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Sardegna. Emergenza Nora, l'erosione minaccia la città romana
Alessandra Sallemi
Nuova Sardegna 17/9/2010

Frane, crepe, degrado: in pericolo un gioiello visitato da 70mila turisti all'anno
A Nora il degrado avanza e l'antica città rischia di morire una seconda volta. Fenditure trapassano le pietre, rompono i mosaici, minano i basamenti. Frana il promontorio alla fine della strada trionfale, s'è accelerata l'erosione del mare, il tempio di Esculapio slitta verso la spiaggia dove in aprile è rotolato un macigno, staccatosi dal costone. A Pula, comune di riferimento, si vive un'emergenza da protezione civile.

PULA. Ieri Nora era in un bagno di luce e si vedevano nettamente le fenditure che trapassano le pietre, rompono i mosaici, minano i basamenti. Frana il promontorio che si stende alla fine della strada trionfale, in 30 anni s'è accelerata l'erosione del mare, il tempio di Esculapio slitta verso la piccola spiaggia dove in aprile è rotolato un enorme masso, staccato di netto dal costone, sotto gli occhi di un pescatore dilettante. A Pula, comune di riferimento, si vive un’emergenza da protezione civile: Nora è un pilastro dell'economia locale, porta 70mila turisti l'anno.


Ma ci sono almeno quattro università italiane che seguono le sorti della città insediata dai Fenici nel sud ovest dell'isola con la solita attenzione verso gli approdi per averne sempre uno agibile in qualunque condizione di vento. Milano, Padova, Genova e Viterbo spediscono qui gli studenti per le missioni archeologiche che hanno formato finora quattro generazioni di specialisti, col risultato di fare di Nora un campo studiato nel tempo, in crescita permanente, ricco di pubblicazioni. Ma non è solo questo che rende Nora un luogo speciale capace di attirare l'attenzione di dieci parlamentari sardi con un'interrogazione fiume. Marco Minoja, il soprintendente ai beni archeologici di Cagliari e Oristano, lo spiega in poche parole: «Nora è uno scavo in estensione, è una città antica da visitare lungo le sue strade e i suoi edifici, e questo la allinea ai centri più importanti dell'intero Mediterraneo». Il rischio di perderne una parte è galoppante, il soprintendente non conta più le sollecitazioni fatte per ricevere almeno una quota dei fondi allo scopo di tamponare i vuoti sotto il promontorio capaci di mangiarsi subito un terzo dell'insediamento. Purtroppo la congiuntura economica nazionale non ha riguardo per il bene straordinario che si rischia di perdere, i finanziamenti per risolvere il problema sulla carta infatti c'erano, ma ancora non sono stati neppure assegnati ad Arcus, la società incaricata di gestire i finanziamenti statali nel settore beni culturali. Minoja non è disposto al bluff: «Più che ottimista - ammette - sono impegnato a spendere lì i primi soldi che arriveranno».
Geografia del danno. Il danno già visibile sono le filature nei vari monumenti che seguono in modo geometrico le linee di frana del costone. Il tempio di Esculapio, che nell'attuale realtà archeologica è una basilica paleocristiana costruita sui resti di un luogo di culto romano e prima ancora fenicio-punico, è letteralmente appoggiato nel vuoto. L'angolo del mosaico orientato verso la torre spagnola del Coltellazzo si è già abbassato verso la spiaggia, il visitatore che si allontana dal monumento nota l'evidenza della linea di discesa. Discesa lenta o crollo improvviso? Dal 27 aprile 2010 il sindaco di Pula Walter Cabasino ha sciolto il dilemma: il rischio di altri crolli fulminei è stato certificato anche dai tecnici del Genio civile, dal tempio fino alle terme sul mare (c'è uno stabilimento termale, visibile coi mosaici del frigidarium, pure nel centro città) è stata stesa una rete di protezione con i cartelli di pericolo e di divieto d'accesso. Eccessivo? Le crepe parlano, e tanti piccoli ammassi di pietre-sentinella contribuiscono a formare il sistema di allarme sugli smottamenti. «Impossibile sottovalutare il fenomeno - spiega il sindaco Cabasino - che riguarda tutta la baia di Nora: anche le spiagge davanti agli alberghi e ai condomini si stanno riducendo. Ma i crolli dei costoni ormai molto scavati dalle mareggiate costituiscono un pericolo autentico per l'incolumità pubblica. Qui, soprattutto d'inverno, si popola di pescatori, non dobbiamo dimenticare gli incidenti mortali di Calamosca, Siniscola e, fuori dall'isola, Ventotene».
I rimedi.
Si sa esattamente che cosa bisogna fare. Minoja: «Gli interventi necessari sono tre. Uno immediato: riempire le lacune sotto il tempio con materiale inerte. Poi: bisogna procedere a una puntellatura definitiva. Infine: serve un monitoraggio costante della costa e delle correnti, bisogna vedere se si possono mettere protezioni a mare, ma prima di farlo si deve essere sicuri che queste protezioni non faranno danno da altre parti».
Il giallo dei finanziamenti.
L'erosione di Nora è un problema ben noto al Comune e alla soprintendenza. Quest'ultima si è mossa da tempo per ricevere i finanziamenti, sulla carta Nora era destinataria di 500 mila euro, che dovevano arrivare nella programmazione 2011. I crolli hanno impresso un'accelerata alle istanze della soprintendenza, ma non alla burocrazia romana e così a Cagliari si è pensato di suggerire una modifica ai finanziamenti già pronti per il 2010: stornare su Nora i denari destinati a Tharros, per restituire a Tharros la somma intera appena arriveranno quelli programmati per Nora. Sembra davvero facile, ma la procedura di assegnazione dei fondi incanalati da Arcus è complessa: richiede valutazioni e approvazioni da parte di due ministeri e poi un approfondito controllo finale della presidenza del consiglio dei ministri. Fino all'inizio dell'estate gli uffici sardi hanno sollecitato pi volte l'erogazione dei fondi: «Non ci dicono di no - commenta Minoja -, ma non ci dicono di sì».
La comunità di Pula. I parlamentari Fadda, Calvisi, Farina, Coscioni, Marrocu, Melis, Parisi, Pes, Schirru e Soro hanno presentato un'interrogazione dettagliata al ministro Bondi, che ha risposto ammettendo come una parte archeologica di Nora sia «al collasso». E che servono studi serissimi. Bondi li ha anche elencati, gli studi, e ha concluso in modo sconsolante: occorrono finanziamenti. Si sapeva: forse bisognava indicare come ottenerli al più presto. Ieri a Pula c'era una riunione organizzata dal gruppo Pula Arcaios per spiegare ad abitanti e turisti cosa sta succedendo nell'area archeologica. Cabasino: «Nora è una ricchezza per tutta l'isola e per la nostra piccola economia. Abbiamo cominciato coi tavoli tecnici, siamo pronti a mobilitarci».



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