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SICILIA - Tombaroli con la pala meccanica
LA SICILIA Martedì 21 Settembre 2010 CL Provincia, pagina 31


Cinque favaresi scoperti dai carabinieri intenti a scavare nel sito archeologico di Raffe a Mussomeli





I carabinieri delimitano la zona degli scavi non autorizzati
Mussomeli. Tombaroli all'opera nel sito archeologico di Raffe sono stati sorpresi e denunciati dai carabinieri della Compagnia di Mussomeli nella notte tra sabato e domenica. I tombaroli avevano già asportato un ingente quantitativo di reperti archeologici, probabilmente risalenti all'epoca greca. Ci sono voluti due giorni ai carabinieri per effettuare un accurato sopralluogo nell'area interessata e soprattutto per recuperare ed inventariare tutti i reperti -di sicuro valore archeologico- da porre al riparo da eventuali altri tombaroli.
L'intervento dei carabinieri è scaturito dall'osservazione e dal pedinamento di un gruppo di persone sospette che con due autovetture ed un escavatore, erano all'opera in un terreno adiacente la strada provinciale 23 in contrada Raffe, sito archeologico parecchio noto e già in passato preso di mira oltre che da delinquenti comuni anche da "improvvisati" archeologi.
Sebbene avvistati e tenuti d'occhio dalla strada provinciale, non è stato facile raggiungere i tombaroli dalla strada sterrata per accedere al fondo agricolo e, soprattutto per la presenza del fiume da guadare con gli automezzi. I carabinieri sono comunque riusciti ad accedere al fondo agricolo ed a sorprendere quattro individui intenti a scavare con una pala meccanica; i militari si sono accorti che era già stata portata avanti un'imponente opera di sbancamento sul terreno; insospettitisi, hanno identificato i quattro soggetti ed hanno effettuato accertamenti accurati sui mezzi presenti sul posto; tra l'altro oltre ad un'autovettura parcheggiata al bordo della strada ed all'escavatore posto sul fondo agricolo, hanno notato anche un'altra macchina, chiusa, posizionata lungo il fiume.
Dopo circa un'ora il proprietario della macchina è saltato fuori dal buio. Quest'ultimo, a seguito di perquisizione veicolare e personale, aveva due reperti asportati illecitamente dagli scavi grossolani effettuati sul terreno: una tazzina in ceramica ancora integra ed un volto di donna probabilmente parte di una statuetta sepolta sotto lo strato di terra. I cinque soggetti, tutti residenti ed originari di Favara (Ag), a seguito di perquisizioni sul posto, sono stati tradotti presso la caserma di Mussomeli dove sono stati eseguiti accertamenti più specifici.
A seguito del rinvenimento dei due reperti, i carabinieri hanno provveduto a sequestrare le due autovetture e l'escavatore utilizzati per compiere i lavori abusivi di sbancamento del terreno. Sono stati sottoposti a sequestro i due reperti rinvenuti nella disponibilità dei favaresi, una tazza in ceramica (larga circa 10 cm) ed un volto di donna (alto circa 12 cm) discretamente conservati.
L'attività d'indagine effettuata dai carabinieri ha consentito di ricostruire i movimenti dei cinque soggetti, giunti sul posto con il chiaro intento di sbancare il terreno al fine di ricercare reperti d'ogni tipo. Ciò, è costato ai cinque soggetti, B.C., classe 1966, B.A. classe 1986, A.S. classe 1970, N.A. classe 1967 e D.S. classe 1975, alcuni dei quali pregiudicati, la denuncia a piede libero alla Procura della Repubblica di Caltanissetta per la violazione della legge nr. 42 del 2004, in materia di ricerche archeologiche, rimozione illecita ed impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo stato.
L'attività di sopralluogo, è continuata tutta la notte con un intensa vigilanza dell'area interessata; solo alle prime luci dell'alba, i carabinieri impegnati nella meticolosa opera di raccolta e refertazione, si sono resi conto di come l'attività di sbancamento del terreno effettuato con l'escavatore avesse fatto riemergere un ingente numero di reperti frantumati dal rimescolamento del terreno tramite la pala meccanica; sono stati rinvenuti oltre dieci volti di donna, sicuramente parti integranti di statuette lesionate dai colpi della pala meccanica, numerose basi di statue nelle quali sono visibili i piedi e parte delle gambe delle figure umane, cocci di vasi in cui sono osservabili decorazioni in colore nero tipicamente riconducibili all'arte greca; manici di tazzine e coppe nonché numerosi parti di vasi; significativo il rinvenimento di due presumibili monete del tempo ben conservate.
L'ingente materiale rinvenuto, è stato sottoposto anch'esso a sequestro in attesa di un'attività di monitoraggio dei reparti specializzati nonché della Sovrintendenza ai beni culturali che dovrà stimarne età, valore ed importanza artistica.
Tutto l'intero fondo agricolo, il cui proprietario è ancora in via d'identificazione è stato sottoposto a sequestro.
Roberto Mistretta


21/09/2010



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