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Termini Imerese. Un nuovo gioiello all'Himera. La Phiale aurea finalmente a casa
Caterina Cipolla
Giornale di Sicilia 17/9/2010

Consegnata ieri all'antiquarium diTermini la coppa dedicata agli dei, realizzata fra la seconda metà del IV secolo a.C. e la prima metà del III

Lombardo: «Bellezza inimmaginabile». Armao: «Occasione di sviluppo per il territorio»

Quest’anno all’Expo di Shangai ha attirato più di 300mila visitatori

Lungo il suo peregrinare per il mondo. La storia del ritrovamento della Phiale di Caltavuturo è emblematica e complessa, ed è il risultato dl laboriose indagini.

Termini Imerese . È stata consegnata ieri, all' antiquarium di Himera a Termini Imerese, la Phiale aurea di Caltavuturo. Il manufatto ha così ritrovato dopo un lungo peregrinare, un posto d'onore nell'isola di origine. «Damarco figlio di Achyrio», così recita l'iscrizione sul bordo della coppa, fece realizzare questo manufatto votivo in oro massiccio, tra la seconda metà del IV secolo a.C. e la prima metà del III (secondo la datazione degli esperti) per dedicarlo agli dei. E quell'antico ignoto fedele, arricchì di un capolavoro il tesoro divino dei santuari che sorgevano all'epoca nei centri abitati individuati dagli archeologi sul monte Riparato, dove probabilmente è stata ritrovata. La Phiale mesomphalos (in latino patera umbilicata) è una coppa dal bordo largo, leggermente concava, con un profondo ombelico nel mezzo. È interamente decorata a sbalzo, con motivi di ghiande, faggine, api e fior di loto. Fatta eccezione per una lieve ammaccatura sul bordo esterno, questo capolavoro dell'oreficeria, arriva ai nostri giorni intatto. La storia del ritrovamento della Phiale di Caltavuturo è emblematica e complessa, ed è il risultato di laboriose indagini portate avanti dalla magistratura e dal nucleo dei carabinieri per la Tutela del Patrimonio artistico. Fu segnalata la prima volta nel 1989, nella casa di un collezionista siciliano. Quando, cinque anni dopo, la procura di Termini Imerese avvia un indagine su alcuni oggetti trafugati dal museo cittadino, si appurò che nel 1980 il manufatto era stato portato alla luce durante uno scavo per la messa in opera di un pilone della rete elettrica. La phiale è stata poi venduta a un collezionista di Catania, e in seguito a uno di Enna. Da questo punto in poi la Phiale inizia il suo peregrinare per il mondo. Nel 1991 viene esportata clandestinamente in Svizzera, dove viene venduta per 1.200.000 dollari al miliardario statunitense Michel Steinhardt, che la trasferì a New York. Ed è qui che la raggiunge la rogatoria internazionale richiesta dalla Procura di Termini Imerese. Nel 1999 la coppa viene restituita allo stato italiano, che la espone per un breve periodo presso il ministero dei Beni culturali e ambientali. La sua collocazione definitiva nell'antiquarium di Himera è stata decisa nel 2004, ma solo adesso, finalmente, è stata ufficialmente consegnata. Quest' anno la Phiale è stata esposta nel padiglione italiano dell' expo di Shangai, dove ha attirato più di trecentomila visitatori. «Di una bellezza inimmaginabile», la definisce il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, che ha preso parte ieri alla cerimonia di consegna, con l'assessore ai Beni Culturali Gaetano Armao, il sindaco di Termini Salvatore Burraffato e il direttore del parco archeologico e dell'antiquarium di Termini, Francesca Spatafora. Il ritorno in Sicilia della Phiale viene ovviamente inteso dalle autorità politiche come volano per il rilancio del turismo. E’ il momento, dichiara Lombardo, di mettere a profitto il nostro patrimonio culturale: «Il bando per l'affidamento ai privati della gestione dei servizi aggiuntivi è la strada giusta». Secondo l'assessore Armao «i beni culturali sono il petrolio bianco della Sicilia. Oggi abbiamo scoperto un giacimento che speriamo diventi occasione di sviluppo per il territorio». Gli fa eco il sindaco di Termini Imerese Salvatore Burrafato: «Un dono per il nostro territorio, che al momento soffre per i problemi legati alla Fiat». Nel 2009 il sito archeologico di Caltavuturo ha registrato appena 3.392 visitatori, secondo la stima resa nota dal responsabile di Legambiente Gianfranco Zanna, che lancia una proposta all'assessorato ai Beni Culturali: «Perché non organizzare una mostra che riunisca le cinque phiale auree che si conoscono al mondo». Una di queste è conservata al Metropolitan Museum di New York. «Sarò lì a metà mese - replica Armao - e sono pronto a discutere con le autorità competenti dell'organizzazione di un simile evento».



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