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Capitale della cultura, Venezia candidata
Alessio Antonini
22 set 2010 corriere di Vicenza



Formalizzata la richiesta. Orsoni: «Vinceremo»

Da ieri infatti tutto il Nord Est politico si è riunito attorno al simbolo di Venezi a per c a ndi dar l a «capitale europea della cultura 2019». La decisione è stata presa durante l'incontro tra il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, il vicepresidente della Regione Veneto Marino Zorzato e gli assessori alla Cultura del Friuli Venezia Giulia e delle Province autonome di Bolzano e Trento. Fdi un protocollo d'intesa che permetta l'avvio formale della procedura di candidatura. Solo nei prossimi mesi sarà definito un comitato promotore che comprenda tutte le realtà culturali, economiche, associative del territorio. Intanto Trento fa sapere che «sognava di candidarsi capitale europeea della cultura 2019», puntando anche sul nuovo museo Muse progettato da Renzo Piano e pronto per il 2019. Ma l’assessore alla Cultura Panizza ha chiarito che «la candidatura di Venezia riunisce il Nord Est e abbraccia le realtà tedesche e slovene». rammenti. Pezzi di realtà che si sono infranti sotto il peso della crisi economica e culturale di un intero territorio: quel mitico Nord Est che è lentamente rimasto soffocato dal crescere costante del Veneto, del Trentino e del Friuli Venezia Giulia che una volta lo componevano. Regioni, Province, Comuni che una volta oggetto unificato di studi nazionali e internazionali hanno imboccato strade diverse perdendosi nel buio dell'individualismo spiccio. Ma il termine che fu caro a Giorgio Lago, il Nord Est appunto, ieri è improvvisamente riapparso sulle labbra dei politici veneti. E di quelli trentini e friulani. Perché l'ombra di San Marco, anche se debolissima nel confronto diretto con altri campanili, è ancora capace di abbracciare tutto quello che era il territorio dell'antica Serenissima. Da ieri infatti tutto il Nord Est politico si è nuovamente riunito attorno al simbolo di Venezia per candidarla a «capitale europea della cultura 2019».

La decisione è stata presa di prima mattina durante l'incontro a porte chiuse tra il sindaco della città lagunare Giorgio Orsoni, il vicepresidente della Regione Veneto Marino Zorzato e gli assessori alla Cultura del Friuli Venezia Giulia (Roberto Molinaro) e delle Provincie autonome di Bolzano (Christian Tommasini) e Trento (Franco Panizza).

«Venezia è una gemma preziosa e fragile che ha bisogno del triveneto per sopravvivere e senza la quale tutto il triveneto sarebbe senza dubbio più povero», aveva detto Orsoni qualche era geologica fa, quando era ancora solo un candidato alla poltrona di sindaco di Venezia.

«Non voglio tornare sulla questione delle olimpiadi - ha continuato ieri - ma questa volta non ci candidiamo per partecipare. Lo facciamo proprio per vincere».

Perché Venezia e il suo Nord Est non avrebbero nemmeno bisogno di rivendicare ad alta voce il diritto ad essere riconosciuti «capitale della cultura». «E' il buon senso che fa pensare che il Nord Est possa essere capitale europea», ha aggiunto Marino Zorzato. «Non c'è nessuna realtà italiana in grado di competere con il Nordest che è l'unica aerea veramente europea. E poi la notorietà di Venezia dovrebbe bastare», ha detto Roberto Molinaro.

Peccato che tutte queste caratteristiche erano state ampiamente usate anche per presentare le fatidiche olimpiadi del 2020. Che, per chi non se lo ricorda, sono finite dritte dritte nella candidatura internazionale di Roma. E anche questa volta gli avversari di Venezia (che saranno tutti italiani sulla base della decisione dell'Unione europea per il 2019) avranno da giocare le loro carte: oltre a Brindisi, Matera, Siena e Ravenna infatti si presenterà all'appuntamento del 2013 (data entro la quale il ministero della Cultura italiano dovrà redigere il bando per la presentazione del progetto) anche l'Aquila, le cui ferite hanno reso una notorietà a livello europeo che poche città possono vantare. «Non ci occupiamo delle altre candidature - ha ribattuto Zorzato - per il momento ci concentriamo su Venezia e il Nord Est». Eppure in ballo non ci sono solo libri, quadri, concerti, musei ed eventi artistici più o meno grandi.

Le ricadute economiche della nomina a capitale della Cultura sono infatti ghiotte: undici milioni di visitatori in più nell'arco di un anno per un totale di oltre un miliardo di euro da distribuire tra le tre regioni coinvolte dall'iniziativa.

«Questo territorio si colloca al centro dell'Europa e ha in sé tutti i requisiti per vincere la sfida», ha ribadito il sindaco di Venezia. «E' già un fatto straordinario che siamo riusciti a fare massa critica in un territorio che fa fatica a fare sistema - ha aggiunto Zorzato - Lavorare assieme garantirà il risultato». Lunedì prossimo intanto si incontreranno i tecnici delle cinque istituzioni coinvolte nel progetto (Venezia, Veneto, Friuli, Bolzano e Trento) per stabilire le linee guida per la realizzazione



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