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FIRENZE - Memorie (romane) dal sottosuolo. Da sabato visite guidate nell’antico Teatro. Che svela i suoi segreti
Federica Sanna
CORRIERE FIORENTINO 22 set 2010 Firenze



È rimasto sepolto sotto Palazzo Vecchio per oltre un millennio. E dopo sei anni di scavi, l’antico teatro romano ora torna finalmente alla luce. Almeno uno scorcio, che regala un incantevole viaggio nella storia di Florentia.

Dal 25 settembre la visita nei sotterranei si aggiungerà al percorso museale. Ma è soltanto un tassello di quello che diventerà il futuro museo della città. Sembra incredibile, eppure, sulle fondamenta di Palazzo Vecchio è nascosto un sito archeologico di grandissima importanza: «Le prime fondamenta del teatro romano risalgono al I secolo a.C.— spiega infatti Carlotta Cianferoni, soprintendente per i beni archeologici della Toscana — e la sua massima estensione fu nel I secolo d.C». Con il passare del tempo è stato trasformato in struttura di fortificazione e lentamente è sparito, lasciando perdere le sue tracce. Bisognerà aspettare fino a fine ’800, quando durante il rifacimento di un fognone in via de’ Gondi furono trovati i primi resti e venne disegnata su una mappa la sua presenza.

Nel 2004 Comune e soprintendenza hanno deciso di far partire gli scavi, condotti dalla Cooperativa Archeologia. Una scoperta inimmaginabile: «Questo teatro era grandissimo — continua Cianferoni — poteva ospitare almeno 10mila persone, e nel momento di massima espansione anche 15 mila». Il percorso dentro i sotterranei di Palazzo Vecchio si estende su due passerelle rosse, che danno la possibilità di ammirare dall’alto lo scavo. All’ingresso una linea curva di muratura delinea perfettamente la scena, lasciandola immaginare sul lato di via dei Leoni. Una delle immagini più suggestive è quella delle «burelle», come Dante le chiamava,probabilmente da barus, ovvero buio: «Sono i corridoi voltati — chiosa Silvia Golucci del Comune — che reggevano la cavea con i posti per il pubblico, verso piazza della Signoria. Successivamente usati come prigioni». Si vede perfettamente anche il vomitorium, la burella centrale dove entravano gli spettatori. «Si tratta di un’occasione importantissima— afferma Elena Pianea, dirigente del Comune — non solo per scoprire il vecchio teatro, ma anche per ricostruire la stratificazione che ha portato fino alla costruzione del palazzo».

Sopra i resti del teatro si possono vedere quelli di alcune case medievali, costruite quando il teatro fu abbandonato, con dei portoni, un pozzo e addirittura un fronte stradale con portali medievali e il selciato, inglobato nell’ampliamento del Palazzo. Gli scavi ora sono fermi: «Ci sembra giusto che la città possa condividere il lavoro di tutti questi anni», dice Cianferoni. Per l’assessore alla cultura Giuliano da Empoli è soltanto l’inizio: «Trovo affascinante pensare che ci sia un teatro sotto Palazzo Vecchio. E un certo senso questa funzione continua a esistere. Questa è una delle tappe che porterà il Museo della città, attualmente ospitato alle Oblate, in Palazzo Vecchio. Crediamo che questo museo sia naturalmente connaturato proprio qui». Le visite al teatro romano saranno ogni sabato, domenica e lunedì, a cura dell’Associazione Museo dei Ragazzi. E soltanto su prenotazione (055 2768224) per gruppi di massimo 20 persone. Il costo sarà di 8 euro, compresa la visita al resto del Palazzo: «Vogliamo che questa sia un’occasione di rilancio di tutto il museo di Palazzo Vecchio», dice Pianea. Gli scavi sono accessibili parzialmente anche ai disabili motori con accompagnatore, e sono vietati invece ai minori di 8 anni per questioni di sicurezza.



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