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Beni culturali, un convegno su musei e risparmio energetico
IL VELINO - 21 settembre 2010



Beni culturali, un convegno su musei e risparmio energetico
Roma, 20 set (Il Velino) - In Europa i musei sono fra gli edifici pubblici a maggiore impatto ambientale e fra i maggiori consumatori di energia a causa delle esigenze di climatizzazione, di illuminazione, di comunicazione, di sicurezza e di monitoraggio nonché per l’uso di vernici e di materiali per la gestione corrente, anche inquinanti, e per l’elevata generazione di rifiuti. A Roma, giovedì 23 settembre alle 10, nella Sala Imperatori della sede dell’Associazione Civita (piazza Venezia) si terrà il convegno “Musei Illuminati. L’uso delle tecnologie nei musei e nelle aree archeologiche” durante il quale verranno illustrati in modo sistematico e specifico i più innovativi criteri per un uso appropriato dell’energia all’interno dei musei e degli spazi archeologici. L’evento è organizzato da Scm Sgr, la Società di gestione del risparmio che fa a capo al Gruppo Sopaf con il sostegno di Banca Sarasin e la collaborazione di Civita, associazione no profit che rappresenta un punto di riferimento di livello nazionale sui beni e sulle attività culturali. Un abbattimento del 55 per cento sulle spese per l’elettricità sarà, a fine anno, il risparmio complessivo sulla bolletta dell’Hermitage di San Pietroburgo, semplicemente per aver sostituito le tradizionali lampadine con quelle ad alta efficienza energetica. Sono invece 40mila i kWh prodotti annualmente dai due impianti fotovoltaici del museo romano Explora, grazie ai quali la struttura fa funzionare tutti i suoi computer e copre il consumo energetico di uffici, shop e biglietteria. Il risultato è un risparmio sulla bolletta ma anche, e soprattutto, sulle emissioni dannose per l’ambiente. La questione non è puramente tecnologica o gestionale, ma va impostata a partire da una visione chiara della missione fondamentale del museo e delle sue finalità nel nuovo millennio.

La fame di energia delle istituzioni museali dipende, sostanzialmente, dalle due principali funzioni che il museo è chiamato ad assolvere: da una parte, la tutela del patrimonio - per la maggior parte sensibile alle condizioni climatiche degli spazi che li ospitano - che esso conserva o riceve in prestito da altri musei per esposizioni temporanee. Ma anche sul versante dell’interpretazione e della comunicazione delle collezioni e della loro fruizione pubblica si è assistito, negli ultimi decenni alla necessità di un notevole incremento del fabbisogno energetico. Gli allestimenti di nuova generazione hanno cambiato il modo di comunicare dei musei europei, con l’effetto di aumentarne l’attrattività ma anche i costi, in termini sia di installazione che di manutenzione. L’“ambiente museale” contemporaneo, tendenzialmente privo di luce naturale, fittamente cablato, totalmente condizionato, dotato di complessi apparati di monitoraggio e di sicurezza, attento al comfort del visitatore, con conseguenti consumi energetici e problemi di smaltimento dei residui, per essere competitivo con le altre visitors attractions che si propongono al turista è diventato un museo costoso sia in termini di investimento in capitale fisso che di gestione. Ed è divenuto anche un museo con una importante bolletta energetica. Una politica di attento risparmio dell’energia e i principi della architettura orientata all’economia energetica possono confliggere seriamente con le necessità di conservazione delle collezioni e con l’efficacia della messa in scena museale.

Il lavoro coordinato dal Centro studi “Gianfranco Imperatori” dell’Associazione Civita, ha prodotto alcuni primissimi spunti, molto schematici ma tuttavia utili per lo sviluppo di riflessioni e di soluzioni che le problematiche legate a questo tema impongono. Innanzitutto va trovato un accordo tra amministratori, curatori e gestori dei servizi rispetto alla nuova funzione sociale del museo che sempre più, oggi, si trasforma da luogo della conservazione in spazio di aggregazione, richiedendo un impiego di energia superiore a quello che sarebbe normalmente sufficiente e imponendo criteri di gestione complessiva differenti e adeguati. Va inoltre garantita l’integrazione e il dialogo tra le eterogenee professionalità coinvolte. Il tema, infatti, richiede una progettazione complessiva e sinergica laddove, in Italia, vige oggi ancora la separazione delle competenze e delle responsabilità, per cui spesso chi gestisce il museo non è consapevole dei costi energetici che la struttura impone e dunque è meno sensibile a queste voci di costo; mentre, dall’altra parte, chi è chiamato alla progettazione di nuovi edifici museali non viene sensibilizzato abbastanza rispetto al tema della sostenibilità energetica, che è ancora scarsamente considerata nei bandi di gara per la realizzazione dei cosiddetti musei di nuova concezione.

Lo studio suggerisce alcuni accorgimenti, quali il cambio del contratto energetico, la semplice sostituzione delle lampadine tradizionali con quelle a basso consumo, la turnazione di apparati multimediali, un serio programma di monitoraggio dei serramenti, la sistematica adozione delle bussole (troppo spesso ignorate nella progettazione persino degli spazi per mostre temporanee). Metodi che possono contribuire a ridurre sensibilmente le spese e ad avviare una cultura minima, quasi domestica, del risparmio energetico. Si consiglia inoltre l’installazione, ove possibile, di impianti per la produzione di energie alternative tenendo in considerazione che il loro uso spesso garantisce una sovrapproduzione energetica che può essere distribuita altrove. E’ questo, in particolare, il caso in cui le aree archeologiche, facendo le dovute verifiche, possono rivelarsi strategiche. In questo senso è importante che proprio le amministrazioni locali facciano riflessioni complessive sull’uso delle energie alternative, e che, a livello centrale, vengano individuati incentivi specifici che stimolino e facilitino investimenti in questo senso. Infine, incentivare l’atteggiamento virtuoso dei musei attraverso l’adozione di specifiche certificazioni energetiche, mutuabili da altri contesti edilizi, immaginando però parametri che misurino l’effettiva soglia di certificabilità dei musei e diversificando i casi a seconda delle differenze strutturali e delle vocazioni dei vari istituti museali. Al convegno, che sarà aperto da Antonio Maccanico, presidente dell’Associazione Civita, saranno presenti tra gli altri Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani e Antonella Pasqua Recchia, direttore generale per la Programmazione e l’innovazione del ministero per i Beni e le attività culturali.Chiuderà i lavori Stefano Saglia, sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico.

(red/gat) 20 set 2010 18:41


http://www.ilvelino.it/articolo_stampa.php?Id=1202229&t=Beni_culturali_un_convegno_su_musei_e_risparmio_energetico


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