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Bologna. Operazione Risorgimento: ripulite le statue
Daniela Corneo
Corriere di Bologna 16/9/2010

Eliminati i graffiti dai basamenti dei monumenti. Costo: 16.500 euro
L'avevano promesso tre mesi fa: «Restaureremo i basamenti delle statue del Risorgimento». E a inizio settembre la Direzione regionale dei Beni culturali ha ripulito da scritte e tag multicolor i simboli dell'Unità d'Italia. Costo: 16.500 euro. Ma la Direttrice Carla Di Francesco promette: «Pronto un progetto per ripulire le statue del Popolano e di Garibaldi».

C'è da dire che in questo caso le istituzioni si sono mosse davvero con rapidità. Abbiamo fatto la domanda a chi di dovere (a maggio), ci hanno risposto praticamente subito ed eccoli già lì i risultati, ben visibili agli occhi di passanti e turisti. A soli tre mesi da quando il Corriere di Bologna sollevò la questione della (cattiva) conservazione dei monumenti di Bologna legati al Risorgimento, il monumento di Vittorio Emanuele II ai Giardini Margherita, quello del Popolano in Montagnola, di Giuseppe Garibaldi in via Indipendenza, di Carlo Minghetti e Camillo Cavour nelle omonime piazze e di Ugo Bassi nella via a lui dedicata sono stati ripuliti dalle scritte e della tag multicolor che ne deturpavano soprattutto i basamenti. Una squadra di esperti, chiamata dalla direzione regionale dei Beni culturali con l'affidamento diretto dei lavori, è scesa in campo quest'estate per rimuovere i graffiti e qualche giorno fa l'operazione è arrivata al capolinea. Sperando che qualche blitz notturno dei writers non annulli in pochi minuti il lavoro di mesi. «Per restaurare i basamenti delle statue - spiega la direttrice regionale dei Beni Culturali Carla Di Francesco - abbiamo fatto un progetto di restauro, acquisito i fondi e assegnato i lavori in modo diretto». Quindi, dopo una valutazione sul posto dei basamenti e uno studio dei materiali usati per sfregiarli, l'equipe tecnica ha trovato i materiali per riparare il danno. «Le scritte più difficili da rimuovere - spiega la Di Francesco - sono quelle realizzate con i pennarelli, perché il pennarello ha una forte capacità di penetrazione e, una volta rimosso, lascia un alone che bisogna cercare di alleggerire con dei procedimenti estetici specifici». Ma anche nel caso delle statue del Risorgimento, così com'è stato fatto in altri punti del centro storico scelti dai Beni culturali per la sperimentazione delle linee-guida condivise con l'amministrazione comunale, a fine lavoro è stato applicato uno strato protettivo. «Operazione - dicono dai Beni culturali - fondamentale, perché in caso di nuovi imbrattamenti permette una rapida ripulitura della base del monumento». Gli interventi realizzati in questi mesi sui simboli dell'Unità d'Italia sono costati ai Beni culturali una cifra complessiva di 16.500 euro, poco più della metà delle risorse che la direzione regionale aveva messo in campo per l'anno in corso proprio per collaborare con il Comune nella lotta ai graffiti. «Quella cifra - continua la Di Francesco - l'avevo già nella programmazione annuale: gli altri 13 mila euro che avevamo nel nostro budget sono invece stati investiti per la sperimentazione della pulizia dei muri in centro storico e per la pubblicazione del volume con le linee-guida che dovranno servire ai privati e alla stessa amministrazione per ripulire gli edifici vincolati». Ma sulle statue del Risorgimento le operazioni di tutela non sono finite. Perché, oltre ai graffiti sui basamenti, in alcuni casi c'è anche una cattiva (anzi, cattivissima) conservazione delle statue. «Abbiamo già realizzato - spiega la Di Francesco - un progetto per il restauro delle statue del Popolano e di Garibaldi che sono molto rovinate: in questo caso probabilmente arriveranno i finanziamenti della presidenza del Consiglio per i festeggiamenti del 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia». E c'è già chi spera che questa modalità-lampo di restauro possa essere applicata anche altrove, visti i blitz (altrettanto lampo) dei writers.



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