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BARI - "Piani regolatori troppo vecchi bisogna puntare sulla qualità"
RAFFAELE LORUSSO
VENERDÌ, 24 SETTEMBRE 2010 LA REPUBBLICA - Bari



Borri: le colate di cemento danneggiano gli imprenditori


Bisogna capire che in tutto il mondo i prezzi degli immobili sono strettamente legati alla vita


I piani regolatori concepiti negli anni ´60 e ´70 hanno fatto il loro tempo. Il professor Dino Borri non ha dubbi: «In tutto il mondo i prezzi degli immobili sono strettamente legati alla qualità della vita: le colate di cemento danneggiano anche gli imprenditori». Di fronte ai provvedimenti approdati in questi giorni in consiglio comunale, l´urbanista docente al Politecnico di Bari non nasconde le proprie perplessità.
Professor Borri, il nuovo piano regolatore del porto vecchio, che prevede la realizzazione di posti per piccole imbarcazioni nel tratto fra piazza Diaz e la Provincia, fa storcere il naso a molti. Quel progetto andrebbe realizzato altrove?
«L´idea di realizzare una darsena per piccoli natanti nel porto storico di Bari, utilizzando l´attuale barriera frangiflutti, non mi scandalizza. Trattandosi però di un´area che è racchiusa nella parte di più bella del lungomare, mi auguro che si faccia molta attenzione».
Quali soluzioni tecniche sarebbero auspicabili?
«Ci vorrebbe un intervento molto leggero, poco denso, sostenibile. Insomma, poche barche di piccole dimensioni. Bisogna poi prestare attenzione alla barriera frangiflutti seminascosta. Così com´è non assicurerebbe protezione alla darsena, ma è assolutamente necessaria per preservare il paesaggio. Se proprio dovrà essere rafforzata, è auspicabile che si agisca in larghezza, piuttosto che in altezza. In ogni caso, non va realizzato alcun riempimento: quello di San Cataldo, assolutamente inutile, basta per tutta la città».
Quale idea si è fatto sulla lottizzazione approvata l´altra sera in consiglio comunale, che prevede la realizzazione di due torri in via Amendola?
«Plaudo a quei consiglieri di minoranza e di parte della maggioranza che hanno votato contro per difendere le ragioni dell´ambiente. Quella lottizzazione, purtroppo, creerà una saracinesca fra la lama Valenzano e l´ospedale pediatrico. Nei pressi di un luogo in cui ci sono bambini ammalati, si decide di aumentare il traffico dei veicoli e di diminuire l´esposizione alla luce del sole. Senza contare, che la barriera di cemento andrà ad alterare il microclima della lama».
Altre lottizzazioni, perfettamente conformi al piano regolatore vigente, saranno presto al vaglio dell´assemblea.
«Lo sblocco dei 13 milioni di metri cubi residui dell´attuale piano regolatore, deciso due anni fa, fu motivo di contrasto fra me e l´allora assessore all´Urbanistica. Fu una scelta sbagliata, peraltro in linea con quello che la giunta Veltroni fece a Roma, dove i metri cubi sbloccati furono 80 milioni».
È impossibile tornare indietro?
«Il nuovo piano regolatore, attualmente in gestazione, mi pare vada nella direzione giusta di tutelare le lame e la costa. È incoraggiante che nella classe politica cittadina, nella minoranza e nella maggioranza, stia maturando una coscienza ambientale. Con gli imprenditori bisogna dialogare e mediare. Loro fanno il loro mestiere, l´amministrazione deve rappresentare tutti. Costruire città brutte o fare violenza al territorio danneggia anche gli imprenditori: oggi la gente, in tutto il mondo, chiede qualità ed è disposta a pagare per ottenerla».



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