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PALERMO - Il Consiglio comunale decide sui gazebo: tavoli e sedie solo di legno
DOMENICA, 19 SETTEMBRE 2010 LA REPUBBLICA - Palermo



Bar all´aperto, ecco il nuovo look




Proibite le ostruzioni dei marciapiedi, permessi speciali per il centro storico Cinquecento strutture su seicento sono abusive

SARA SCARAFIA
Stop al gazebo selvaggio: domani il Consiglio comunale si riunirà per votare il regolamento "per l´occupazione degli spazi di ristoro all´aperto". Tavoli e sedie rigorosamente di legno, così come le pedane che dovranno essere arredate con ombrelloni e tende tutti di uno stesso colore: bianco opaco, avorio o crema. E, soprattutto, gazebo alti al massimo quattro metri e con le pareti aperte o trasparenti: pannelli con lastre in plexiglas, policarbonato o vetro infrangibile oppure teli avvolgibili. Le nuove regole valgono sia per le pedane che per le strutture chiuse: non ci potrà essere nulla che ostruisca i marciapiedi che potranno essere occupati solo da tavolini e sedie, ma lasciando uno spazio di almeno due metri per i pedoni. La delibera è una opportunità anche per i gazebo abusivi, che sono la maggioranza: ben 500 sui 600 censiti. Potranno ottenere una "sanatoria" se si adegueranno alle nuove norme. Da più di un anno il Comune ha bloccato il rilascio di nuove concessioni.
La "rivoluzione dei gazebo", che riguarderà la stragrande maggioranza degli oltre 2.500 tra pub, bar e ristoranti della città, arriva in aula nonostante il parere contrario dell´assessore alle Attività produttive Felice Bruscia che da mesi attende una risposta dall´Asp. Al momento - per somministrare cibo e bevande all´aperto - bar, pub e ristoranti devono essere dotati di strutture chiuse. Una regola che per Bruscia, ma anche per il vice sindaco Francesco Scoma, è troppo rigida: «In tutte le città d´Italia si mangia all´aperto», dice Scoma. Bruscia vorrebbe che tutti i gazebo venissero smontati: «In attesa di una risposta dall´Asp non ha senso votare il regolamento». Ma i capigruppo in Consiglio comunale non la pensano così: all´unanimità hanno deciso di votare subito la delibera, già esitata dalla commissione competente. «La città - dice il capogruppo del Pdl Giulio Tantillo - si è trasformata in un suk. Non ci sono regole. E noi, all´unanimità, abbiamo deciso di darne. La scelta dei materiali e dei colori degli arredi renderà meno caotiche le strade. Chiunque vorrà modificare il regolamento potrà presentare emendamenti». Confesercenti, però, si chiede come mai le associazioni di categoria non siano state coinvolte: «Sarebbe stato un bel segnale coinvolgerci prima di varare un regolamento così importante», dice il presidente Giovani Felice. «Il vero problema rimane quello della somministrazione: i gazebo obbligatori per servire da bere o da mangiare non sono altro che ampliamenti di locali autorizzati».
Il regolamento, tredici articoli, fissa anche le regole per ottenere l´autorizzazione amministrativa: in zone con vincoli ambientali o paesaggistici, prima di montare un gazebo, sarà necessario il parere della Soprintendenza. In centro storico, dovrà invece pronunciarsi con un nulla osta l´assessorato comunale.



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