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"Stop al consumo di territorio" rimane un movimento e continua le sue campagne
20/09/2010 17:40:07



Sarzana. Circa 300 persone hanno partecipato alla seconda assemblea nazionale del movimento "Stop al consumo di territorio che si è svolta alla cittadella di Sarzana il 18 e il 19 settembre. Nonostante il ricco programma – dalle 11 a mezzanotte il sabato e dalle 9 alle 18 la domenica – e la brevità dei tempi concessi ai momenti di pausa, la sala, che ospita circa 250 persone, è rimasta piena fino all’ultimo intervento della domenica pomeriggio.
Nel momento assembleare le richieste di intervento da parte dei partecipanti sono state tali che ad alcuni non è stato potuto dare il microfono per ragioni di tempo. Erano presenti i rappresentanti di una cinquantina di comitati e associazioni provenienti da 10 regioni italiane, dalla Sicilia al Piemonte.
Il tema in discussione nell’assemblea era se il movimento dovesse restare appunto un movimento aperto, non strutturato, a cui qualunque individuo o associazione può aderire spontaneamente, o se viceversa fosse necessario darsi la struttura formale di una vera associazione con formalizzazione legale, statuto, cariche ufficiali, tessera e quota di iscrizione.
I presenti si sono espressi, praticamente all’unanimità, a favore delle tre proposte lanciate da Gino Scarsi, Alessandro Mortarino e Domenico Finiguerra, i fondatori del movimento:
- restare Movimento privo di struttura formale, aperto a chiunque voglia partecipare alle sue campagne ed esterno a qualunque legame con partiti politici
- creare una rete effettiva ed efficiente di comunicazione tra tutti i comitati che aderiscono al Movimento per scambiarsi informazioni, coordinarsi in battaglie comuni, aumentare la forza della propria voce
- allargare la struttura organizzativa del Movimento Nazionale coinvolgendo nuove persone e rendendola più efficiente e strutturata .

Nella parte congressuale delle due giornate i temi affrontati hanno spaziato dal molto tecnico – come misurare il consumo di suolo con Google Maps - al teorico – la natura come luogo di proiezione dei contenuti inconsci e la sofferenza psichica che deriva dal fatto che l’uomo, non potendo più riconoscere i suoi luoghi, perché devastati dalla cementificazione, non riconosce più nemmeno se stesso – passando per la verticalizzazione delle città, l’importanza della valorizzazione della produzione agricola, gli aspetti economici , paesaggistici, culturali e archeologici, sociali, politici e amministrativi del consumo/salvaguardia del territorio.
Nell’incontro della domenica pomeriggio, dedicato alla realtà ligure e della vicina toscana, particolare attenzione è stata dedicata al progetto Marinella. Silvia Minozzi e Roberto Mazza, coordinatori del gruppo spezzino del Movimento hanno affermato che l’intenzione del Movimento non è quella di opporsi in modo radicale la progetto ma al contrario lavorare , avvalendosi del contributo di esperti e in collaborazione con altre associazioni come il Wwf, Legambiente, Slow Food, per arrivare a proporre nel breve tempo idee e linee progettuali alternative che abbiano come punto di riferimento il modello di un'economia basata su un turismo a misura della vallata, con connessioni agrituristiche ed enogastronomiche, culturali ed archeologiche, un modello che concili il mare con le apuane e la Lunigiana storica, in cui l'esempio sia più il sud della Francia che il martoriato litorale italiano, con molte biciclette e poche auto, cavalli, turismo diffuso e compatibile, grandissima qualità del cibo, ricezione sobria ma efficiente, miglioramento dei trasporti per ridurre l'uso dell'auto. Un modello che si preoccupi di tutelare il patrimonio faunistico della valle, che rilanci la produzione agricola locale e tuteli il patrimonio artistico e archeologico. Su questi temi sono intervenuti, fra gli altri, il professor Donati, della Soprintendenza ai beni culturali e archeologici, il dottor Salamon, presidente della Doxa, l’architetto Silvano D’alto, i rappresentanti dei Gas locali, Giovanni Gabriele, presidente della sezione spezzina di Italia Nostra.
L’assemblea si è conclusa ribadendo la convinzione che il movimento è una realtà incisiva e forte e che non tutto è ancora perduto nella lotta per la salvaguardia del Bel Paese dagli scempi voluti da amministrazioni e politici miopi e affinché sia rispettato l’articolo 9 della costituzione italiana nel quale si afferma che “La repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione”.

20/09/2010 17:40:07
Redazione

http://www.cittadellaspezia.com/Sarzana/Cultura-e-Spettacolo/-Stop-al-consumo-di-territorio-rimane-68465.aspx


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