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Caccia ai predoni della Bella Italia
Alessandro De Pascale
Terra 16/9/2010

Nelle strade, nei musei e nelle chiese del nostro Paese c'è circa il 50 per cento dell'intero patrimonio culturale mondiale. Ma è costantemente assediato da mafiosi, trafficanti, collezionisti e tombaroli. Anche la politica, dal canto suo, da almeno 13 anni cerca di approvare, per fare cassa, un condono per i beni archeologici illecitamente detenuti dai privati. Le regioni dove avvengono più furti sono il Lazio, la Toscana, il Piemonte, la Campania e l'Emilia Romagna. «Per le archeomafie il traffico internazionale di opere d'arte è secondo solo a quello di armi e droga», spiega il tenente colonnello Raffaele Mancino, a capo del comando operativo del Nucleo tutela del patrimonio culturale dei carabinieri. «I problemi maggiori - continua il tenente colonnello - li abbiamo quando questi beni escono dall'Unione europea, attraversando gli oceani. Tanto che per recuperare dagli Stati Uniti l'Atleta vittorioso, attribuito allo scultore Lisippo, un giudice di Pesaro ha emesso un provvedimento di confisca diventato operativo anche a livello internazionale. E ora la collaborazione degli Usa sta aumentando».

Soltanto nel 2009 in Italia sono avvenuti 882 furti di opere d'arte, gli oggetti trafugati sono stati ben 13.219. oltre 1.200 le persone indagate 45 quelle arrestate. Ma nello stesso anno le forze dell'ordine sono comunque riuscite a recuperare 19.043 beni illecitamente sottratti. assieme ad altri 14.596 reperti paleontologici e 55.586 archeologici. I dati sono nel rapporto Ecomafia 2010 di Legambiente che ogni anno traccia un quadro dei crimini ambientali italiani. L'Italia possiede circa il 50 per cento del patrimonio mondiale, costantemente assediato da parte di mafiosi, trafficanti, collezionisti e tombaroli. Ma nonostante questo i vari governi italiani da almeno 13 anni propongono sanatorie dei beni archeologici illecitamente detenuti dai privati. E secondo recenti stime si tratterebbe di almeno 60 milioni di oggetti. Dal luglio 2004, al settembre 2009, passando per l'ultima Finanziaria l'Italia dei condoni non voleva tralasciare le archeomafie. L'ultima sanatoria aveva anche ipotizzato il prezzo: 50 euro per ogni bene detenuto, con la previsione di portare nelle casse dell'erario circa 2 miliardi di euro. Ma per fortuna anche quest'ultimo archeocondono, presentato alla Camera dai deputati del Pdl Giuseppe Marinello, Gioacchino Alfano, Roberto Antonione, Marco Marsilio e Gerardo Soglia, è naufragato. «Ogni anno scompaiono da musei, chiese, collezioni private o di enti pubblici migliaia di oggetti: dalle armi artistiche ai quadri, dalle monete agli orologi, dagli oggetti chiesastici ai reperti archeologici», ha dichiarato il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza. Tra le indagini più eclatanti c'è sicuramente quella della Direzione investigativa antimafia che nel 2009 ha sequestrato al boss italo-canadese Beniamino Zappia oltre 345 dipinti di grande valore: tele di Guttuso, De Chirico, Dall, Sironi, Morandi, Campigli, De Pisis, Boldini, Guidi ma anche orologi antichi, pietre preziose, vasi, statue, bronzi e oggetti di antiquariato. Come sta crescendo sempre di più il commercio di opere trafugate su internet, tanto che le forze dell'ordine ormai hanno un gruppo specializzato che si occupa di monitorare quotidianamente la Rete. Soltanto a marzo i carabinieri hanno infatti scoperto circa 600 pezzi, quasi tutti monete greche, romane, bizantine e arabo-normanne, in vendita su Ebay. Il Nucleo tutela patrimonio culturale della Sicilia ha infatti trovato in vendita sul noto sito di aste su internet 576 monete antiche, in bronzo e argento, la più pregiata delle quali era una di epoca tardo-antica e costava meno di cento euro. Nel gennaio 2010 è stata invece sgominata a Bari una rete criminale che aveva organizzato un traffico di reperti archeologici tra l'Italia, la Spagna, la Francia, la Germania e il Lussemburgo. Recuperati 1.248 reperti archeologici e centinaia di fossili, per un valore stimato in 4 milioni e 350mila euro, che venivano addirittura esposti in importanti gallerie d'arte sia italiane che francesi. I tombaroli dell'organizzazione li aveva scavati illegalmente, soprattutto nelle province di Matera e Bari, utilizzando avanzate tecnologie, come metal detector e geo-radar.

Regioni e beni a rischio Nel 2009 il maggior numero di furti sono avvenuti nel Lazio (137), in Toscana (106), in Piemonte (95), in Campania (86) e in Emilia Romagna (70). Gli obiettivi preferiti dai ladri sono le abitazioni private (61,4%) e le chiese (25,7%). In calo quelli dei musei, nel 2009 pari al 4,7% del totale, e degli enti pubblici e privati (8,2%). Gli oggetti trafugati sono soprattutto beni librari (3.713), oggetti chiesastici (2.038), dipinti (1.504), ebanisteria (733) e sculture (705). Tanto che nel 2006 la curia di Napoli, stanca dei continui furti, decise di sostituire le proprie tele con delle copie conservando gli originali nei musei. Tra e opere recuperate dalle forze dell'ordine, sempre nel 2009, ancora una volta i beni librari (16.397), filatelia (1.000) e oggetti chiesastici (808) ma anche tante opere false sul mercato (1.438).



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