tutt'altro: il 25 ottobre 2008, data di nozze di Luciano e Patrizia; il «forza Inter» che «la famiglia Sala grida»; l'amore dichiarato il 2 marzo 1989 da Maurizio per Sonia; il tentativo compiuto «qui» da «Deborah e Marco» di «fare un figlio ma furono disturbati da un visitatore»; l'aspirazione di stampo leghista alla «Padania libera», ripetuta più volte; l'avversione per «le guerre» che «fanno tutte schifo»; il pensiero del cantante Bob Marley; proposte sessuali; oscenità varie. È ora di rimettere a posto l'Italia unita! O almeno la scultura che la rappresenta. Alessio Nicoletti, capogruppo al comune di Varese del Movimento libero, sollecita la ricollocazione della Statua dell'Italia unita, una donna con la spada sguainata opera del 1869 di Giovanni Franzi, sopra la grotta artificiale del giardino di Palazzo Estense. La richiesta viene avanzata dopo una ricognizione personale per scoprire la sorte della scultura non più visibile dal 1956. Nicoletti sostiene che l'opera si trova in un magazzino del macello civico di viale Belforte. Ed è senza le braccia. La sollecitazione per manifestare rispetto per l'Italia unita con il ritorno al posto originario ha anche il sapore della sfida: il sindaco di Varese, Attilio Fontana, è leghista. «I valori dell'unità d'Italia non sono certo ben visti dalla Lega», rileva Nesi, impegnato a tener viva l'attenzione nei confronti di Cavour con la Fondazione dedicata a lui. E quando lamenta che «Cavour è dimenticato dallo stato» ed è vittima di «una rimozione in atto da tempo», Nesi attribuisce al governo di centrodestra guidato da Silvio Berlusconi «delle colpe in più nell'oblio» e «una precisa volontà politica». Restano senza neanche un cenno di risposta per due anni le lettere inviate da un'associazione, il Comitato Cavour, al ministero dei beni culturali per sollecitare la costituzione di un organismo nazionale per le celebrazioni del bicentenario della nascita, avvenuta il 10 agosto 1810. Il momento delle decisioni per le iniziative legate alla ricorrenza arriva addirittura nel 2010, quasi fuori tempo massimo. Intanto i luoghi che parlano di Cavour non sono in buone condizioni. La sua casa di Santena è malandata. E la Villa di Leri, nella campagna di Trino Vercellese, è in rovina. Muri buttati giù. Non ci sono mobili, quadri, statue, piatti. Il tetto è spalancato. Macerie nelle stalle. Fango ed erbacce dovunque. Utilizzata un tempo come sede di uffici dell'Enel, ceduta poi dall'azienda al comune di Trino, la villa viene ignorata dal programma delle celebrazioni per i 150 anni dell'unità d'Italia. Spera di poter tornare a vivere con il progetto per la trasformazione in parco a tema sull'epoca del Risorgimento messo a punto dall'imprenditore Guglielmo Boggio Sella. Ed è solo nel 2010 che ritorna l'attenzione sul monumento trascurato dagli uomini ma non dai piccioni (per i bisogni) dedicato a Quarto dei Mille alla partenza, avvenuta in questo quartiere di Genova, della spedizione dei Mille comandata da Garibaldi e destinata a far nascere l'Italia. Una storia lunga (ovviamente). Nel 2000 il Cnr (il Consiglio nazionale delle ricerche) e l'Istituto centrale del restauro decidono di sottoporre la scultura, realizzata da Eugenio Baroni e inaugurata dal poeta Gabriele D'Annunzio, a un particolare tipo di restauro da ripetere successivamente per altre opere in bronzo collocate vicine al mare. Nel 2004 mostra a Palazzo Tursi, sede del comune, e catalogo per descrivere le soluzioni adottate e da concretizzare. Nel 2007 monumento ingabbiato e lavori soltanto avviati. Subito dopo la vittoria del centrodestra alle elezioni del 2008, insediato Sandro Bondi alla guida dei beni culturali, cancellazione dei finanziamenti per il completamento dell'intervento.



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